Il Boavista 2000-01, l’ultimo club a rompere l’egemonia delle grandi in Portogallo

Boavista 2000-01

Nella stagione 2000-01, il Boavista è riuscito nella grandissima impresa di vincere il campionato portoghese. Un risultato pazzesco, se si pensa che in 85 anni di storia, solo in due occasioni non hanno trionfato le tre grandi!

LO STORICO TITOLO 2000-01 DEL BOAVISTA

Il campionato portoghese è notoriamente conosciuto come uno dei più “monotoni” al mondo. Per rendersi conto di ciò, basta andarsi a leggere l’albo d’oro della competizione. In ben 85 edizioni della Primieira Liga, soltanto in due occasioni il titolo non è andato al Porto, al Benfica o allo Sporting Club. Per trovare il primo di questi due casi, bisogna addirittura tornare indietro al campionato 45-46, quando fu il Belenenses a trionfare. Più recente, invece, il secondo successo “inaspettato” del calcio portoghese.

Nella stagione 2000-01, infatti, a scamparla fu il Boavista. Un risultato straordinario, se si pensa al budget ridotto del secondo club di Oporto, da sempre oscurato dai ben più blasonati rivali del Porto. Ma andiamo con ordine. Nella stagione appena precedente, il Boavista aveva rispettato tutti i pronostici del caso. Quarto posto alle spalle delle solite tre e un distacco abissale dallo Sporting vincitore del titolo. Ma nel noto quartiere di Oporto c’è un’aria di ottimismo, perchè si sa di avere una squadra valida, composta anche da giovani interessanti e con una società ambiziosa alle spalle.

Confermatissimo, sulla panchina dei Panteras, c’è Jaime Pacheco, in carica dal 1997.  Uno che da calciatore ha a lungo militato con i rivali del Porto ma, in questo periodo, è considerato uno degli allenatori più interessanti d’Europa. Attua un calcio molto offensivo ma allo stesso tempo con una fase difensiva assai organizzata. Inoltre, ha un gruppo molto coeso nei rapporti personali, un particolare da non trascurare.  Nelle varie griglie di partenza, stilate dai giornali prima dell’inizio del torneo, il Boavista è ovviamente al quarto posto. Tuttavia, dai molti, viene considerata la possibile outsiders. E chi lo pensa, non si sbaglierà, anzi!!!

LA FORMAZIONE DELLA MERAVIGLIOSA CAVALCATA

La squadra che inizia la stagione è molto valida. Ha forse il miglior portiere del campionato, quel Ricardo che difenderà a lungo i pali della Nazionale e si farà apprezzare per la curiosa scelta di parare i rigori senza guanti. Difesa a 4, molto solida, composta dai due centrali Pedro Emanuel e Litos (il capitano). I terzini, invece, sono Frechaut a destra e uno dei tanti brasiliani della squadra, Erivan, a sinistra. Coppia di mediani di livello altissimo, tutto muscoli, sostanza e corsa. Stiamo parlando di Rui Bento e Petit, colonne nel tempo anche della nazionale lusitana. Al loro fianco, si alternano il brasiliano Geraldo e il portoghese Pedro Santos. Il 10 della squadra è una vera e assoluta leggenda, un calciatore fortissimo ma per certi versi snobbato per un motivo: è boliviano. Perfino in patria, a volte, è messo in secondo piano dalla figura di Marco Etcheverry, calciatore magnifico dal punto di vista tecnico ma infinitamente più discontinuo di lui. Parliamo del “Platini della Bolivia”, Erwin Sanchez.

Un vero e proprio trascinatore, capace di fornire assist al bacio ma anche di colpire con le sue micidiali punizioni dalla distanza. Per il Boavista, ma anche per il Benfica, sarà una vera e propria icona per tantissimi anni. Davanti a lui, Pacheco può alternare diversi calciatori in base alle caratteristiche richieste, tutti brasiliani. C’è Martelinho, piccolo e veloce, perfetto per scardinare difese chiuse. Poi ecco Whelliton, che l’anno prima ha infilato 11 centri e che è la classica boa offensiva. Una terza opzione è rappresentata da Elpidio Silva, prelevato in estate dal Braga. Un uomo di ottima tecnica, con un passato anche in Giappone e un buon fiuto del gol. Ultimo degli attaccanti, ma non per importanza, è Duda, fino a quel momento considerato un’eterna promessa e reduce dai fallimenti con Porto e Alverca. Sotto la guida di Pacheco, disputerà le migliori stagioni della carriera.

L’ENTUSIASMANTE CAMMINO DEL BOAVISTA 2000-01

L’inizio di stagione è altalenante. Il Boavista inanella una serie di discreti risultati, battendo Beira Mar, Uniao Leiria e pareggiando con l’ Estrela Amadora, per poi perdere lo scontro diretto in casa col Braga. Sembra il solo ruolino di marcia di una squadra destinata a inseguire le tre big. E invece, dalla quinta in poi, l’11 di Pacheco mette il turbo. La successiva gara vede i Panteras battere per 1-0 una delle grandi, il Benfica. Il successo porta la firma di Duda. Poi, una dietro l’altra, cadono sotto i colpi micidiali dei bianconeri anche Pacos Ferreira, Maritimo e Vitoria Guimaraes.

