La nascita del calcio in Honduras, tra mancanza di disciplina e formazione

Honduras calcio

Per scoprire l’origine del gioco del calcio in un Paese caraibico come l’Honduras, occorre tornare indietro di due secoli. Una scoperta quasi casuale e un movimento che ha impiegato diversi anni per trovare una giusta fisionomia.

LA NASCITA DEL CALCIO IN HONDURAS

La nostra storia ha inizio nell’ultimo quarto del 19°secolo. L’Honduras, in questi anni, è uno Stato “prigioniero” dell’enclave delle banane. Già, perchè compagnie che operano in tale settore, come Cuyamel Fruit o United Fruit, tengono il Paese in pugno, sfruttandone le debolezze. Regnano la corruzione, il ricatto, gli sporchi giochi politici. Un’instabilità che si riflette anche sulla sicurezza del popolo, colpita da irruente rivolte militari. In un clima simile, è chiaro che la promozione dello sport, inteso come ente federale e organizzativo, tarda a trovare una propria dimensione. Intanto, però, qualcosa inizia a muoversi dal 1876 in poi, in quanto il governo decide di potenziare l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole.

Questo sarà un particolare di grossa rilevanza nella vicenda che andremo a raccontare. Facciamo ora un altro piccolo salto in avanti, di 20 anni. Siamo nel 1896 e a Puerto Cortes vive una famiglia francese, gli Ustaritz. Uno di loro, Don Julio, lavora come marinaio assieme a dei connazionali e a degli inglesi. Durante un viaggio di ritorno dall’Europa, un suo collega britannico ha con sè un pallone e anche delle divise. E’ una cosa piuttosto abituale per loro, perchè in Inghilterra e, più in generale in tutta Europa, il gioco del calcio sta prendendo il sopravvento. Ad ogni porto, quando hanno del tempo libero dal lavoro, i marinai si concedono delle partite a pallone nei vari lotti vuoti.

La stessa cosa la fanno anche quel giorno, all’arrivo in Honduras. I presenti, per lo più lavoratori provenienti dalla città di Tulian, si incuriosiscono e iniziano ad assistere sempre più numerosi allo spettacolo. Non sono a conoscenza dell’esistenza di quello sport ma ne rimangono affascinati. Le partitelle tra marinai europei diventano sempre più frequenti e, soprattutto, sempre più seguite dagli honduregni. Finchè, pian piano, soprattutto in situazioni di disparità numerica o anche semplicemente per simpatia, i marinai non iniziano a invitarli a giocare con loro. E’ il primo approccio al calcio dell’Honduras!

IL LENTO SVILUPPO

Non ci vuole molto per far diffondere il gioco in tutto il Paese. Agli honduregni quello sport sembra piacere molto, anche se di basi non ne hanno praticamente alcuna. E’ un calcio giocato in molto rudimentale, senza conoscere il regolamento, neanche a livello basilare. Un piccolo passo in avanti arriva nel 1906 grazie ad un professore di educazione fisica, tale Dottor Manuel Saravia. Costui è di origine guatemalteca, dove il calcio, invece, è decisamente più radicato. Appassionato di tale sport, il professore porta le sue conoscenze alla Normal School for Man, l’istituto scolastico più importante del Paese. Sono frequenti, nel corso delle sue lezioni, delle lunghe partite di calcio in un campetto da loro costruito vicino a Guacerique.

Tuttavia, lo sviluppo del gioco del calcio, in Honduras, subisce una nuova frenata negli anni seguenti. Il Paese è sempre più sconvolto dalla Guerra Civile, che porta enormi perdite umane, materiali ed economiche. Il governo, alle prese con problemi ben più grandi, non ha modo di promuovere lo sport. Il supporto statale pressoché nullo e l’incostanza nel praticare il gioco del calcio, fa si che la stragrande maggioranza della popolazione continui a ignorare gli aspetti basilari dello sport. Intanto, però, nonostante il clima di incertezza, iniziano a nascere le prime squadre. La società pioniera di tutto il movimento, è l’Olimpia Sports Club, sorta nel 1912 a Tegucigalpa grazie agli alunni del professor Saravia.

Negli anni successivi vengono fondati anche lo Sporting Club e l’Honduras Athletic. Proprio alle due squadre si deve la prima testimonianza di una partita ufficiale nel Paese. E’ il 1°agosto del 1917 e, per la sfida in questione, vi sono addirittura arbitro e due guardalinee. I membri delle due associazioni sono, per lo più, studenti delle scuole e giocano principalmente nei periodi di ferie dalle lezioni. Non è un caso, quindi, che venga scelto proprio il mese di agosto per la partita tra le due compagini. Il match, per la cronaca, viene vinto dall’Honduras Athletic. Il gioco del calcio inizia a piacere sempre più e, l’anno seguente, viene istituito addirittura un primo campionato, seppur molto rudimentale.

