One More Time, Shaun Barker: un ultimo, disperato colpo di testa!

Shaun Barker

Oltre 4 anni dopo uno scioccante infortunio che ne aveva messo a rischio perfino la possibilità di camminare, il difensore Shaun Barker fece il suo ritorno in campo. Non con la maglia del suo Derby County ma del Burton. A convincerlo, una chiamata del suo ex allenatore Clough!

SHAUN BARKER E IL GINOCCHIO DISTRUTTO

Shaun indossa con fierezza la fascia di capitano del Derby County. E’ lì da 3 stagioni ed è diventato un vero e proprio leader. Classico centrale difensivo all’inglese di 191 centimetri che lo rendono, ovviamente, fortissimo nel gioco aereo. Con il suo club non ha grosse ambizioni di classifica, si naviga a vista nella Football League Championship, la seconda divisione. Tanti piazzamenti a metà della graduatoria, fanno dei Rams una classica squadra di categoria. Anche la stagione 2011-2012 sta andando in quel senso (si chiuderà al 12°posto). Nel mese di marzo è in programma una partita contro il Nottingham Forest. E’ una sfida molto sentita per via della rivalità storica tra i due club.

La gara è molto equilibrata ed è inchiodata sullo 0-0 (finirà 1-0 per il Derby) quando gli ospiti arrivano sul fondo e crossano a centro area. In queste occasioni, Shaun Barker è solito sfruttare i suoi centimetri e svettare in maniera imponente per allontanare la palla. Cerca di farlo anche stavolta ma non si accorge della disperata uscita del portiere Frankie Fielding. L’impatto tra i due è terribile. Shawn sente uno scricchiolio forte e un dolore lancinante attraversargli il corpo. Capisce subito che è successo qualcosa di gravissimo anche dalla reazione degli altri compagni e degli avversari stessi. In molti hanno le mani tra i capelli, sono sconvolti. Niente, all’interno del ginocchio, è al suo posto. (Clicca QUI per il video dell’infortunio).

Sono saltati tutti i legamenti e perfino il tendine rotuleo. La gamba è letteralmente piegata e c’è un buco della grandezza di una moneta sulla tibia. Anche solo tornare a camminare appare un’utopia. Quando il chirurgo, Andy Williams, gli apre il ginocchio per procedere all’intervento, fa un passo indietro spaventato e scuote la testa. A Barker viene detto che potrà tornare a giocare tra un paio di anni. Non ci crede nessuno ma è l’unico modo per dargli speranza e fargli affrontare il periodo difficilissimo che lo aspetta. Da lì, seguono addirittura altri 4 interventi nei mesi successivi e ben 30 aspirazioni per drenare i liquidi del ginocchio. Insomma, la situazione è a dir poco preoccupante.

LA CHIAMATA DI NIGEL CLOUGH

La sola idea che Shaun possa rimettere piede in un campo da calcio appare ridicola. Eppure, il ragazzo non demorde e si sottopone alle terapie con un’incredibile forza d’animo. E’ ancora sotto contratto con il Derby County e i dirigenti lo aspettano finchè possono anche spinti dalla volontà del tecnico Nigel Clough. Un cognome che vi rievoca qualcosa? Si, è il figlio del mitico Brian, l’allenatore che ha portato i rivali del Nottingham sul tetto del mondo! Per Nigel, la figura del suo capitano è essenziale. Lo ritiene una vera e propria guida spirituale e spera che, prima o poi, possa tornare a guidare lo spogliatoio. I mesi passano e diventano anni. Neanche più i dirigenti dei Rams ci credono più e, approfittando della reiterata assenza del loro difensore centrale, sfruttano il regolamento che permette loro di non pagare lo stipendio, per un anno intero.

