Lo Spartak Trnava e quella storica rimonta sfiorata contro l’Ajax di Cruijff!

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LO SPARTAK TRNAVA E LA RIVOLUZIONE LOBANOVS’KYJ

Dopo l’unione di Repubblica Ceca e Slovacchia in Cecoslovacchia, il calcio ha incominciato a prendere forma nel paese. A livello continentale, la nazionale Cecoslovacca riuscì a raggiungere un successo importante come l’Europeo del 1976, disputatosi in Jugoslavia. I cechi superarono la Germania Ovest ai rigori grazie al “cucchiaio” di Antonin Panenka, ex centrocampista del Bohemians Praga che entrò nella storia del calcio per quel sorprendente rigore calciato a Sepp Maier. Oltre alla nazionale che incantava nel panorama europeo, c’era lo Spartak Trnava, conosciuta come la “Roma slovacca”. Il club conobbe un periodo di assoluto splendore tra il 1966 e i primi anni 70′, quando divenne un laboratorio tattico del calcio orientale. In quegli anni stava nascendo la rivoluzione del Colonnello Lobanovs’kyj, un malato di tattica che con la sua Dinamo Kiev fece la storia.

Lobanovs’kyj incominciò a rivoluzionare il modo di intendere il calcio dell’est: il collettivo doveva prevalere sulla classe individuale. Il concetto era questo, far prevalere la versatilità degli undici in campo, che non dovevano più sottomettersi ad un ruolo fisso. Oltre alla tattica, il Colonnello rivoluzionò i metodi di allenamento, basati principalmente sulla tenuta atletica. L’analisi computerizzata dei parametri fisici e il ricorso ai preparatori di altri sport, erano le fondamenta per diventare una grande squadra. A Trnava, uno di quei paesaggi fiabeschi che non sembra vero, il mentore della squadra fu l’allenatore Anton Malatinsky, considerato uno degli uomini più “intelligenti” dal punto di vista calcistico. Sicuramente nel lato umano aveva delle crepe visto che fu arrestato per aver favorito l’espatrio di alcuni connazionali.

Malatinsky propugnava un 4-2-4 ultra offensivo che prevedeva il fatto di correre sempre, sia avanti sia indietro a seconda delle caratteristiche di un giocatore. Era capace di far allenare i propri giocatori sulle colline innevate per settimane con continui saliscendi e questo provocò una serie di ribellioni con alcuni membri della squadra che si opposero alle modalità di addestramento.

LA VITTORIA DELLA MITROPA CUP

A livello tattico era uno dal calcio semplice: cambi di gioco, “dai e vai” continui e inserimenti à gogo sia dei centrocampisti che degli attaccanti. Il suo lavoro di fatto pagò e lo Spartak nel giro di pochissimo tempo tornò nella massima divisione sollevando poi, nel 1967, la Mitropa Cup. Nonostante fosse un trofeo di poco prestigio visto che era stata la prima Coppa dei Campioni europea, tuttavia conservava un proprio fascino. Anche gli avversari battuti non erano proprio gli ultimi della classe: Honved, Lazio, Fiorentina e Ujpest. La vittoria della Mitropa Cup diede il la ad una serie di successi nazionali; 5 campionati e due coppe di Cecoslovacchia. Malatinsky diventò una bandiera dello Spartak Trnava visto che l’allenò per 20 stagioni (spezzettate), dal 1956 al 1981. A lui oggi è intitolato lo stadio di Trnava.

Il più grande apice che raggiunse lo Spartak fu nel 1969 in Coppa Campioni, quando dovette affrontare l’Ajax di Johan Cruijff e Rinus Michels, fautore del calcio totale nascente in quegli anni. Fino a quel punto i cechi dimostrarono di essere una macchina da gol soprattutto in casa. Avevano eliminato lo Steaua Bucarest (perdendo 3-1 e vincendo 4-0 al ritorno), i finlandesi del Lahden Reipas (1-9 e 7-1) e infine l’Aek Atene (3-1 ed 1-1). Insomma, facevano paura.

LA RIMONTA SULL’AJAX MANCATA

Nel 1969, l’Ajax di Michels veniva indicata come la più forte del panorama europeo. In quegli anni il tecnico olandese non aveva ancora raccolto i propri frutti visto che la sua filosofia di calcio totale richiedeva del tempo per entrare nella testa dei giocatori. L’Ajax però poteva contare su Suurbier, uno dei difensori olandesi più forti, e Johan Cruijff, la stella nascente di quegli anni che si rivelerà al mondo come uno dei giocatori più forti della storia del calcio. L’andata della semifinale fu una batosta per lo Spartak, che perse 3-0 ad Amsterdam in una partita dominata dai Lancieri e condizionata dalle due papere del portiere Geryk.

Il 24 aprile 1969 ci fu il ritorno. Tutti i cittadini di Trnava scesero in piazza per sostenere la squadra: non intendevano rinunciare al sogno di vedere in finale i propri idoli. Vennero allestite tribune aggiuntive per ampliare la capienza dell’impianto e furono preparati gruppi di militari per evitare di incombere in qualche situazione spiacevole. Ai padroni di casa toccava fare la rimonta della vita. Lo Spartak preparò una partita sul pressing in modo da metterla sull’atletismo, nettamente superiore rispetto a quelli dell’Ajax. Dopo 22 minuti di gioco Cruijff fu costretto ad uscire per infortunio, un’ottima notizia per i cechi che poterono tenere meno attenzioni al reparto difensivo. 6 minuti più tardi il centrocampista Ladislav Kuna portò in vantaggio lo Spartak spingendo da 0 metri un pallone vagante in area.

La partita si mise sul binario giusto e i padroni di casa, spinti dalla verve del proprio pubblico, attaccarono con più furore agonistico, d’altronde era la partita della vita. Al 49′ sempre Kuna fece 2-0 e con 40 minuti di gioco a disposizione il sogno di una rimonta non fu così impossibile. I Lancieri erano storditi ma tennero botta all’assedio infinito dei cechi che dovettero fare i conti con l’insuperabile Suurbier e con il portiere Bals. Un dominio assoluto condito da ben 15 corner a 0 per lo Spartak. Tra pali, traverse e salvataggi la partita finì 2-0 e l’Ajax si aggiudicò il pass della finale, persa in malo modo contro il Milan di Rocco per 4-1.

Rinus Michels alla fine della partita si complimentò con tutti i giocatori dello Spartak, non aveva mai visto una squadra dominare e sottomettere in quel modo il suo Ajax, tremendamente dipendente dalle giocate della stella Cruijff. Da quel momento in poi lo Spartak Trnava non raggiunse più quei vertici, se non i quarti di finale.

IL TABELLINO DI SPARTAK TRNAVA-AJAX

Spartak Trnava: Kozinka, Dobiáš, Majerník, Jarábek, Hagara, Hrušecký, Kuna, Martinkovič, Adamec, Farkaš, Kabát. Allenatore J. Hucko.

AFC Ajax Amsterdam: Bals, Suurbier, Hulshoff, Vasović, Van Duivenbode, Pronk, Muller, Groot, Swart, Cruijff (Danielsson), Keizer (Suurendonk). Allenatore: R. Michels.

Marcatori: Kúna 27’ e 49’

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