LA PRIMA VOLTA FEDERAZIONE DI CALCIO IN HONDURAS

Di tale campionato si sa poco o nulla. Le cronache del tempo affermano che sia stato disputato nel mese di maggio del 1918. L’unica partita della quale si hanno informazioni è quella tra lo Sporting e l’Athletic, rivincita dell’amichevole dell’anno prima. Stavolta, l’incontro termina a reti inviolate. Un altro passo fondamentale per lo sviluppo del gioco del calcio in Honduras si ha un mese dopo, a giugno. A Tegucigalpa arrivano diversi calciatori salvadoregni, che conoscono decisamente meglio il gioco rispetto agli honduregni. Il loro scopo è quello di giocare in Honduras e contribuire allo sviluppo di questo sport. Il fenomeno sta ormai prendendo il sopravvento e bastano pochi mesi affinché sia messa su una vera e propria federazione.

A settembre appare un regolamento con le regole di base. Qualunque club voglia partecipare alle manifestazioni organizzate dalla lega, deve fare richiesta scritta al Consiglio Supremo. Quest’ultimo, dopo aver valutato la domanda, valuterà se accettare o meno l’iscrizione della società. Le condizioni basilari da soddisfare sono le seguenti:

  1. Il fine perseguitato è lo sport, in ogni sua manifestazione
  2. Si tratta di una condotta notoriamente morale e di una caratterizzazione riconosciuta
  3. Avere almeno un mese di esistenza
  4. Numero di membri non inferiore alle dodici unità
  5. Assenza di membri soggetti ad espulsioni da altre associazioni similari.

Ogni club, preso atto di questi criteri, deve poi inviare una copia delle leggi in vigore all’interno della società stessa. A questa va aggiunto un elenco con i nomi di tutti i membri e dirigenti. Ogni innovazione, come modifiche o cancellazioni, deve essere comunicata in anticipo al Consiglio. La tassa di iscrizione è di 10 pesos e ciascun membro della squadra deve contribuire versando dieci centesimi al mese nelle casse societarie. Inoltre, non è possibile ritirarsi in anticipo senza che la decisione sia approvata dalla Lega e nè lasciare il proprio club se c’è un contratto in essere. Una piccola innovazione di regolamento giocato, invece, prevede l’introduzione di tempi supplementari e rigori in caso di parità, ipotesi non annoverata all’inizio in Honduras.

L’ESORDIO DELLA NAZIONALE HONDUREGNA

Con il gioco del calcio ormai lanciato nel cuore del popolo dell’Honduras, da lì a poco si viene a porre un’altra questione. La federazione locale, infatti, viene contattata dal Comitato Centrale dei giochi atletici centroamericani nel luglio del 1921. In programma, infatti, c’è una competizione calcistica per commemorare il centenario dell’indipendenza centroamericana. La proposta, ovviamente, è accettata anche se, fino a quel momento, nessuno aveva pensato di metter su una nazionale vera e propria. In fretta e furia, viene istituito un Comitato Sportivo Nazionale, che avrà lo scopo di seguire passo per passo la nascita della selezione locale. Pochi giorni dopo, il Comitato comunica i nomi dei convocati che comporranno la prima storica nazionale honduregna.

I prescelti bagnano il loro esordio sul campo di Marte, a Città del Guatemala, affrontando il 14 settembre i padroni di casa. Il primo 11 della storia dell’Honduras è il seguente: Fernandez, Aguilar, Bustillo, Duron, Castro, Lara, Cardenas, Soto, Arturo Santos, Duron e Amargos. Sono schierati secondo il sistema di gioco più in vigore in questi anni, il 2-3-5. La partita non ha alcuna storia. La supremazia organizzativa e la maggior esperienza nel gioco del calcio del Guatemala ha il sopravvento. Il 9-0 finale è un colpo durissimo. Allo stesso tempo, la pesante scoppola, fa aprire ulteriormente gli occhi. Fino a quel momento, nei vent’anni precedenti, il calcio per gli honduregni è stato giocato quasi senza formazione e disciplina. E’ mancata la perseveranza e la conoscenza della materia.

Inoltre, il governo non ha mai promosso a sufficienza questo sport e, di conseguenza, è mancato anche un senso di appartenenza per la Nazionale. Quest’ultima cosa si è poi riflessa nella scarsissima partecipazione del popolo all’evento dei giochi sportivi centroamericani. Lo sviluppo futuro di questo sport, in Honduras, sarà decisamente più costante. Non stiamo parlando di una delle Nazionali più prestigiose al mondo ma, comunque, di un Paese che nel proprio continente arriverà a conquistare discreti traguardi. Oltre ad una Gold Cup, vinta nel 1981, gli honduregni vantano anche un terzo posto in Copa America e ben 3 partecipazioni ai Mondiali di calcio!

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