Poi, ormai convinti che Shaun Barker debba definitivamente appendere gli scarpini al chiodo, gli offrono un incarico come testimonial del club. Seppur a malincuore, lo stesso Shaun inizia a pensare che abbiano ragione loro. Vede miglioramenti, quantomeno riesce a camminare ma è anni luce lontano dal poter rientrare in campo. Riveste il nuovo ruolo nella stagione 2015-2016, quella che lo porterebbe alla naturale scadenza del contratto col Derby County. Si parla di un nuovo accordo, chiaramente solo nei panni di dirigente, quando in estate riceve una chiamata. Dall’altra parte della cornetta c’è Nigel Clough, ormai andato via da 3 stagioni da Derby. Dopo un biennio allo Sheffield United, da un annetto è il tecnico del Burton. Ha bisogno del suo capitano, è la figura ideale da inserire nel gruppo.

IL RITORNO IN CAMPO DI SHAUN BARKER

Nigel Clough domanda a Barker se se la senta di tornare a giocare. Il ragazzo inizialmente pensa quasi che sia uno scherzo, poi capisce che l’allenatore è serio e risponde commosso. E’ onorato ma non pensa di potercela fare. Le ginocchia vanno bene, riesce perfino a correre ma allenarsi e giocare è tutt’altra roba. Allora Nigel controbatte: “Mi servi per 10 minuti a partita, mi occorre uno che allontani la palla di testa dalle mischie e tu sai farlo come nessun altro!” Al suo mentore Shaun non può proprio dire no. Firma un accordo annuale, senza alcuna pretesa di minutaggio. Il 26 agosto 2016, il Burton ospita il Derby County.

Già, proprio  la squadra di cui Shaun Barker era fieramente capitano. Lui è in panchina e indossa, curiosamente, le stesse scarpe della sere dell’infortunio. Di speranze di entrare non ne ha nessuna e forse nemmeno se la sente, anche data l’avversaria. Il Burton passa in vantaggio per 1-0 al 12′ quando Lucas Akins crossa al centro per l’accorrente Jackson Irvine che fa centro. Il risultato non cambia più, i padroni di casa difendono con tutte le forze l’esiguo vantaggio fino ai minuti finali. La pressione del Derby si fa sempre più forte e gli ospiti collezionano angoli e punizioni laterali a iosa. C’è bisogno di  lui… Clough si volta e chiama il suo capitano. Lui lo guarda, è perplesso.

L’allenatore rincara la dose “Loro butteranno la palla dentro e tu la allontanerai di testa“. Al minuto 93′ il quarto uomo chiama il cambio. Barker, il calciatore che non avrebbe neanche più potuto camminare e che si è sottoposto a 5 interventi chirurgici, fa il suo ritorno in campo. E lo fa contro la squadra di cui era leader, indossando con orgoglio la fascia. E’ chiamato subito a fronteggiare un calcio d’angolo. Dentro ci sono tutte le torri per un ultimo disperato assalto. La sfera viene messa “in the box” e chi la allontana? Ovviamente lui, con un perentorio stacco di testa!

LE EMOZIONI DEL RIENTRO

Subito dopo il suo rinvio aereo, l’arbitro fischia la fine. E’ un’emozione incredibile. E’ rientrato in campo e ha aiutato i suoi compagni a vincere con quell’unica palla toccata. Dopo anni di inferno. Dichiarerà: “Anche solo avere quei 90 secondi è la cosa di cui avevo bisogno e volevo più di ogni altra cosa; ottenerlo è stato straordinario per me e un po ‘come la fine di un viaggio, e ora ne inizia uno nuovo. Si tratta di dimostrare di nuovo me stesso ora. Questo mi ha reso felice”. Rimarrà per due stagioni al Burton giocando solo qualche scampolo di match, sempre nel finale e sempre con il compito di svettare. Ma Shaun Barker si è potuto sentire nuovamente un calciatore e questo grazie al legame profondo con il suo allenatore Nigel Clough. Uno che non ha mai smesso di credere nel recupero del suo capitano…

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