Il breve miracolo del Gretna FC e la sua scalata nel calcio scozzese

Gretna FC

Il Gretna FC, squadra di un piccolissimo villaggio di 3 mila abitanti, nel 2007 approdò nella Prima Divisione scozzese e giocò perfino in Coppa Uefa. Fu la prima volta nella sua storia, anche grazie ai pesanti investimenti del miliardario Brooks Mileson. Quest’ultimo, però, si ammalò gravemente e lasciò il club carico di debiti. Pochi mesi dopo avvenne il fallimento societario.

IL GRANDE SALTO DEL GRETNA FC

Un miracolo o forse un sogno, purtroppo durato troppo poco. Occorre un termine del genere per poter descrivere l’impresa di un club piccolissimo e privo di una storia di rilievo alle spalle. Siamo a Gretna, in Scozia. Un paesino di meno di 3 mila anime ma molto battuto dai turisti, soprattutto gli innamorati. Vi è, infatti, una nota tradizione per le coppie, che spesso di recano nel caratteristico luogo e poi si sposano proprio lì. L’aspetto calcistico, di contro, è sempre stato molto misero. Oltre 60 anni di storia passati dalla terza divisione in giù, senza grossi sussulti. Questo, almeno, fino all’inizio del nuovo secolo quando in città è arrivato un personaggio niente male, carico di soldi a palate e con la follia giusta per fare un qualcosa di utopistico.

Stiamo parlando di Brooks Mileson, eccentrico multimiliardario, capace di metter su un patrimonio di oltre 50 milioni di sterline nel campo dell’assicurazione. Ma per quale motivo il ricco uomo d’affari scelse proprio Gretna? Stanco della vita caotica di città, dello smog e dello stress del suo lavoro, aveva lo scopo principale di respirare un po’ di aria pulita e riposarsi. E la piccola cittadina di meno di 3 mila abitanti era l’ideale. Comprò casa e poi si informò circa la squadra locale. Grande appassionato di calcio, coltivava il sogno di sfidare le big del calcio scozzese e di fare qualcosa di irripetibile. Per questo motivo, senza troppe difficoltà, acquisto il Gretna FC, al tempo vivacchiante in quarta serie.

UNA FULL IMMERSION A 360°

Una lunga storia d’amore quella tra Brooks Mileson e il calcio. Tanti anni di partecipazione con donazioni a volte anche molto generose per diversi club e alcuni incarichi dirigenziali. Lo si ricorda per aver contribuito alle cause di squadre come Carlisle, Dundee United, Ayr United o Berwick Rangers Brooks. Il suo primo tentativo di acquisire uno società tutta per lui fu proprio col Carlisle. Fallita la trattativa, riversò le sue attenzioni sul Gretna FC. La sua fu una full immersion totale. Accanito fumatore, chioma fluente spesso raccolta da una coda e grande amore per gli animali, Brooks Mileson divenne qualcosa in più di un semplice presidente. Trascorreva intere giornate nella sede del club, occupandosi di tutto, perfino della vendita dei biglietti.

Brooks Mileson
Il presidente Brooks Mileson, artefice della grande scalata del piccolo Gretna FC

Decise di investire immediatamente ingenti somme di denaro per organizzare tutto alla perfezione. Per prima cosa, ristrutturò il centro sportivo, assunse allenatori qualificati per le giovanili e rinforzò prepotentemente anche la rosa della prima squadra. La sua politica era chiara: spendere si, ma con un occhio di riguardo per i talenti della zona. I risultati arrivarono immediatamente. Basti pensare, oltre ai tre campionati di fila vinti, ai 297 gol realizzati in questo lasso di tempo. Solo nell’annata del primo successo, quello nella 4° serie (la Third Division) la squadra ne mise a segno ben 130.

