La fugace esistenza dei Colorado Caribous e della loro orrenda divisa!

Colorado Caribous

I Colorado Caribous, club della città di Denver, disputarono una sola stagione nella lega denominata NASL. Oltre che per gli scarsi risultati e il poco seguito di pubblico, si fecero notare per aver indossato la divisa più brutta nella storia del calcio.

LA NASCITA DEI COLORADO CARIBOUS

La storia d’amore tra gli americani e il calcio è sempre stata piuttosto controversa e ricca di ostacoli. A più tentativi, le varie federazioni hanno tentato, nel corso del passato, di far nascere leghe professionistiche che attirassero gli appassionati. Fino alla fondazione dell’attuale MLS, i vari progetti sono sempre falliti. Non ha fatto eccezione la NASL, una lega che pure, nel suo periodo d’oro, ha saputo attirare nomi altisonanti. Con lo scopo di far avvicinare la gente e di accrescere il livello tecnico del torneo, elementi come Pelè, Best, Beckenbauer, Chinaglia, Cruijff e tanti altri sono stati messi sotto contratto dalle varie franchigie. Ma veniamo alla stagione 1978, un’edizione della NASL poi vinta dai New York Cosmos, che appena qualche mese prima avevano dato l’addio proprio a Pelè. Ai nastri di partenza di quel campionato ci sono ben 24 squadre, di cui 6 completamente nuove.

Una delle matricole della NASL arriva da Denver, Colorado. Ma facciamo un piccolo salto indietro di qualche anno, quando James Guercio, famoso produttore discografico, acquista un remoto fienile nella zona ovest della città, appena ai piedi della montagna. Lo ristruttura e lo trasforma in uno studio di registrazione piuttosto famoso, che prende il nome della zona in cui si trova, ossia Caribou. Basti pensare che lì vi registreranno artisti come Joe Welsh (“Rocky Mountain Way”) ed Elton John (“Captain Fantastic). Successivamente, lo stesso Guercio, affiancato dal politico Booth Gardner, decide di investire una forte somma di denaro per creare una squadra locale di calcio. E’ una maniera per sfruttare l’onda prorompente del soccer americano di quegli anni e di utilizzarlo anche per promuovere la sua attività. Dalla loro unione, così, nascono i Colorado Caribous!

LA LORO OSCENA DIVISA DA GIOCO

Guercio e Gardner, dopo aver messo su il club, riflettono su come renderlo il più caratteristico possibile, in modo tale che la gente del posto possa identificarsi con esso. Il Colorado, come noto, è terra dalla lunga tradizione di cowboy e proprio questo diventa il tema sul quale i due fondano il progetto. Lo stile western, pertanto, diventa caratteristico anche per ciò che concerne il design delle maglie. Ciò che, in ogni caso, dovrebbe essere una trovata pubblicitaria e un’idea di lancio, si trasforma presto nella nascita della più brutta divisa di gioco mai vista su un campo da calcio. E attenzione, non lo diciamo noi, bensì un sondaggio ufficiale istituito dalla Unit Watch e che ha visto la creazione dello stilista Gary Nichamin “trionfare” indisturbata! La maglia era semplicemente oscena, a partire dalla scelta dei colori.

Colorado Caribous, la squadra USA con le frange in pelle sulla maglietta

Il bianco della parte alta, infatti, era contrastato dal rivedibile caffelatte presente in basso. A dividere i due colori, inoltre, c’erano delle abominevoli frange in pelle che, teoricamente, avrebbero dovuto richiamare proprio lo stile cowboy. Del tutto discutibili anche le rappresentazioni grafiche in stile football americano, con gli enormi numeri da gioco presenti sia sul petto che sulle spalle. Oltretutto, la divisa si scopre anche poco funzionale come utilizzo. I calciatori si lamenteranno a più riprese del fatto che faccia sudare oltremodo. Le stesse frange in pelle, inoltre, si dimostrano un’arma a doppio taglio. Se, durante alcune fasi si trasformano in delle autentiche fruste che sbattono sul volto degli avversari, causando loro problemi, in altre la situazione si inverte. Diventerà, infatti, frequente che gli avversari stessi si aggrappino alle fasce per fermare i contropiedi del Colorado Caribous!

