La favola di Boneco, il cane che vinse la Libertadores con l’ Independiente

Boneco Independiente

La storia del cane Boneco, la mascotte dell’Independiente, è una delle più belle e commuoventi di tutto il mondo del calcio. Una vera e propria leggenda, che ha scritto pagine indelebili per il club argentino.

BONECO, IL CANE-TIFOSO DELL’INDEPENDIENTE

Siamo ad Avellaneda, Argentina, nel corso degli anni 70. Nella cittadina in provincia di Buenos Aires risiede uno dei club più blasonati e titolati di tutto il paese: l’Independiente. Una società capace di vincere tutto, sia in patria che a livello internazionale. Allo stesso tempo, un club a cui è legata una delle storie più belle di sempre per ciò che concerne il mondo del calcio. Una vera e propria favola, capace di sorprendere e commuovere anche a distanza di quasi 50 anni. E la prima parte della storia assume anche dei connotati mitologici, salvo specificare che poi, tutto il resto, è decisamente vero e comprovato.

Il nostro racconto inizia nel quartiere Palermo di Buenos Aires. Sotto un ponte buio, vive un povero senzatetto brasiliano, da tutti soprannominato Lolo. Le sue condizioni di salute sono decisamente gravi, per i molti è praticamente spacciato. Ha contratto una brutta forma di cancrena fulminante alla gamba e le sue speranze sono nulle. Improvvisamente, però, sotto quel buio ponte di Buenos Aires, compare un angelo. Non è esattamente il tipo di angelo che siamo abituati a vedere, perchè è peloso e ha 4 zampe. Si, insomma, è un povero cagnolino randagio. Tra i due scocca subito l’amore e si narra che il piccolo Boneco, questo è il suo nome, inizi a leccare continuamente le ferite del suo nuovo amico.

Miracolosamente, Lolo inizia a migliorare fino a giungere alla completa guarigione. Non sappiamo cosa ci sia di vero in questa prima parte di storia, ma in Argentina ne sono fermamente convinti e non faremo nulla per smentire questa versione dei fatti. Una volta ristabilitosi, Lolo diventa l’inseparabile padrone di Boneco. Si accorge subito che quel cane ha delle doti di apprendimento fenomenali e inizia a insegnarli di tutto. Il piccolo cucciolo fa piroette, esegue ogni comando e i due iniziano a guadagnarsi da vivere grazie agli spettacolini fatti in giro per la città. Ma c’è un altra particolarità che Lolo trasmette a Boneco, ossia l’amore incondizionato per la sua squadra del cuore, l’Independiente.

LA MITICA MASCOTTE DEL ROJO DE AVENALLANEDA

Già, per l’appunto Lolo ha una grande passione e ha i colori rosso e neri dell’Independiente. Strano che un brasiliano sia così sfegatato di una squadra argentina ma Lolo è sicuramente un personaggio fuori dalle righe. Un giorno, tramite alcune conoscenze, riesce a entrare nello spogliatoio della squadra. I componenti del team, stanchi, sudati e confusi dopo una partita, si trovano davanti questo signore malmesso ma sorridente. Lo prendono subito in simpatie, capendone la bontà d’animo. Lolo ha un sogno e non lo nasconde ai suoi beniamini: vorrebbe che Boneco diventasse l’accompagnatore dell’Independiente. I calciatori, vedendo che il cane è perfettamente addestrato, non fanno alcun tipo di problema e accettano.

Da quel momento, il binomio tra Boneco e il club di Avellaneda diventa indissolubile. Ciò che era iniziato come un favore ad un povero senzatetto, diviene presto una religione. Boneco è sempre presente, non salta una partita casalinga. Spesso, il club se lo porta perfino in trasferta. Ha addirittura modo di seguire la squadra in alcune partite in Europa. E la cosa incredibile è che il piccolo e dolce cane, nonostante il trambusto dello stadio Libertadores, non mostra mai alcun cenno di spavento o imbarazzo. In quel ruolo, si sente perfettamente a suo agio. Impara a memoria i nomi di tutti i componenti della squadra, imparandoli a distinguere e a riconoscere. In alcune cene, i ragazzi si divertono a dargli un fazzoletto e farlo consegnare al compagno di squadra indicato. Lui, spinto anche dall’inseparabile Lolo, esegue sempre felice.

I SUCCESSI E LA FINE DELLA FAVOLA

Ormai Boneco è una vera e propria leggenda per l’Independiente e non solo. Perfino i tifosi e i calciatori avversari sono impazienti di vederlo all’opera. Si narra, ad esempio, che il giocatore peruviano Percy Royas, durante una sfida di Libertadores, abbia fatto di tutto per potersi fotografare insieme al cucciolo. Boneco diventa una vera arma in più e l’Independiente, in quegli anni, ottiene successi straordinari. Il club sale sul tetto del mondo nel 1973 sconfiggendo in finale la Juventus. Boneco festeggia insieme alla squadra, tenendo nella sua bocca la bandiera rossonera del club.

Il capitano di quella squadra, Pavoni, ha anche raccontato un aneddoto che fa capire perfettamente cosa era diventato Boneco per loro. Prima di una partita, con un clima infuocato all’esterno, il difensore uruguayano prende la parola davanti a tutto lo spogliatoio. Afferma che se un cagnolino così dolce e innocente non ha paura di uno stadio del genere, come mai potrebbero averla loro? Intanto, la popolarità di Boneco raggiunge vette incredibili. Viene invitato come ospite a trasmissioni televisive, tutti lo adorano. E’ un cane di un’intelligenza inaudita e assieme ai ragazzi della sua squadra si sente a casa.

Nel pieno della sua escalation, Boneco si trova però a combattere con un dramma. E’ l’epilogo triste, amaro ma inevitabile di questa bellissima vicenda. Il suo amato padrone Lolo, purtroppo, si ammala nuovamente. Stavolta le amorevoli attenzioni del suo cucciolo non bastano e il povero senzatetto brasiliano muore. Il legame tra i due è talmente forte che Boneco trascorre tutto il funerale sdraiato sulla bara dell’uomo. Quando il corpo di Lolo viene portato al cimitero, nessuno riesce a distogliere Boneco. Il cane decide di rimanere là, affianco alla tomba dell’uomo che gli aveva dato amore e fedeltà. Rifiuta di ricevere cibo e acqua, morendo pochi giorni dopo, affianco al suo Lolo…

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