La clamorosa rimonta del Valencia di Ranieri contro il Barça al Camp Nou

IL VALENCIA E QUELLA RIMONTA ASSURDA AL CAMP NOU

Il Valencia di fine anni ’90 visse una fase di rivoluzione totale, sia sotto l’aspetto tecnico, sia sotto quello organico. Il disastro che aveva combinato Jorge Valdano sulla panchina spagnola nella stagione 96-97, a partire dal mese di novembre, fu sotto gli occhi di tutti, con una marea di giocatori mandati via e altrettanti che ne entrarono senza dare nulla alla causa. La società spagnola si fidava ciecamente di Valdano, non solo perché pensa fosse adatto per il tipo di situazione che stava vivendo il club, ma anche perché tre anni prima aveva vinto un campionato con il Real Madrid. Nella Liga 97/98, quella segnata da uno strepitoso Bobo Vieri, futuro Pichichi con 24 gol, dopo tre giornate di campionato il Valencia decise di esonerare Jorge Valdano e di affidare la panchina a Claudio Ranieri.

L’allenatore romano era reduce da una grande esperienza alla Fiorentina, club che portò dalla B alla A, oltre che a vincere Supercoppa Italiana e Coppa Italia. In quell’annata il Barcellona guidato da Louis Van Gaal era in lotta per il titolo, che poi si prenderà effettivamente per la 15° volta nella sua storia, mentre il Valencia doveva tappare i buchi di annate deludenti. Il 19 gennaio 1998 le due formazioni si sfidarono al Camp Nou, in una partita che sulla carta non poteva che essere pronosticabile a favore dei blaugrana, trascinati dalla verve di campioni come Figo, Rivaldo, Luis Enrique e De La Pena. Il grande ex era Andoni Zubizarreta, diventato valenciano dal 1994.

Nonostante la disparità sul piano tecnico, nel suo piccolo il Valencia poteva contare sul Burrito Ortega, fantasista favoloso ma difficile da contenere caratterialmente; su Claudio Lopez, grande attaccante che avremmo visto pochi anni dopo in Italia con la maglia della Lazio; e sul rumeno Adrian Ilie, che con Ranieri visse la miglior annata dal punto di vista realizzativo (12 reti in 17 presenze stagionali). Per non dimenticare dei vari Mendieta, Angloma e Amedeo Carboni.

LA PARTITA

Gli ospiti partirono subito forte, con una conclusione da fuori di Ilie che si stampò sul palo a Hesp battuto. Il Barça ci mise un po’ di più a carburare, a differenza delle altre uscite. Dopo 20 minuti di sfuriate di Van Gaal, i catalani presero in mano le redini della partita, dominando dal punto di vista del possesso palla. Al 33′ un colpo di testa di Luis Enrique portò in vantaggio i padroni di casa, che spinsero sull’acceleratore non trovando il raddoppio dopo i 45 minuti iniziali. A inizio secondo tempo il Valencia non scese in campo; ad approfittarne fu il Barcellona che prima segnò il 2-0 con Rivaldo, su assist di Figo, e poi calò il tris con una goffa autorete di Caceres al 53′.

La partita era chiusa, in ghiaccio, come la temperatura. I tifosi stavano già aggiornando la classifica con i tre punti ormai portati a casa, ma invece successe l’incredibile.

Se le partite di calcio vanno giocate fino all’ultimo, un motivo, d’altronde, ci sarà. Perchè quello che successe nell’ultima mezz’ora rimarrà nella storia come una delle più grandi rimonte di sempre. Il Barça incominciò a giganteggiare troppo col pallone, come se fosse in allenamento, e con la testa si mise già negli spogliatoi. Il Valencia, dal canto suo, tirò fuori tutto l’orgoglio possibile. Dopo un secondo palo colpito, al 69′ Morigi realizzò il gol della bandiera a seguito di un’azione ben costruita. Passarono cinque minuti e l’implacabile Claudio Lopez realizzò di testa il 3-2 dopo una dormita colossale della difesa blaugrana e un’uscita senza senso di Hesp. Il Camp Nou tornò a fibrillare, e la paura di gettare tre punti fondamentali in ottica campionato si faceva più consistente. A due dal termine ancora Claudio Lopez, a seguito di un calcio d’angolo, trafisse Hesp con un missile dal limite dell’area. 3-3.

Il meglio, però, doveva ancora venire. Claudio Ranieri non ci poteva credere dalla panchina. Un Barcellona così in preda al panico e in balia degli avversari non si era mai visto, tanto che riuscì a compiere un suicidio sportivo. Sul tramonto di partita, Ariel Ortega, che fino a quel momento si era visto poco, decise di fare il fenomeno per una manciata di secondi, sgusciando in velocità tra le maglia rossoblu e segnando il 3-4 di punta all’incrocio dei pali. Una rimonta leggendaria e incancellabile, realizzata negli ultimi 20 minuti. E in panchina c’era lui, l’uomo che rende possibile l’impossibile: Sir Claudio Ranieri.

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