Specialmente in casa, il piccolo impianto del “Do Bessa” la squadra sembra inarrestabile. I soli 7500 spettatori dello stadio creano un clima unico, rendendolo un vero e proprio fortino per Erwin Sanchez e compagni. L’eliminazione europea in Coppa Uefa al secondo turno, per mano della fortissima Roma di Capello (che vincerà lo scudetto) non fa che aumentare la consapevolezza nel gruppo. I giallorossi, infatti, devono sudarsi la qualificazione fino all’ultimo istante contro una compagine che gioca un ottimo calcio e presenta individualità interessantissime. E se ha sofferto la squadra capitolina, composta da autentici fenomeni, figuriamoci le squadre del campionato locale, non propriamente delle corazzate.

Infatti, continuando a ottenere ottimi risultati, il Boavista giunge all’ultima di andata del campionato 2000-01 a soli 2 punti dal Porto capolista ma con lo scontro diretto da giocare. E’ un derby sentitissimo e per di più fondamentale per la classifica. Martelinho sblocca la partita dopo mezzora. Il clima è rovente, in campo e fuori e la blasonata squadra bianco blu ne fa le spese. Deco perde le staffe e si fa espellere al 60′. Nonostante l’inferiorità, il Porto attacca a testa bassa ma non riesce a pareggiare la sfida. Boavista che mette la freccia e sorpassa i rivali di sempre, proprio al giro di boa della stagione!

IL GIRONE DI RITORNO

Conquistata la vetta, il Boavista sfrutta la scia e continua a mietere vittime nel suo magnifico campionato 2000-01. Le inseguitrici, invece, che sono le tre grandi di sempre, compiono qualche passo falso e vedono la capolista allontanarsi, sempre più. La seconda sconfitta stagionale giunge alla quarta di ritorno ed è ancora per mano del Braga, evidentemente bestia nera di Jaime Pacheco. I biancorossi si impongono per 2-1, passo falso che permette al Benfica di farsi sotto. Proprio lo scontro diretto con la squadra di Lisbona, davanti a 82 mila spettatori, diventa uno dei nodi cruciali della stagione.

Il Benfica attacca per tutta la partita, fermata solo dal fortino messo su da Pacheco e dai miracoli di Ricardo. Nel finale, il centravanti olandese Van Hooijdonk sfrutta l’unica incertezza del portiere bianconero e coglie un clamoroso palo. Lo 0-0 permette al Boavista di uscire indenne dal Da Luz e restare in vetta. Il cammino resta micidiale anche nelle giornate seguenti. I panteras vengono fermati sul pari soltanto dal Maritimo, battendo tutte le altre piccole del campionato prima del penultimo scontro diretto.

Stavolta, Sanchez e compagni ospitano lo Sporting e la partita sembra ricalcare quella con il Benfica. I padroni di casa sono palesemente orientati ad accontentarsi di uno 0-0 che, minuto dopo minuto, sembra ormai scritto. Nel finale, però, Martelinho ha una balla buona che calcia di controbalzo, infilando alle spalle del leggendario portiere danese Schmeichel. Il Do Bessa esplode letteralmente e il sogno inizia a diventare sempre più reale (clicca QUI per il video della partita). Lo Sporting è definitivamente fuori dalla corsa, venendo risucchiato a 10 punti. Anche il Benfica appare tagliato fuori, quindi gli unici avversari restano i rivali cittadini del Porto.

IL LEGGENDARIO SUCCESSO

Dopo l’impresa con lo Sporting, il Boavista cavalca l’onda e infila altri tre successi di fila. Il Porto, alle spalle, tiene il passo e rimane a 4 punti, a due giornate dal termine. L’obiettivo è vicino ma non bisogna compiere passi falsi, anche perchè all’ultima giornata c’è lo scontro diretto da giocare al Do Dragao. Nella gara interna contro l’Aves del 18 maggio, il Boavista attacca a testa bassa con la consapevolezza di voler chiudere ogni discorso prima della sfida col Porto. La partita, in effetti, non ha storia fin dall’inizio. La sblocca Sanchez con una micidiale punizione delle sue. Nella ripresa Elpidio Silva e Whelliton la chiudono sul 3-0. E’ grande festa per le strade di Oporto. Per la prima volta nella sua storia, il Boavista ha vinto il campionato. E lo ha fatto interrompendo un’egemonia delle grandi che durava da ben 55 anni.

L’ultima sfida non serve più a nulla. La settimana intera di folli festeggiamenti si fa sentire mentre il Porto scende in campo arrabbiato e voglioso di distruggere l’avversario. Termina 4-0 per i Dragoes ma è una sconfitta che non fa male, anzi non interessa proprio a nessuno. I giochi sono già decisi da giorni e il piccolo club di Oporto ha compiuto una delle più belle imprese di un calcio non molto aperto a certe sorprese. Il Boavista è campione del Portogallo per la stagione 2000-01, per la prima e unica volta nella propria storia. Già dal campionato successivo si tornerò all’abituale routine. Lo Sporting Club acquista Mario Jardel dal Galatasaray e il brasiliano ripaga tutti facendo qualcosa come 42 gol in 30 partite. Un record che gli vale la Scarpa D’Oro ma che, soprattutto, permette ai bianco-verdi di riprendersi il titolo ceduto per un anno al Boavista.

Clicca QUI se vuoi vedere un meraviglioso filmato che racconta tutta la stagione dei Panteras, fino allo storico titolo!

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