L’INADEGUATA ROSA DEI COLORADO CARIBOUS

La trovata pubblicitaria, che ha portato alla nascita della franchigia, ha il via già nei primissimi giorni di fondazione. Per la città, iniziano ad apparire dei misteriosi cartelloni che preannunciano l’arrivo dei Caribous. Dopo l’annuncio ufficiale, i calciatori vengono letteralmente costretti a girare il più possibile con la maglia da gioco e con dei cappelli da cowboy. L’iniziale entusiasmo, però, viene rapidamente raffreddato. Per poter sperare, infatti, che un progetto diventi popolare, occorre anche che poi porti dei frutti concreti sul piano dei risultati. E la rosa dei Colorado Caribous si rivela immediatamente poca roba. Creare una squadra da zero e portarla a competere con altre 23, di cui 18 già esistenti, non è cosa assolutamente semplice. Come è abitudine di tutti i club della NASL, anche Guercio e Gardner cercano di identificare un nome altisonante che possa fungere da richiamo per i colori societari.

La scelta ricade su Jomo Sono, autentica leggenda del calcio sudafricano. Uno dei migliori giocatori del Continente Nero di quegli anni e popolare anche per le sue battaglie apartheid nel suo Paese. L’attaccante, però, si trasforma presto in un vero e proprio predicatore nel deserto, dato che attorno a lui ha quasi il nulla. Una lunga schiera di elementi mediocri, raccattati più per fare numero che per reale convinzione nei loro mezzi. Tra i pochi a salvarsi, il nordirlandese Ronnie Blair, ex nazionale del suo Paese e il giovane terzino americano Matt Bahr. Costui, curiosamente, si imporrà poi in un altro sport come il football americano!  A dirigere la banda di improvvisati professionisti, c’è un nome importante come Dave Clements. Ex centrocampista di Coventry, Sheffield ed Everton, nonché nazionale nordirlandese, ricopre il doppio ruolo di allenatore e giocatore!

L’IMMEDIATA SCOMPARSA DELLA FRANCHIGIA

Per la stagione 1978, gli organizzatori decidono di dividere le squadre in due grandi Conference, a seconda del territorio di appartenenza. Successivamente, all’interno delle conference stesse, i club sono nuovamente divisi in mini gironi da 4 squadre, pur giocando poi con tutte le altre. Insomma, un meccanismo cervellotico al quale il calcio americano ci ha sempre abituato. Ad ogni modo, i Colorado Caribous iniziano subito a deludere e si abbonano all’ultimo posto nel loro raggruppamento. Il sudafricano Jomo, l’unico a salvarsi, riesce a mettere a segno 8 reti, un bottino non sufficiente a rialzare le sorti del gruppo.  Così, come accade sempre, alla fine paga l’allenatore.

Nel mese di giugno, con il team in fondo alla graduatoria, l’allenatore-giocatore Clements viene esonerato. Il nordirlandese, nelle 22 partite disputate fino a quel momento, si era mandato in campo in 15 occasioni. Al suo posto, viene scelto lo statunitense Dan Woods. Lo scossone, però non porta a grossi cambiamenti. Al termine del campionato, infatti, i Caribous sono tra le peggiori squadre in assoluto. In un torneo in cui il pareggio non è previsto, hanno colto soltanto 8 vittorie, al fronte di ben 22 sconfitte. Nella graduatoria generale, che comprende tutte le 24 partecipanti, si sono classificati al 18°posto ma la cosa che più di tutte ha lasciato l’amaro in bocca alla proprietà, è la risposta del pubblico.

In breve tempo, il Mile High Stadium si è letteralmente svuotato e la squadra ha perso tutto il seguito iniziale. Così, mentre James Guercio inizia a progettare il rilancio, gettando le basi per la nuova stagione, Gardner si stufa presto del giocattolo. Il milione di dollari investito non ha portato risultati e il politico decide di mettere la franchigia sul mercato. Ne approfitta il magnate Ted Turner, che rileva il club e lo sposta ad Atlanta, in Georgia, facendo nascere gli Chiefs. Il calcio, in Colorado, invece, rinascerà nel 1996, quando ai nastri di partenza della neonata MLS si presenteranno i Rapids. Un club in grado di vincere anche un titolo nel 2010 e che nel 2014 ha deciso di omaggiare gli scomparsi Caribous indossando la loro abominevole divisa!

SEE IT: Colorado Rapids bring back awful Colorado Caribous uniform for April Fools' - New York Daily News

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