Il Berwick Rangers, il “Dream Team” per metà scozzese e per metà inglese!

Berwick Rangers

Per metà scozzesi e per metà inglesi, isolati dal resto del mondo, i cittadini di Berwick hanno un loro club, i Rangers. Denominata “Dream Team”, la piccola società si è tolta la grande soddisfazione di battere i più famosi e gloriosi Glasgow Rangers nel corso della sua storia!

“THE DREAM TEAM”, IL BERWICK RANGERS

Berwick è una piccola cittadina che ti dà subito l’idea di trovarti fuori dal mondo. Sei a circa 4 km dal confine con la Scozia ma il territorio è ancora dell’Inghilterra. Il perenne grigiore del Mare del Nord, le colline del Northumberland e l’isolamento di questa comunità sono il contorno che rendono ancora più caratteristico il luogo. Il fiume Tweed rimarca ancora di più il fatto che sei proprio in mezzo alle due Nazioni. E’ popolata da gente fredda, a primo impatto scorbutica. Parlano con un accento scozzese ma si sentono per lo più inglesi. Eppure rimangono legati strettamente a entrambi i popoli. Quando ci fu la guerra anglo-scozzese nel 1482, decisero di non schierarsi per nessuna delle due parti. Le città più grandi vicine a loro sono Edimburgo a 55 miglia e Newcastle a 63.

Per far capire bene l’enigmaticità di questo popolo, calza a pennello un aneddoto raccontato da Tom Maxwell, scrittore britannico che pubblicò un libro sui Berwick Rangers, la squadra del posto. Entrando in un pub, chiese al gestore se si sentisse più inglese o scozzese. Costui, senza scomporsi minimamente, lo osservò e gli rispose “sono irlandese di Berwick”. Tornando al calcio, per l’appunto esiste un club strettamente legato alla città, i Rangers. Fondato nel 1881, giocò il suo primo match ufficiale soltanto 3 anno dopo. Nei primi anni di militanza, disputava il campionato regionale del Northumberland, pertanto partecipava alla lega inglese. Dal 1906, per questioni prettamente logistiche, chiesero e ottennero di partecipare ai tornei della Football Association scozzese.

UNA STORIA CARATTERIZZATA DALLE DIFFICOLTA’

Spostatosi definitivamente in Scozia, il Berwick Rangers prese parte alla Non-League locale, ossia le serie semi dilettantistiche. Dal 1951, con la riforma piramidale del calcio scozzese, si ritrovano a partecipare alla terza divisione, peraltro l’ultima a livello professionistico. Iniziano qui le prime grandi difficoltà del club, tra pochezza economica e un certo odio da parte delle altre squadre. Tutti i club prettamente scozzesi, infatti, non vedevano di buon occhio una formazione inglese nei loro campionati. Nonostante tutto, però, il Berwick andò avanti e riuscì addirittura a costruire un proprio stadio di proprietà, lo Shielfield Park, nella stagione 55-56.

Nel 1964 il club conobbe la sua crisi più grande perchè si ritrova contro un nemico davvero potente: i Glasgow Rangers. I protestanti di Glasgow, infatti, si ribellano a gran voce alla suddetta ristrutturazione dei campionati datata 1951. Nel loro mirino risultano 4 club, che a loro dire non meriterebbero di partecipare alle leghe scozzesi. In primis, si riferiscono soprattutto al Berwick. Hanno una stadio piccolo e la tifoseria, a loro dire, è farraginosa. Una loro esclusione ridurrebbe il rischio di scontri tra i supportes. In realtà, però, la motivazione è una: un vero scozzese non accetta un inglese in casa propria.

La Fa scozzese, in un primo momento, ascolta le mozioni dei Glasgow Rangers e sentenzia l’esclusione dei Bewees dalle loro competizioni. Ma il piccolo club non demorde e trova un fortissimo alleato nei Celtic. I biancoverdi di Glasgow, ovviamente, non che andare contro i rivali storici dei Rangers e appoggiano la piccola società anglo-scozzese. Grazie all’intervento del presidente dei Celtic, Robert Kelly, e a un suo avvocato di fiducia, il Berwick Rangers e le altre 3 società coinvolte vennero riammesse dalla FA ai tornei scozzesi.

