Italians do it better: le quattro stagioni di Stefano Eranio al Derby County

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STEFANO ERANIO, UN GENOVESE AL DERBY COUNTY

Un genovese doc che nel corso di tutta la carriera ha saputo cambiare pelle trasferendosi altrove. Stefano Eranio è stato un grande centrocampista degli anni ’80 e ’90 che però ha dovuto fare i conti con gli infortuni, tra cui due gravissimi che lo costrinsero a dire addio ai sogni di partecipazione ai campionati del mondo americani del 1994. Eranio era un centrocampista molto duttile, impiegato soprattutto sulla fascia destra, ma che all’occorrenza veniva arretrato per fare il terzino. Buona tecnica palla al piede, la sua dote principale era la corsa, quasi sempre in allungo e mai in scatto che lo rendeva abilissimo negli inserimenti in area di rigore. Aveva un tempismo fuori dal comune, una capacità di leggere le azioni prima che gli altri non avevano. Gli anni genoani (1984-1992) furono di esplosione e consacrazione per lui.

Nella Primavera del Molassana (il suo quartiere di Genova), l’italiano giocava prevalentemente come libero, dando l’impressione di avere una certa vocazione per il ruolo. Una volta approdato nelle giovanili del Genoa, venne utilizzato come trequartista, dando subito la sensazione che quella non era la sua posizione ideale per esaltarsi. Chi lo portò in prima squadra fu Tarcisio Burgnich, all’epoca allenatore dei rossoblù, che lo reinventò definitivamente come un esterno destro di centrocampo. I tanti cambiamenti sulla panchina non furono troppo benevoli a Eranio, che diventerà un vagabondo sul terreno di gioco. Il professore Franco Scoglio lo ridisegnò come un terzino fluidificante, in grado di sfruttare la sua corsa per poi arrivare al cross una volta raggiunto il fondo.

Incredibilmente fu nella posizione di esterno basso che Stefano Eranio esplose definitivamente. Dopo la promozione in Serie A raggiunta col Genoa e i mondiali di Italia ’90, Azeglio Vicini lo fece avvicinare alla Nazionale, diventando così il primo genovese del dopoguerra a vestire la casacca azzurra. Ma, come detto in precedenza, gli infortuni furono il suo nemico più grande. Appena 19enne, a causa di un duro contrasto in una partita contro il Cesena, si fece molto male a rene e milza: intervento e un calvario di 8 lunghi mesi. Sarà poi Attilio Perotti a rilanciarlo definitivamente.

IL MILAN E L’ESPERIENZA INGLESE

Il 5 giugno 1992 Eranio si trasferì al Milan per 9 miliardi di lire, in modo da fare il rincalzo di Tassotti nel ruolo di terzino destro. L’esperimento, però, si rivelò fallimentare. Fabio Capello lo fece giocare quasi sempre ma i diversi infortuni, tra cui la rottura del tendine d’Achille nel maggio 1994 che gli impedì di partecipare ai mondiali americani, influenzarono le sue prestazioni. Rientrò solamente nove mesi più tardi, all’inizio del ’95, dopo due interventi chirurgici. In compenso, con Don Fabio in panchina, Eranio vincerà tutto a livello nazionale ed Europeo, compresa la Coppa dei Campioni. Nel 1997, a 31 anni, l’ex Genoa volle fare un’esperienza estera: Adriano Galliani gli chiese di rifletterci a lungo della decisione, proponendogli anche il rinnovo del contratto a condizioni migliori. Ma niente.

Durante un Udinese-Milan, nella tribuna del Friuli sedevano degli osservatori del Derby County, che assistettero ad una prestazione sontuosa di Eranio. A fine partita le parti stipularono già un accordo di massima. Eranio divenne così il decimo giocatore italiano a provare l’avventura in Premier League, in un periodo dove giocavano anche i vari Vialli, Zola, Di Canio e Ravanelli. Il centrocampista, nonostante l’età e gli infortuni, aveva ancora voglia di imporsi in un campionato difficile come quello inglese. Fu un cambio di vita importante per Eranio, nato e lanciatosi dalla Liguria e arrivato fino alle contea del Derbyshire. La sua grande esperienza fu molto importante per i Rams, che conclusero il campionato al nono posto con 55 punti. Il pubblico del Derby County si affezionò tantissimo a Stefano, tanto da inserirlo nella top 11 all time della squadra.

Incredibile fu la velocità di adattamento dell’italiano al gioco britannico. Evidentemente le sue caratteristiche erano congeniali ai ritmi del football inglese, ma anche la sua intelligenza tattica di essere al posto giusto al momento giusto, furono requisiti che lo fecero rendere imprescindibile per i Rams.

IL BOTTINO

Con la maglia del Derby County Eranio mise a referto 7 reti in quattro stagioni, per un totale di 97 presenze. Nel 1999 diventò anche capitano della squadra: un riconoscimento che andava a suggellare la sua importanza negli anni precedenti. Sfortunatamente, in quell’anno, subì il terzo grave infortunio della carriera (frattura della gamba). I presupposti per continuare a giocare non c’erano più nella testa di Stefano, che comunque non si arrese. Rientrò nella stagione successiva, ma il fisico ormai non ce la faceva più a sorreggerlo, calcisticamente parlando. Al termine della stagione 2000-2001 annunciò il ritiro con delle parole che testimoniarono il suo rapporto d’amore con il Derby: “Ho giocato in uno dei più grandi club al mondo, ma non mi sono mai sentito a casa come a Derby. Amo i tifosi, e non potrei pensare a niente di meglio che tornare e finire qui la mia carriera”.

Eranio iniziò così la sua attività di talent scout per conto del suo ex allenatore Jim Smith. Il 4 agosto 2001, però, firmò un nuovo contratto con i Rams; in seguito all’esonero di Smith, lasciò il club inglese l’8 ottobre rescindendo il contratto. Tornato in Italia, dopo aver atteso per mesi una chiamata del Genoa, si accasò alla Pro Sesto in Serie C2 nel febbraio 2002. Nella formazione lombarda Stefano ricoprì il duplice ruolo di allenatore in seconda e giocatore, ufficialmente come vice di Alessandro Musicco. Appese ufficialmente gli scarpini al chiodo all’età di 37 anni.

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