L’improbabile rivalità tra Zlatan Ibrahimovic e Carlos Vela che accese l’MLS!

Messi a confronto per i tantissimi gol fatti, Ibra e Vela diedero vita ad un’accesa rivalità tecnica che entusiasmò gli appassionati di calcio americano

Zlatan Ibrahimovic Carlos Vela

Nei suoi due anni in MLS, Zlatan Ibrahimovic ha vissuto una forte rivalità, in termini tecnici, con il messicano Carlos Vela. Il dualismo, creato dal rendimento eccellente dell’ex Arsenal e dai media statunitensi, irritò e non poco il fuoriclasse svedese. Tra reti a valanga e dichiarazioni alla stampa, raccontiamo il confronto tra i due attaccanti.

ZLATAN IBRAHIMOVIC VS CARLOS VELA, IL DUALISMO MADE IN USA

Nel marzo del 2018 il ciclone Ibra si abbatté sull’MLS. Un arrivo, quello delle svedese, che sembrava presupporre un fisiologico canto del cigno, sia per questioni anagrafiche che per il bruttissimo infortunio dal quale l’ex Manchester era reduce. In Inghilterra, infatti, dopo una buona prima stagione agli ordini di Mourinho, Ibrahimovic subì la rottura del crociato del ginocchio. Uno stop che, a 36 anni suonati, appariva come la classica pietra tombale sulla sua carriera. Anche perché, tornato a disposizione dei Red Devils nel corso della stagione seguente, lo svedese era sembrato il lontano parente di sé. Il suo approdo ai Los Angeles Galaxy, da svincolato, creò però un grandissimo rumore mediatico.

Senza alcun dubbio, Ibra era il più grande calciatore mai arrivato nel campionato americano. E il fuoriclasse, a lungo ammirato in Italia, non ci mise poi neanche molto a dimostrare il suo indubbio valore. Un impatto devastante, fatto di reti a valanga e di uno strapotere fisico e tecnico che, per certi versi, sembrava quasi incontrastato. O per lo meno, per i comuni mortali. Tuttavia, in MLS, c’era un calciatore che, almeno a numeri, riusciva a stare al passo dell’ex PSG. Carlos Vela, infatti, funambolico esterno d’attacco messicano, divenne il vero e proprio antagonista di Zlatan Ibrahimovic. Stampa, tifosi e organizzatori stessi del torneo (tramite l’assegnazione dei vari premi) crearono un classico dualismo che caratterizzò le due stagioni seguenti.

L’EX GRANDE PROMESSA MAI SBOCCIATA

Carlos Vela era un ex grande promessa del calcio internazionale. Da ragazzino, era considerato un crack assoluto e la più importante speranza della nazionale messicana. Arrivato giovanissimo in Spagna, si guadagnò presto la chiamata dell’Arsenal, a cui approdò a soli 19 anni. Con i Gunners, però, non riuscì a imporsi nonostante la fiducia di Wenger e, in definitiva, steccò la grande opportunità. Da quel momento in poi, i giudizi sul messicano si attenuarono e la sua carriera si sviluppò in tono minore. Stagioni altalenanti alla Real Sociedad, con cui iniziò molto bene ma poi calò il proprio rendimento, diventando quasi un peso per i baschi. I tanti infortuni, inoltre, ne decretarono il fisiologico addio al calcio europeo, ormai troppo ritmato per il suo status.

In MLS, però, il messicano trovò una seconda giovinezza. In un torneo decisamente più blando come ritmi, tatticamente meno esasperato e con pochi giocatori in grado di saltare l’uomo e inventare, divenne un vero e proprio campione. Con la maglia del Los Angeles FC, rivali cittadini proprio del club di Zlatan Ibrahimovic, Carlos Vela collezionò numeri e riconoscimenti sensazionali. Basti pensare che, nel corso del suo secondo anno californiano, andò in rete addirittura  36 volte in sole 33 partite. Un rendimento tale da indurre parecchi giornalisti, più o meno esperti, a creare ad hoc una rivalità con Ibra. Quest’ultimo, ovviamente, finì immediatamente per stizzirsi e rispose per le rime.