LA STORICA VENDETTA CONTRO I RANGERS GLASGOW

Per poter consumare la propria vendetta, il Berwick Rangers non deve neanche attendere più di tanto. Passano un paio di anni e i sorteggi della Coppa di Lega mettono il piccolo club di fronte ai più blasonati rivali di Glasgow, peraltro detentori del torneo. Un destino beffardo ma che porterà la storia ad un lieto fine. La cittadina vive l’avvicinarsi della sfida con incredibile trepidazione. Lo stadio, quel 28 gennaio del 67, è gremito con 13 mila tifosi locali e sono 300 da Glasgow. I Bewees, in quell’occasione, mostrarono con fierezza le loro radici e l’orgoglio per i propri colori.

I giocatori dei Rangers si ritrovano dentro a un vero e proprio incubo. Vengono accolti da una sassaiola al loro arrivo, col coach che viene colpito in testa. Insultati per tutto il match,  prendono botte in ogni angolo del campo. Al 32′ del primo tempo, Sammy Reid realizza il vantaggio per i padroni di casa. Lo Shielfield Park esplode per l’incredibile vantaggio dei propri beniamini. La contesa si fa ancora più aspra nel corso della ripresa e il centrocampista dei Gers, Jim Forrest, esasperato dagli insulti, risponde ad un tifosi. Ne viene fuori una rissa, sedata prontamente dalla polizia a bordo campo.

Nonostante il forcing offensivo dei Glasgow Rangers, il risultato non cambia più. Per la prima volta nella loro storia, i Gers sono fuori al primo turno di coppa e per lo più contro i piccoli Bewees, da loro attaccati e derisi in più occasioni. A Berwick, il successo viene colto come uno scudetto e i festeggiamenti vanno avanti per giorni e giorni. I pub della città sono pieni di tifosi in estasi e scorrono fiumi e fiumi di birra a bagnare il punto più alto della loro storia calcistica.

LA STORIA RECENTE DEL BERWICK RANGERS

Per anni, nel ricordo di quella epica sfida, forse scandita da un pò troppa violenza, i tifosi del Berwick Rangers verranno etichettati come pericolosi. Nel 2011, il club dello Stranraer, terza divisione scozzese, pressa la federazione affinché le croci di San Giorgio vengano bandite dagli stadi. La dirigenza dei Bewees non si scompone minimamente e addirittura aggiunge la croce di San Giorgio sul materiale ufficiale del club. Non paghi, ci aggiungono anche la croce di Sant’Andrea. Subito dopo l’episodio si scopre un particolare di notevole conto: dietro alla mozione dello Stranraer ci sono ancora i Glasgow Rangers.

E anche stavolta il destino si tinge del giallo-nero di Berwick e condanna, inesorabilmente, i Gers. I quali, un anno dopo l’ennesimo colpo basso ai danni della piccola società anglo-scozzese, falliscono e vengono retrocessi in terza divisione! Ancora una volta è lo scontro diretto a risolvere i problemi tra i due club. Il 26 agosto è la data della grande sfida e nuovamente la cittadina di Berwick risponde presente, vive l’attesa con fibrillazione e riempie in grande quantità lo stadio. La tensione tra le tifoserie raggiunge livelli incredibili. I sostenitori dei Gers subiscono anche piccoli atti vandalici durante il tragitto. La partita termina 1-1 e ancora una volta Davide ha fermato Golia.

Non è esattamente come la vittoria del 1967 ma è comunque un’impresa titanica, viste anche le ingenti somme di denaro spese dai protestanti di Glasgow. Il club dai 54 scudetti in bacheca si ferma sul piccolo campo di una cittadina inglese senza alcuna tradizione calcistica! Poco importa se poi, nelle altre 3 sfide stagionali, i Gers avranno vita piuttosto facile con altrettanti successi. Nella loro storia rimarrà sempre la macchia di essere stati meritatamente puniti da quel piccolo club chiamato come loro ma appartenente alla cittadina di Berwick. Ah, a proposito, la cittadina in questione è nominata, per ben due volte, anche nel libro “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto seppur con un nome italianizzato (Beroicche).

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