Quando Diego Armando Maradona allenò brevemente il Deportivo Mandiyu

Diego Armando Maradona Deportivo Mandiyu

Dopo la notizia della squalifica ricevuta a USA ’94, Diego Armando Maradona divenne il DT del Deportivo Mandiyu. Un modo per restare vicino ai campi nei duri mesi di forzato stop. L’esperienza alla guida del piccolo club argentino non durò molto per via di alcuni screzi con la dirigenza. Nelle settimane seguenti, El Pibe de Oro tendò la medesima strada anche con il Racing Club, prima di riprendere la carriera da calciatore.

DIEGO ARMANDO MARADONA E L’INCARICO AL DEPORTIVO MANDIYU

E’ il 25 giugno del 1994 e l’Argentina, dopo lo spettacolare esordio con la Grecia, regola anche la Nigeria con un sofferto 2-1. Neanche il tempo di esultare per l’ottima partenza al Mondiale americano, che l’intero Paese Albiceleste è scosso da una terribile notizia. Il loro idolo e capitano, il Pibe de Oro Maradona, è risultato positivo al test antidoping. Una vicenda oscura, su cui non verrà mai fatta del tutto chiarezza. Il fenomenale numero 10 viene inchiodato per aver assunto efedrina, una sostanza stimolante proibita. Ne seguono enormi polemiche che, però, non cambiano il corso della storia. Maradona viene squalificato per ben 15 mesi ed è costretto a chiudere la sua avventura in Nazionale.

Tuttavia, Diego scopre immediatamente che lo stop vale solo per la sua carriera da calciatore. Il che, quindi, non gli impedisce di ricoprire altre cariche all’interno del mondo del calcio. L’opportunità gliela fornisce un piccolo club che milita nella massima divisione argentina, il Deportivo Mandiyu, che clamorosamente assume Diego Armando Maradona come guida tecnica. L’ex stella del Napoli, però, non ha ovviamente il patentino da allenatore. Pertanto, il Deportivo raggira il regolamento e lo tessera come Direttore Tecnico, affiancato da un mister con regolare tesseramento. L’annuncio viene dato il 3 ottobre 1994. Decisiva, nell’operazione, è stata la mediazione del portiere della squadra Sergio Goycochea, ex compagno di Diego in Nazionale.

UN’IMPATTO NOTEVOLE CON IL GRUPPO

Diego Armando Maradona si presenta come guida tecnica del Deportivo Mandiyu con tantissimo entusiasmo e voglia di portare le sue idee. L’impatto è ottimo. I calciatori, inizialmente quasi intimoriti dal trovarsi di fronte un simile Campione, scoprono un uomo molto alla mano. El Pibe de Oro lega con tutti grazie alla sua semplicità. Trascorre intere ore sui campi di allenamento, cercando di correggere ogni dettaglio, soprattutto sotto l’aspetto tecnico. Dispensa consigli, guida i più giovani, resta anche dopo le sedute a migliorare chi ne ha più bisogno. Il suo carisma e la sua genuinità conquistano la rosa. Si racconta come sia solito invitare i calciatori a mangiare a casa sua, presentandogli i famigliari e facendoli sentire parte della sua vita.

E poi, ovviamente, tutti i membri della squadra scoprono immediatamente il suo folle amore per il pallone. Non c’è squalifica che possa frenarlo, che possa toglierli ciò che ama dall’animo. Così, quasi ogni giorno, si godono le sue esibizioni, il suo saper palleggiare con qualunque cosa, perfino con arance e foglietti di carta. Quando può, poi, Diego prende anche parte alle partitelle di allenamento, deliziando tutti i presenti. Già dal primo giorno, il centro sportivo del Mandiyu è letteralmente invaso da tifosi e giornalisti. Una sensazione unica per un club abituato a lavorare nel più totale anonimato. C’è talmente tanto caos che la società è costretta a chiudere le porte nei giorni seguenti, impedendo a tutti di assistere alle sedute.

LA BREVE E INTENSA ESPERIENZA

L’esordio ufficiale, seppur nelle vesti di DT dalla tribuna, è tra le mura amiche contro il Rosario Central. La partita si concluderà con una sconfitta dignitosa per 2-1 ma ciò che rimarrà negli occhi dei presenti sarà l’esultanza di Maradona al gol. La stessa enfasi, la stessa passione e la stessa “garra” del Diego giocatore a celebrare la rete di Bernuncio. Il centrocampista, dopo la segnatura, corre a esultare proprio dal Pibe de Oro, con cui ha stretto da subito un legame speciale. Diego Armando Maradona trascorrerà solo due mesi e mezzo sulla panchina del Deportivo Mandiyu. Con lui, la squadra resterà sempre al di sopra della zona retrocessione, togliendosi anche la soddisfazione di strappare un prestigioso 2-2 contro il River Plate.

Il 30 dicembre del 1994, Diego annuncia le sue dimissioni. Alla base della dolorosa decisione, delle pesanti divergenze con la società. In un lasso di tempo comunque breve, il Campione argentino è riuscito a dare una visibilità mai avuta prima e dopo al piccolo club. Una settimana dopo l’addio al Deportivo, Maradona trova un accordo similare con il più blasonato Racing Club de Avellaneda. Resta in carica anche in questo caso due mesi e mezzo, per poi pagare le elezioni presidenziali della società. Il vecchio patron, colui che lo aveva voluto, non viene rinominato e la nuova proprietà decide di non confermarlo. Il 7 ottobre del 1995, scaduta la squalifica, Diego Armando Maradona tornerà poi in campo con la maglia del suo Boca Juniors, ma questa è un’altra storia!

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