Il periodo d’oro del grande Aberdeen di un giovane Sir Alex Ferguson

Alex Ferguson Aberdeen

Nel 1978 l’Aberdeen affidò la panchina ad un giovane allenatore scozzese di nome Alex Ferguson. Il futuro tecnico del Manchester non solo riuscì a interrompere l’egemonia dell’Old Firm, ma trionfò addirittura in Europa!

L’ABERDEEN DI SIR ALEX FERGUSON

Il calcio scozzese ha un suo fascino, indiscutibile. L’atmosfera che si respira, la passione che gira attorno, gli stadi, la grinta unica che mettono in campo un giocatore. Tra i difetti, però, non si può certo non menzionare la ripetitività. Stiamo parlando, infatti, di uno dei tornei più monotoni al mondo in quanto a vittorie. Basti pensare che le due squadre più importanti del Paese, coloro che danno vita all’Old Firm, hanno vinto qualcosa come 105 scudetti, quasi equamente divisi. A questo punto, la domanda sorge spontanea: quale fu l’ultimo club a interrompere la disarmante egemonia di Celtic e Rangers?

Per trovare risposta, bisogna andare indietro di ben 36 anni, quando la Scottish Premiership fu vinta dall’Aberdeen, guidato in panchina da un giovane Sir Alex Ferguson. Ma andiamo con ordine. Cade l’anno 1978, quando il presidente dei Dons, Dick Donald, decide di cambiare guida tecnica e affidarsi ad un coach giovane e dalle idee importanti. Alex Ferguson ha soltanto 37 anni ma è reduce da un’ottima esperienza sulla panchina del piccolo St.Mirren. Un periodo felice, culminato da una promozione in massima divisione e da una salvezza. Ferguson accetta di buon grado la chiamata.

La società non ha grosse ambizioni di classifica. E’ consapevole della netta superiorità delle due big di Glasgow e si augura solo che la squadra riesca a praticare un buon gioco, dando soddisfazioni alla tifoseria. Il primo anno è di assestamento. Il team non è mai in grado di lottare per il vertice ma chiude la stagione con un onorevole quarto posto. Un risultato che, tutto sommato, è apprezzato da piazza e dirigenza. Forse nessuno, però, riesce anche minimamente a immaginare quello che l’Aberdeen, a partire dal campionato seguente, sarà in grado di fare.

I PRIMI TRIONFI

Stagione 79-80, in Scozia viene riscritta la storia. Sono 14 anni che il titolo non esce dalla città di Glasgow. Più in generale, l’anomalia si è verificata, precedentemente, soltanto 13 volte in tutta la storia del torneo. Alex Ferguson è riuscito a mettere su un Aberdeen di tutto rispetto. Tra i pali c’è Leighton, uno che diventerà una vera e propria leggenda del calcio scozzese. La difesa si regge sul roccioso e duro Willie Miller e sul giovane e promettentissimo Alex McLeish. La stella assoluta della squadra e punto di forza del centrocampo è il piccolo ma talentuosissimo Gordon Strachan, uno dei migliori talenti Made in Scozia mai prodotti. Altri due elementi cardine della mediana sono John McMaster e Ian Scanlon.

Davanti c’è un bomber di razza, Steve Archibald, che metterà a referto ben 22 gol. A fargli compagnia, non disdegnando la via della rete, ecco Mark McGhee e Drew Jervie. Nonostante tutto, però, la stagione non parte granchè bene. Fino a gennaio, la squadra appare discontinua, alternando vittorie incoraggianti a sconfitte del tutto evitabili. L’11 di Ferguson sembra destinato a un’altra stagione da comparsa ma nella seconda metà del campionato, improvvisamente, tutto cambia. I Dons infilano la bellezza di 15 vittorie in 16 partite. Le entusiasmanti vittorie contro Rangers e Celtic danno il via alla rimonta, che si concretizza alla terzultima giornata. L’Aberdeen si laurea campione di Scozia una settimana dopo, battendo 5-0 l’Hibernian in trasferta.

Il pari all’ultima giornata non sposta il senso delle cose e la squadra di Ferguson può festeggiare un titolo incredibile, vinto a ben 25 anni di distanza dall’unico titolo in bacheca. I Dons, inoltre, sfiorano anche il double, perdendo soltanto in finale, contro il Dundee United, la Coppa di Lega. L’anno seguente, la truffa di Alex Ferguson giunge seconda, alle spalle del Celtic ma solleva la Drybrough Cup, battendo in finale il St.Mirren. E’ una squadra ormai pronta a scrivere ulteriormente la storia.