LA FANTASTICA ESPERIENZA EUROPEA

La stagione più incredibile in assoluto fu la 2005-2006, quella in Second Division (terza serie). Oltre al successo del campionato, mai in discussione, il Gretna FC fece un autentico miracolo in Coppa di Scozia. Eliminò ad una ad una il Preston, I Cove Rangers, Il St. Johnstone, il Clyde, il St Mirren e il Dundee fino ad approdare alla finalissima. Qui, al cospetto del ben più blasonato Hearts, la compagine del patron Mileson fu costretta a cedere il passo ai calci di rigore, dopo aver venduto cara la pelle. L’aspetto ancor più clamoroso dell’impresa fu che gli Hearts si erano già qualificati tramite il posizionamento in campionato al preliminare di Champions. Per questo motivo, il posto spettante alla vincente della Coppa nazionale andò proprio al Gretna.

L’annata seguente, quella che portò alla pazzesca promozione in Scottish Premier, fu anche quella del mitico esordio europeo. Si trattò della prima squadra scozzese di terza serie a prendere parte ad una competizione internazionale. Non essendo lo stadio Raydale Park a norma per gli impegni europei, la squadra traslocò a Motherwall per il grande debutto continentale. Entrato in scena al secondo turno preliminare, il Gretna fu abbinato agli irlandesi del Derry City. L’andata, disputata in Scozia, vide una debacle totale della squadra, probabilmente anche per via dell’emozione. Il 5-1 interno subito chiudeva ogni discorso qualificazione. Una settimana dopo, il Gretna strappò un prestigioso 2-2, dando l’addio alla competizione.

LA TOCCATA E FUGA DEL GRETNA FC IN SCOTTISH PREMIER

L’eliminazione europea fu assorbita senza troppi patemi. D’altronde si trattava di un’esperienza del tutto insperata e non messa in conto. In quello stesso anno, il Gretna FC continuò la sua esaltante scalata e approdò in Premier. Immaginate una squadra così piccola, in un paese minuscolo, affrontare le grandi di Scozia come Celtic, Rangers o Aberdeen. Ovviamente, come era già capitato per la Coppa Uefa, il Raydale Park non fu ritenuto idoneo e il club si vide costretto nuovamente a chiedere ospitalità al Motherwall. Un fiducioso Brooks Mileson avviò i lavori di ampliamento dell’impianto e rafforzò la squadra, convinto di averla resa forte al punto tale da poter ottenere una comoda salvezza. Le cose andarono diversamente, poichè la differenza tecnica con le altre era fin troppo evidente.

D’altronde, è ben noto come in Scozia, tra la Premier e la Prima Divisione vi sia un enorme dislivello. A meno che non sei una nobile decaduta, come è stato per le squadre di Edimburgo o per i Rangers, difficilmente riesci a competere al tuo ritorno in massima serie. Già il primo impatto, contro il non irresistibile Falkirk, fu tremendo con un pesante 4-0 a domicilio. Nelle prime 12 partite il club ottenne solo 4 punti. Ma i risultati sul campo furono il male minore rispetto alle pessime notizie che circondarono la quieta societaria. Il club era invaso dai debiti, accumulati per via delle folli spese di Mileson negli anni precedenti. Oltre 4 milioni di sterline, somma ingente per una società così piccola.

Inoltre, fattore ancor più negativa, il presidente vide peggiore sensibilmente il suo stato di salute. Negli anni aveva sofferto di notevoli problemi alla schiena, poi di malanni decisamente più gravi allo stomaco che lo avevano portato ad operarsi ben due volte. Quando il male sembrava ormai sconfitto, scoprì di averne uno al cervello e che le condizioni erano ormai disperate. Tentò un intervento, senza successo e, così, nel mese di febbraio, ritirò la sua presidenza e morì alcuni mesi dopo. Il Gretna finì in amministrazione controllata, senza poter pagare neanche gli stipendi e retrocesse con soli 13 punti e fallì. Fu rifondata col nome di Gretna Football Club 2008, ripartendo dalla East of Scotland Football League…

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