La clamorosa retrocessione in Football League del West Ham nel 2003

west ham 2003

IL WEST HAM E QUELLA CLAMOROSA RETROCESSIONE NEL 2003

Le retrocessioni nel calcio rappresentano la sconfitta più dura da accettare. Passare dai grandi ai piccoli toglie indubbiamente credibilità alla squadra, oltre alla grande ambizione di competere coi più forti. Possono essere tanti i motivi per cui una squadra retrocede in cadetteria, dalle colpe dei giocatori alle scelte dell’allenatore, fino ad arrivare alla società stessa. La retrocessione mette dentro tutto alla fine, tutti sono i capri espiatori di sè stessi, e rialzarsi non è poi così semplice. Di psicodrammi ne abbiamo visti negli anni e uno dei meno conosciuti è stato quello che ha visto il West Ham retrocedere in Football League nella stagione 2002/2003. Riavvolgiamo il nastro. L’Arsenal era indubbiamente la favorita numero uno per ripetersi in Premier League dopo il trionfo nella stagione precedente, anche perchè poteva vantare di giocatori come Thierry Henry, Vieira, Bergkamp e Pires.

Il grande rivale dei Gunners era il Manchester United, che aveva comprato ad inizio stagione Rio Ferdinand dal Leeds United per 30 milioni di sterline. City, West Bromwich Albion e Birmingham City, invece, erano le neo promosse. I Citizens avevano letteralmente dominato la Football League 2001/2002 con 99 punti, mentre il WBA era finito secondo, a 10 lunghezze di distacco. Il Birmingham, invece, era stato promosso dopo aver avuto la meglio nei play-off contro Millwall (semifinale) e Norwich City (finale). Il West Ham era reduce da un settimo posto della stagione precedente e i tifosi avevano le loro buone ragioni per essere ottimisti per l’annata che stava per cominciare. L’allenatore Glen Roeder aveva plasmato una squadra dal calcio molto offensivo e poco speculativo; la coppia d’attacco Kanoutè-Defoe si rivelò infatti decisiva in termini realizzativi.

IL CALCIOMERCATO E LA ROSA DELLA STAGIONE

Nonostante la perdita di giocatori come Ferdinand e Lampard negli anni precedenti, gli Hammers riuscirono a mantenere una struttura di giocatori forti e preparati per competere con le altre grandi d’Inghilterra. Oltre all’esperto centrale irlandese Gary Breen, arrivarono in prestito i giovani centrocampisti Edouard Cissè dal PSG e Brent Rahim dal Levski Sofia. Sicuramente non fu un mercato d’alto livello perchè la squadra era già composta da giocatori di una certa rilevanza. La stella per eccellenza era Joe Cole, allora giovanissimo ma dotato già di un talento enorme al punto di essere paragonato a Paul Gascoigne, anche se lui si ispirava a Zinedine Zidane. Gli altri ragazzini sotto l’egida di Roeder furono Michael Carrick, centrocampista ventenne, e Glen Johnson, esterno destro diciassettenne che poi si consacrò al Liverpool anni dopo come terzino destro.

In attacco il West Ham poteva contare anche su Paolo Di Canio, che dopo le grandi stagioni precedenti iniziò ad entrare nel crepuscolo della sua carriera. La sua fedeltà nei confronti degli Hammers fu unica, visto che rifiutò in almeno due circostanze di firmare per il Manchester United di Sir Alex Ferguson la stagione precedente. Gli altri “vecchietti” , oltre a Di Canio, furono David James (31 anni), Don Hutchinson (31 anni), John Moncur (35 anni), Nigel Winterburn (38 anni) e Van Der Gouw (39 anni). Altro grande talento del West Ham fu Trevor Sinclair, che si rivelò come uno dei calciatori più sottovalutati del campionato. Pronti e via e la stagione della squadra dell’Est di Londra iniziò in maniera tragica. Furono necessarie sette partite alla squadra di Roeder per ottenere una misera vittoria, avvenuta contro il Chelsea grazie alla zampata di Di Canio.

Dopo due vittorie consecutive in trasferta contro Sunderland e Fulham, gli Hammers dovettero attendere 16 partite per tornare a vincere in campionato. Sembrava l’inizio di un calvario vero e proprio, l’inizio di un incubo per tifosi e giocatori. Nel mercato invernale si cercò di sistemare le cose a livello organico con gli acquisti di Les Ferdinand e Rufus Brevett, rispettivamente dal Tottenham e dal Fulham. Arrivò anche Lee Bowyers dal Leeds. L’apporto dei “nuovi” si rivelò decisivo in termini di risultati: su 8 partite i londinesi ne vinsero 3 pareggiandone altrettante. La salvezza sembrava a portata di mano nonostante la maggior parte di quei ragazzini su cui puntava il club stava rendendo poco o nulla.

IL FINALE TRAGICO DEL WEST HAM

Spartiacque della stagione fu il tumore al cervello che si prese l’allenatore Roeder. Una notizia che sconvolse tutti e che poteva avere un impatto drastico sui giocatori. Il tecnico lasciò così la squadra alla 28° giornata per sottoporsi ad un intervento chirurgico. Il West Ham si trovava al 18° posto e nelle ultime 10 partite doveva dare una sterzata importante per agguantare la salvezza. Alla fine gli Hammers ne persero solo una contro il Bolton. Ma poi, il neo tecnico Trevor Brooking riuscì a fare bottino pieno in tre partite consecutive. All’ultima giornata i londinesi dovevano battere necessariamente il Birmingham e fare meglio del Bolton di Allardyce per evitare di sprofondare in Football League.

Alla fine la stagione si concluse nel peggiore dei modi. Gli Hammers incapparono in un pareggio e il Bolton vinse per 2-1 contro il Middlesbrough, salvandosi di appena due punti sul West Ham terz’ultimo (44 a 42). Dopo la clamorosa e tragica retrocessione, la società investì 40 milioni di sterline per Jobi McAnuff, Marlon Harewood e Nigel Reo-Coker, che però si rivelarono solo fumo e poco arrosto. Poi si passò ad una rivoluzione totale e il West Ham visse una fase di smantellamento della rosa. Defoe e Kanoutè si trasferirono al Tottenham per una somma di 14 milioni di sterline; Cole e Johnson furono ceduti al Chelsea per circa 16 milioni. Sinclair e James andarono al Manchester City, mentre Les Ferdinand, Lee Bowyer e Gary Breen furono lasciati andare a parametro zero a Leicester, Newcastle e Sunderland.

Anche l’epopea di Di Canio si concluse negli Hammers. L’attaccante scelse di accasarsi a parametro zero al Charlton Athletic. Chi rimase, invece, fu Micheal Carrick, anche se poi la stagione seguente firmò col Tottenham. Insomma, quella retrocessione nel 2003 è stata una delle più assurde e impronosticabili del football inglese. Tempo due anni e il West Ham tornò subito in Premier.

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