L’URAGANO IBRA SULL’MLS

Ibra, dal suo canto, aveva comunque numeri eccellenti, soprattutto calcolando il lungo stop dal quale era reduce. Dopo una prima annata, la 2018, da 22 reti in 27 partite, Zlatan alzò ancora il suo livello, realizzando 31 gol in altrettante gare. Gli americani, in quel biennio, avevano scoperto anche la sua proverbiale arroganza. Lo svedese, come sempre spavaldo e sicuro dei suoi mezzi, aveva definito l’MLS come un parco macchine della FIAT mentre lui si era paragonato ad una Ferrari. Gli statunitensi, oltre che i suoi noti auto-incensamenti verbali, fecero presto anche i conto con i suoi eccessi. Ne sa qualcosa il difensore Mohamed El Munir Abdussalam, difensore libico in forza proprio al Losa Angeles F, la squadra di Vela.

Costui, dopo una colluttazione in campo con lo svedese, finì direttamente all’ospedale per una frattura facciale. Ibra se la cavò con una multa. Tra l’altro, quella gara, fu anche l’occasione per un confronto diretto tra Carlos Vela e lo stesso Zlatan Ibrahimovic. Entrambi diedero sfoggio delle loro grandi qualità e risposero alle gesta dell’altro colpo su colpo. Il messicano realizzò una doppietta, continuando a comandare la classifica cannonieri, mentre Ibra esagerò segnando addirittura una tripletta. A quel punto, i giornalisti iniziarono a stuzzicare lo svedese con sempre maggior frequenza. Inizialmente gli chiesero un parere sulla corsa al titolo di capocannoniere e Ibra sviò affermando che ogni attaccante, in definitiva, ci dovrebbe ambire.

IL CONFRONTO A DISTANZA TRA ZLATAN IBRAHIMOVIC E CARLOS VELA

Tuttavia, la diatriba era soltanto agli inizi. Qualche settimana dopo, Ibra fu invitato come ospite ad una trasmissione televisiva. Il dibattito, ben presto, fu spostato proprio sulla sua presunta rivalità con Carlos Vela. Una tematica che, non appena fu toccata, irritò l’attuale centravanti del Milan. Al giornalista “impertinente”, Zlatan fece subito notare che Carlos Vela aveva 29 anni e gli domandò se sapesse dove lui, alla stessa età, stesse giocando.

“Ho rispetto di Vela, è un buon calciatore. Ma ha 29 anni e sta giocando in MLS. Tu sai dove giocavo io a 29 anni?”

“In Europa…”

“Esatto, lui sta vivendo la miglior stagione della sua carriera a 29 anni, in MLS. Io a quell’età vincevo in Europa. Per favore, non offendermi paragonandomi a lui. Non ho lavorato tanti anni per venir paragonato a uno come Vela”.

Qualche giorno dopo, ovviamente, fu coinvolto anche il messicano. Carlos Vela, però, rispetto a Zlatan Ibrahimovic, se la cavò con estrema diplomazia. Fece presente che un confronto tra i due era ovviamente improponibile, quasi un insulto guardando le due carriere. Però, fece anche notare l’importanza dei numeri, che in quel preciso momento attestavano la sua superiorità. Al termine dell’anno, Vela si laureò capocannoniere del torneo e fu eletto anche miglior calciatore della MLS. Il suo Los Angeles FC ottenne il premio Supporter’s Shield, come squadre che aveva ottenuto più punti nella stagione regolamentare. Ibra, invece, si accontentò di un piazzamento in semifinale e del terzo posto nella classifica cannonieri prima di salutare un calcio che sentiva fin troppo stretto per i suoi standard e tornare in Europa al Milan…

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