Quando Albert Kidd decise un Dundee-Hearts, assegnando il titolo al Celtic!

Albert Kidd Dundee Hearts

Nell’ultima gara di campionato della Scottish Premier 1985-86, l’attaccante Albert Kidd fu decisivo nella vittoria del Dundee sulla capolista Hearts. Un clamoroso successo che, di fatto, regalò il titolo al Celtic. Da quel giorno, lo scudetto scozzese non è mai più uscito dalla città di Glasgow!

ALBERT KIDD, IL BOMBER DEL DUNDEE CHE MANDO’ GLI HEARTS ALL’INFERNO

C’è stato un periodo, che ormai appare lontano anni luce, in cui in Scozia c’era davvero competizione. Negli anni ’80, infatti, diversi club riuscirono a frapporsi tra le due grandi di Glasgow, portando una venta di aria fresca. Dundee FC e Aberdeen (grazie al grande Ferguson) ebbero addirittura la forza di vincere il titolo. Proprio i Dons, nella stagione 1984-85, furono gli ultimi a riuscirci al di fuori dell’Old Firm. Tutto ciò accadde soprattutto per colpa di un attaccante classe ’61 e dalla carriera tutt’altro che scintillante: Albert Kidd. Un nome per lo più sconosciuto ma che invece in Scozia divide ancora oggi, a distanza di 35 anni da quel fatidico 3 maggio 1986.

C’è chi tutt’ora lo ama per aver permesso un autentico miracolo all’ultima giornata di campionato. Stiamo parlando del Celtic, che dalle gesta di quell’attaccante seppe trarre oro, ma soprattutto dei tifosi dell’Hibernian. Già, perchè a Edimburgo c’è un’altra rivalità fortissima, forse appena appena meno sentita di quella di Glasgow. Quella tra gli Hibs, per l’appunto, e gli Hearts. Proprio quest’ultimi, in quel fatidico campionato, si trovavano in vetta alla classifica a 90 minuti dal termine. E, bisogna dirlo, in modo del tutto meritato, visto che erano imbattuti da 27 partite.

I Jambos (come vengono chiamati gli Hearts) erano davvero ad un passo dal 5° titolo della loro storia, dopo aver vinto l’ultimo nel lontanissimo 1960. Sarebbe bastato un punticino nell’ultima sfida per scatenare il tripudio nella zona “nobile” di Edimburgo e far scivolare nello sconforto più totale i tifosi degli Hibs. Gli Hearts, per poter scatenare i festeggiamenti, avrebbero dovuto superare un ultimo ostacolo, rappresentato dal Dundee FC del centravanti Albert Kidd. Colui che, per l’appunto, diventerà la chiave di questa vicenda.

IL 3 MAGGIO CHE DECISE CLAMOROSAMENTE IL CAMPIONATO SCOZZESE

Sulla carta, non ci sarebbe stata grande storia. Il Dundee FC era sicuramente una compagine modesta, come testimoniava il sesto posto in classifica. Un piazzamento che, però, lasciava solo residue chance di un piazzamento UEFA e quindi, teoricamente, privava i Dee delle giuste motivazioni per poter fronteggiare la corazzata Hearts. Attenzione, però: questi sono ragionamenti che, solitamente, siamo abituati a fare noi italiani, mentre in Gran Bretagna hanno tutt’altra concezione dell’impegno sportivo. Così, pur privo di grandi prospettive di classifica, il Dundee scese in campo ben intenzionato a fare il proprio dovere.

Gli Hearts, invece, dal loro canto, cercavano quell’ultimo punto per sigillare un successo del tutto meritato. La squadra di Edimburgo era imbattuta dalla 5° di campionato. Una compagine forte, trascinata dai gol del bomber John Robertson, capace di porre la sua firma per ben 25 volte in stagione. Oltre a lui, spiccavano il portiere Henry Smith, i difensori Levein e Kidd, i centrocampisti Sandy Clark e Ian Jardine, l’altra punta Colqhoun. In quel sabato 3 maggio, oltre alla sfida potenzialmente decisiva tra le due squadre, c’era da prestare attenzione anche al risultato proveniente da Paisley, dove il Saint Mirren ospitava il Celtic, secondo in classifica. Un’altra partita che, almeno potenzialmente, non avrebbe avuto storie.

E, effettivamente, così fu. Il Celtic, infatti, fece a pieno il suo dovere e vinse facilmente per 5-0 e si concentrò sulle notizie provenienti dall’altro campo. A Dundee, intanto, il primo tempo si era concluso con uno scialbo 0-0. Un risultato che avrebbe permesso ai Jambos di conquistare il punto decisivo per il titolo. La ripresa proseguì sulla stessa falsariga, quantomeno fino agli 8 minuti finali. Il tecnico Jim McLean, con una mossa coraggiosa e che rendeva bene l’idea circa la mentalità del calcio scozzese, tirava fuori un difensore per inserire un attaccante. Forse neanche lui, però, poteva sperare che l’ingresso di Albert Kidd potesse essere così decisivo sulle sorti della sfida tra Dundee FC e Hearts.

KIDD, IL CENTRAVANTI CHE VENIVA DA ZERO GOL IN CAMPIONATO!

Dicevamo che di speranze che il centravanti potesse avere un impatto importante non ce n’erano poi molte. Questo perchè Kidd era reduce da una stagione semplicemente disastrosa. In 5 anni col Dundee FC, arrivato nel 1981 dal Motherwell, aveva realizzato solo 10 gol. Nell’ultimo campionato, invece, non era mai andato a segno, perdendo definitivamente il posto da titolare. Non che in carriera avesse mai segnato a valanga, ma qualcosina di buono, nel corso dei primi anni spesi tra Arbroath e Motherwell, aveva anche fatto vedere. Un flop, quello con il Dundee, che però Kidd sembrava vivere in maniera piuttosto filosofica.

