Il campionato dell’Egitto, 6 anni di porte chiuse, violenza e l’egemonia dell’Al-Ahly

Campionato Egitto

In Egitto il calcio è quasi una religione e si gioca un campionato, dati IFFHS alla mano, tra i più importanti al mondo. La Vodafone Egyptian Premier League, infatti, occupa la diciassettesima posizione in questo ranking intercontinentale. Inoltre, presenta delle particolarità interessanti, che andremo a scoprire, non tutte “positive”.

IL CAMPIONATO DI CALCIO IN EGITTO

La passione del popolo egiziano per il calcio è viscerale. Ne sanno qualcosa, ad esempio, i tifosi di Roma e Fiorentina che hanno visto invadere letteralmente le pagine social dei loro club durante la militanza di Salah in Italia. Proprio l’attaccante, ora in forza al Liverpool, è il calciatore più rappresentativo dell’Egitto. Anche grazie al suo consistente contributo, la nazionale egiziana ha ritrovato lo smalto che sembrava aver perso dopo anni bui. Non è un caso la partecipazione all’ultimo Mondiale nel 2018, dopo ben 28 anni di mancate qualificazioni.

Il campionato nazionale dell’Egitto, invece, vede la partecipazione di 18 squadre. È sponsorizzato niente poco di meno che dalla Vodafone. La compagnia telefonica ci ha visto lungo e, approfittando della passione locale per il calcio, ha deciso di investire sul torneo. Tra le partecipanti, inoltre, vi è anche la seconda squadra più titolata al mondo: l’Al-Ahly. I Diavoli Rossi, come vengono soprannominati, vantano ben 20 trofei internazionali, alle spalle del solo Real Madrid ma appena avanti al Milan.

Anche in patria, l’Al-Ahly ha fatto quasi sempre valere il proprio strapotere. Una vera e propria egemonia, che si è trasformata in qualcosa come 41 titoli conquistati. Praticamente un dato che annichilisce tutte le avversarie, specialmente i rivali di sempre dello Zamalek. Costoro sono fermi a 6 titoli ma contro i Diavoli Rossi danno vita a una dei derby più sentiti e pericolosi al mondo. Lo stesso Al-Ahly è, per distacco, il club più odiato in assoluto di tutto il Paese ma anche quello che vanta più tifosi. Sono, infatti, almeno 50 milioni i sostenitori della squadra de Il Cairo!

IL PROBLEMA DELLA VIOLENZA

Oltre a quello di avere tra le proprie fila uno dei club più titolati al mondo, il campionato dell’Egitto ha anche una poco invidiabile prerogativa. È uno dei campionati più violenti al mondo. I continui scontri tra tifoserie sono sfociate nella drammatica sfida tra Al-Ahly e Al-Masry del 2012. Il bilancio è stato di 74 morti e circa mille feriti. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo anni di violenze. Così la federazione egiziana ha deciso di sospendere il campionato.

Dopo ben due edizione annullate, per paura di rappresaglie e scontri  vari, si è tornati a giocare nel 2013-2014. Dopo una stagione intera a porte chiuse, nel 2015 è stato fatto un tentativo di riaprire gli stadi. Il divieto, tuttavia, è stato ripristinato quasi subito visto che a Il Cairo i tifosi dello Zamalek si sono violentemente scontrati con la polizia locale. Anche in questo caso il bilancio è stato drammatico, con 22 morti e decine di feriti. Proprio la tifoseria dello Zamalek è chiamata Ultras White Knights ed è considerata la più farraginosa del paese. Curiosamente  quel campionato, terminato a porte chiuse, è stato vinto proprio dallo Zamalek.

Uno dei pochi tentativi riusciti di interrompere l’egemonia dell’Al-Ahly. Dopo ben sei anni di edizioni annullate e di porte chiuse, nel 2018 la federazione ha finalmente riaperto gli stadi al pubblico. Il provvedimento, tuttavia, è stato emanato in forma graduale. Inizialmente gli stadi avevano una capienza massima di 300 persone, poi ampliata nelle settimane seguenti. Lo spettro delle porte chiuse, tuttavia, si riflette ancora oggi sul calcio egiziano. Stavolta però, non per la violenza ma per il dramma mondiale del Covid. Il campionato ripartirà domani con la sfida tra Zamalek e Al-Masry. Con essa, ripartirà anche la caccia al titolo, tentando di sconfiggere l’egemonia dell’Al-Ahly!

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