La crescita del calcio a Cuba, tra guerre generazionali e atleti in fuga

Cuba Calcio

Il calcio a Cuba è uno sport in continua evoluzione, con la Nazionale che inizia a raccogliere dei risultati sempre più convincenti. Ecco com’è strutturato il sistema cubano.

CUBA E L’EVOLUZIONE DEL CALCIO

Da sempre, a Cuba, lo sport nazionale è stato il baseball. I caraibici, infatti, possono vantare forse la selezione più forte al mondo in questo sport, con ben 25 mondiali vinti. La passione sfrenata scoppiò grazie ai marines, che arrivati nell’isola portavano assieme a loro palline e mazze. Tuttavia, negli ultimi anni, i campioni più rappresentativi del baseball locale sono fuggiti letteralmente negli Stati Uniti. In questo modo sono riusciti a raccogliere, anche economicamente, i frutti del loro talento. L’esodo senza intervallo di giocatori ha fatto progressivamente perdere interesse verso questo sport alla popolazione cubana. Di pari passo, la dipartita di Fidel Castro ha iniziato a cambiare le passioni dei giovani.

L’ex dittatore, infatti, non vedeva assolutamente di buon grado il calcio, ritenuto uno sport frutto del capitalismo. Sembra, invece, che a Ernesto Che Guevara, eroe della rivoluzione cubana, il pallone piacesse molto. Si racconta, addirittura, che giocasse spesso e volentieri in porta e se la cavasse anche bene. La silenziosa rivoluzione sportiva ha cominciato a prendere piede nelle strade dell’isola, dove è sempre più frequente vedere ragazzini con le maglie dei grandi campioni internazionali.  Le squadre più tifate sono Barcellona e Real Madrid. Anche la televisione locale ha cominciato a trasmettere, seppur in differita, le partite più importanti dei massimi campionati. Le conseguenze si sono iniziate a vedere sempre più, col calcio in grande espansione a Cuba.

LA NAZIONALE DI CALCIO DI CUBA

Non tutti sanno che la Nazionale cubana di calcio vanta un quarto di finale raggiunto in un Mondiale. E’ vero che si trattava dell’edizione del 38, ma i caraibici riuscirono perfino a eliminare la Romania nella ripetizione del match (all’epoca non esistevano i rigori). Il loro sogno si infranse contro la fortissima Svezia, vittoriosa con un perentorio 8-0. Da lì in avanti decenni di nulla, con il calcio messo totalmente in disparte a favore di altri sport. Risultati sempre più miseri da parte della selezione, con l’interesse che sciamava anno dopo anno. Una sola impennata di orgoglio, degna di nota, ci fu nel 1982, quando Cuba sfiorò una clamorosa qualificazione al Mondiale spagnolo, svanito per soli 2 punti.

Ultimamente, però, i progressi del calcio a Cuba si stanno vedendo sempre più. Nel 2012 la selezione cubana ha vinto la Coppa dei Caraibi, arrivando altre 3 volte seconda nella stessa competizione. Ha rischiato di eliminare la Costa Rica nella corsa ai Mondiali del 2006 ed è arrivata per ben 3 volte ai quarti della Gold Cup, l’equivalente del campionato europeo nel loro continente. Nel 2006, inoltre, è stata per un breve periodo addirittura al 49° posto nel ranking FIFA, miglior risultato di sempre. Il più forte calciatore cubano attualmente in attività è Osvaldo Alonso, centrocampista tra i migliori nella MLS americana. Purtroppo, per ragioni che vedremo dopo, non milita più nella selezione cubana da ben 13 anni.

IL CAMPIONATO CUBANO

Il campionato di calcio a Cuba ha tutte le sembianze di un torneo tra regioni. La regola particolare di questa lega, infatti, è che può prendervi parte una sola rappresentante per regione! In tutto, quindi, sono 16 le partecipanti, anche se a volte, ai nastri di partenza ve ne sono di meno. Le compagini vengono divise in due raggruppamenti da 8 team. Le prime 4 di ogni girone ne formano un altro successivo da 8. L’articolato campionato viene poi decisa da una finalissima tra le prime due di questo raggruppamento. La formula è stata variata solo nell’ultima edizione. Qui si è deciso di far passare anche la migliore quinta alla fase finale e di aggiungere la Nazionale Under 20 cubana come decima squadra.

Un modo per far crescere la selezione giovanile, affrontando partite vere e proprie. L’ultimo titolo è stato conquistato dal Santiago de Cuba, che ha sconfitto in finale la squadra della capitale, la Habana. Proprio i campioni in carica del Santiago vantano un particolare primato che ci riguarda direttamente. Sono stati, infatti, il primo club a trionfare (nel 2017) con un allenatore italiano in panchina. Si trattava del perugino Lorenzo Mambrini e fu anche il primo titolo della storia per il club, dopo 102 anni di storie. Successo bissato nelle successive due stagioni ma con un altro tecnico, ossia Leonardo Herrera. Quest’ultimo ha preso il posto di Mambrini poiché l’italiano ha brevemente (e senza fortuna) guidato la Nazionale di Cuba. Più in generale, la grande del calcio cubano è il Villa Clara, che vanta ben 14 affermazioni, l’ultima delle quali nel 2016.

GUERRA GENERAZIONALE E FUGA DI TALENTI

Seppur in continua evoluzione, il calcio a Cuba presenta ancora due enormi problemi. Il primo riguarda l’aspetto generazionale. I più anziani, quindi i vari genitori e i nonni, sono ancora follemente innamorati del baseball. Spesso e volentieri, cercano in tutti i modi di indirizzare i propri figli verso questo sport. Per questo, il calcio giovanile scarseggia, con molti tornei che sono impossibili da organizzare per mancanza di squadre. In tutto questo contesto, la FIFA sta investendo somme di denaro enormi per far crescere il “futbol” nel paese. Basti pensare che a La Habana e a Santiago sono stati costruiti i primi due campi sintetici della nazione mentre lo stadio universitario, sempre nella capitale, è stato ristrutturato. Addirittura anche la Federazione spagnola ha aperto dei campus a Cuba.

Però, c’è ancora un secondo problema, probabilmente il più grande. Dal 1996, infatti, i calciatori cubani hanno deciso di “imitare” i colleghi del baseball. Sempre più giocatori sono letteralmente fuggiti dal Paese per cercare ingaggi all’estero, soprattutto in USA. Uno dei casi più eclatanti è, per l’appunto, quello del già citato Osvaldo Alonso, che abbandonò la Nazionale Olimpica senza tornare più. Il tetto più alto di fughe è stato toccato nel 2008, quando ben 9 elementi scapparono dal ritiro della Nazionale. Nel 2017, l’irregolarità di questi trasferimenti è stato finalmente interrotto dal Maykel Reyes, centravanti della Nazionale. Approfittando della dipartita di Castro, l’attaccante si è legalmente trasferito dai messicani del Cruz Azul. Lo stesso club, poco dopo, ha messo sotto contratto anche Abel Martinez. Anche Cuba, finalmente, apre i suoi orizzonti e non solo nel Futbol!

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