Dotato di un carattere introverso e forse neanche troppo ambizioso, era rimasto il ragazzo di sempre. Amava trascorrere pomeriggi passeggiando sulle rive del Tay e sorseggiare pinte di birre con gli amici nei pub di fiducia, senza grossi scossoni. Nonostante militasse nella squadra della sua città, in Premier, era rimasto il ragazzo umile dei primi anni. Ma torniamo alla sfida in questione. Gli Hearts iniziarono a vedere il traguardo finalmente vicino, a meno di 10 minuti dal termine. La squadra di mister MacDonald era visibilmente stanca, sia sul piano fisico che mentale e aspettava solo quel maledetto fischio finale per poter dar vita alla festa.

Intanto, quel centravanti in maglia numero 14, entrato da poco, aveva avuto un impatto notevole sul match.  Sembrava ispirato come non mai, aveva una marcia in più e, probabilmente, ci credeva più dei suoi stessi compagni. Così accadde che al minuto 82′, dagli sviluppi di un corner, si accese una mischia in area di rigore degli Hearts che fu risolta proprio da Albert Kidd, che con una zampata siglò l’1-0 in favore del Dundee FC. Per gli Hearts ci fu come la sensazione che il mondo stesse crollando addosso. La vittoria ormai certa del Celtic significava solo una cosa: se i Jambos avessero davvero voluto vincere quel titolo, avrebbero dovuto necessariamente pareggiare nei restanti 7 minuti.

IL MOMENTO IN CUI ALBERT KIDD DIVENNE IL VERO MATTATORE DI DUNDEE – HEARTS

A quel punto, ovviamente, il copione della partita cambiava radicalmente. Gli Hearts, che fino a quel momento avevano giocato una gara tutto sommato accorta, si riversarono con le ultime energie nervose nella metà campo avversaria. Un vero e proprio assedio, fatto senza grandi idee e senza pensare troppo agli equilibri, come era anche fisiologicamente prevedibile a pochi minuti dal termine. Gli attacchi collettivi dei granata di Edimburgo lasciarono inevitabilmente invitanti spazi per il contropiede avversario. Così, dopo un pallone rilanciato in avanti dai compagni, Kidd si ritrovò ad involarsi sulla fascia destra. Lo fece di gran carriera, resistendo anche al ritorno di un paio di avversari.

Arrivato nei pressi dell’area di rigore, tagliò verso il centro e scaricò il pallone ad un compagno e si propose per chiudere il triangolo. La perfetta palla di ritorno lo mise dinanzi al portiere Smith, trafitto poi da un destro potente sul primo palo. Il solitamente pacato Albert Kidd, bistratto attaccante di scorta del Dundee FC, era diventato di colpo il giustiziere letale degli Hearts. La sua gioia fu irrefrenabile, così come quella di altre due tifoserie, distanti geograficamente in quel momento ma mai così vicine col cuore. A Edimburgo, se metà della città era caduta in depressione, l’altra parte, quella biancoverde degli Hibs, festeggiava come se il titolo fosse finito nelle loro tasche. A Glasgow, invece, la tifoseria degli Hoops dava inizio alle danze per lo scudetto numero 34 della storia, uno dei più inaspettati.

Al fischio finale, Hearts e Celtic si trovarono a pari punti ma i biancoverdi vantavano una differenza reti migliore, vanificando tutti gli sforzi fatti dalla compagine del manager MacDonald. Gli stessi Jambos, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, buttarono all’aria tutta la stagione la settimana seguente. In programma, infatti, c’era la finalissima di Coppa di Scozia contro l’Aberdeen. Di fatto, non ci fu mai storia e la gara si concluse con un netto 3-0 a favore dei Dons. Per gli Hearts il dolore per quel finale di annata fu enorme e portò al lento smantellamento della squadra e un lungo periodo praticamente avaro di soddisfazioni, al di là di un 2°posto di un paio di stagioni dopo.

IL KID DAY

Quel 3 maggio 1986 Albert Kidd, modesto attaccante del Dundee FC, ha vissuto la sua giornata di gloria, spegnendo i sogni di gloria degli Hearts. Un’impresa rimasta praticamente unica nella sua carriera ma mai dimenticata, soprattutto dai tifosi dell’Hibernian. Ogni anno, proprio il 3 maggio, da quelle parti si festeggia proprio il The Albert Kidd Day, per osannare quel centravanti con lo scarso feeling del gol ma che seppe riscrivere la storia di un intero campionato. Per il buon Albert quell’impresa non ha però rappresentato un punto di svolta. Al termine dell’anno, infatti, decise di lasciare il suo Dundee FC per trasferirsi al Falkirk, nella speranza di trovare più continuità. Invece, riuscì a far ancora peggio. Nelle 15 partite disputate in campionato, non realizzò lo straccio di un gol e a fine anno fu lasciato libero.

Se ne andò in Australia, al West Adelaide, innamorandosi perdutamente di quella terra. Vestì la divisa da calciatore ancora per un paio di anni, prima di optare per un prematuro ritiro a soli 28 anni. Decise però di continuare a vivere lì, affermando che anche negli anni successivi gli capitò di essere riconosciuto, fermando e incensato dai tifosi del Celtic. In Scozia, invece, c’è ancora oggi, a distanza di 35 anni, una fortissima divisione di sentimenti nei suoi confronti. C’è chi gli ha dedicato canzoni, magliette, giornate di festa, cori e striscioni. Chi, invece, continua ad odiarlo, anche per quel record di essere stato l’ultimo calciatore a spezzare i successi scozzesi fuori dalla città di Glasgow! Albert Kidd, una carriera anonima che ha avuto 5 minuti di gloria eterna…

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