LA CONSACRAZIONE ASSOLUTA

Alex Ferguson ha ormai il pieno controllo della sua creatura, è un Aberdeen maturo per i grandi traguardi. Una squadra interamente formata da calciatori scozzesi che pratica un buon calcio e dimostra forte attaccamento alla maglia. Il terzo anno porta in dote un altro secondo posto, sempre dietro al Celtic e lottando a lungo per il titolo. In ogni caso, i Dons riescono a rendere nuovamente indimenticabile la stagione alzando la Coppa di Scozia dopo aver demolito per 4-1 i Rangers nella finalissima. Una gara decisa dai gol di Strachan, McGhee, McLeish e Cooper.

Il successo in Coppa permette alla squadra di Ferguson di partecipare all’edizione successiva della Coppa delle Coppe. La campagna europea dei rossi di Scozia inizia nel turno preliminare, superato agevolmente contro gli svizzeri del Sion. Il doppio confronto con la Dinamo Tirana si rivela più ostico del previsto ma non ferma l’Aberdeen. Gli ottavi vengono agevolmente passati contro i polacchi del Lech Poznan. Il quarto, contro il Bayern Monaco, sembra proibitivo. Ma è qui che la squadra di Ferguson fa la grande impresa. Dopo lo 0-0 in trasferta, va sotto per ben 2 volte in casa ma vince 3-2 nei minuti finali.

La semifinale si rivela molto più agevole del previsto e vede gli scozzesi disintegrare i belgi del Waterschei. L’atto conclusivo della Coppa delle Coppe è contro il Real Madrid di mister Alfredo Di Stefano. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, prodotto dai gol di Black e Juanito, la sfida prosegue ai supplementari. Qui è Hewitt, già decisivo in semifinale, a firmare la storica marcatura che decide la finalissima. Non sazia del pazzesco trionfo europeo, la squadra scozzese alza una coppa anche in patria, superando ancora i Rangers nella rivincita della Coppa di Scozia con un gol di Black.

GLI ALTRI TITOLI DELL’ABERDEEN DI ALEX FERGUSON

La stagione 83-84 è praticamente perfetta, assolutamente indimenticabile. Alex Ferguson guida il suo Aberdeen in maniera magistrale alla netta vittoria in campionato, conquistato con ben 7 punti di vantaggio sul Celtic. Precedentemente, la squadra aveva conquistato anche la Supercoppa Europea, battendo l’Amburgo nel doppio confronto (0-0 in Germania, 2-0 al ritorno). L’annata viene chiusa da un meraviglioso e meritatissimo triplete, grazie alla terza affermazione consecutiva in Coppa di Scozia. Gli avversari, stavolta, sono i bianco verdi del Celtic, superati dal gol di McGhee (bomber stagionale) nei supplementari.

Lo stesso Mark McGhee, a fine anno, viene però ceduto all’Amburgo. Ferguson, però, inizia a mostrare quelle doti di grande talent scout che poi lo consacreranno allo United. Per sostituirlo, infatti, preleva McDougall dal St.Mirren. Il centravanti lo ripaga segnando ben 24 gol. Anche Black e Stark imbeccano una stagione magica, con 20 marcature a testa per una squadra che ne sfiorerà 90 a fine campionato. L’Aberden chiude nuovamente la stagione al primo posto, con 7 lunghezze di vantaggio sull’ormai spodestato Celtic Glasgow. Sarà l’ultimo titolo della storia a uscire da Glasgow, almeno fino ad oggi…

Meno proficuo il cammino nelle coppe. In Coppa Campioni, ad esempio, i Dons si fermano subito di fronte ai tedeschi della Dinamo Berlino.  In Coppa Nazionale non vanno oltre una semifinale. L’ultima stagione con Ferguson in panchina è la seguente, 85-86. Pur chiudendola con un deludente 4° posto in campionato, l’Aberdeen riesce ad alzare ben 3 trofei. La Coppa di Lega per 3-0 contro l’Hibernian. La Coppa di Scozia, con lo stesso punteggio e contro l’altro club di Edimburgo, gli Hearts. Anche la Tennent’s Sixex vede i Dons superare l’avversaria di turno con un 3-0, il St. Mirren. Al termine dell’anno, Ferguson va a scrivere la storia a Manchester, mentre dalle parti di Aberdeen certe imprese non sono mai state dimenticate…

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