Bosnich, numero 1 degli eccessi: il vergognoso saluto nazista agli Spurs

Bosnich saluto nazista

La carriera del portiere Mark Bosnich è stata sempre costellata da tante macchie, la peggiore è sicuramente il saluto nazista rivolto ai tifosi del Tottenham. L’episodio scandalizzò la Premier, anche per i tenui provvedimenti della federazione.

NON SOLO IL SALUTO NAZISTA PER BOSNICH

Il saluto nazista è stato probabilmente il culmine, per Bosnich, di una carriera folle, fin dagli inizi. Arrivato giovanissimo, a soli 16 anni, dall’Australia, si accasa al Manchester United. Qui si impone subito come uno dei portieri under più interessanti a livello mondiale. Esordisce in Premier, disputando 3 partite. Poi è costretto a salutare tutti perché non gli viene rinnovato il permesso di soggiorno.

Ritornato in patria, riprende a giocare con la sua vecchia squadra, il Sidney Croatia. Curiosamente, i suoi genitori erano proprio di origine croata. A questo punto, pur di tornare in Inghilterra a giocare, Mark Bosnich architetta un piano. Sposa una giovane ragazza di Manchester, Lisa Hall. È il classico matrimonio di convenienza, che si svolgerà a Sidney. Finalmente apposto dal punto di vista burocratico, Bosnich può tornare in Premier. Ad acquistarlo è l’Aston Villa, nel 1992.

IL VERGOGNOSO GESTO

L’avventura ai Villans inizia subito benissimo per il portiere australiano. In pochissimo tempo si guadagna il posto da titolare. Ha fisico, personalità, ottimi riflessi. Potenzialmente ha tutto per diventare uno dei migliori numeri 1 al mondo. Inoltre, ha una dota innata nel parare i calci di rigore. Nell’avventura a Birmingham ne neutralizzerà svariati, di cui tre in una sola partita. Intanto, dopo essersi accertato che il ministero inglese aveva smesso di indagare sulla presunta convenienza del matrimonio, nel 94 divorzia.

Ma veniamo all’episodio incriminato. Nel gennaio del 95, Bosnich si rende protagonista di un intervento killer su Jurgen Klinsmann. L’attaccante del Tottenham viene colpito con una ginocchiata in testa e perde i sensi per 4 minuti. I sostenitori degli Spurs, che già ricordavano negativamente il portiere per due rigori parati contro di loro, lo prendono di mira. Nel campionato successivo, il 95-96, al primo incrocio, iniziano a bersagliarlo. Cori, insulti, prese in giro.

L’australiano, esasperato, non ne può più e reagisce nel peggiore dei modi. Già noto per le sue idee di estrema destra, Mark Bosnich si volta verso la curva del Tottenham e fa il saluto nazista. Non pago, si porta anche un dito sotto al naso a imitare i baffetti di Hitler. I tifosi degli Spurs sono da sempre riconducibili alla fede ebraica. L’ovvio disdegno fece scoppiare un putiferio in tutta l’Inghilterra.

LE CONSEGUENZE

Ormai spalle al muro, Bosnich prova a giustificare il vergognoso saluto nazista in un’intervista alla BBC. Spiega che la sua era solo un’imitazione di Basil Fawlty in una nota sit com britannica. Le bislacche scuse, ovviamente, non vengono accettate. Tutti sono in attesa di un’esemplare punizione da parte della FA.

La federazione inglese, invece, sorprende tutti e gli commina una semplice multa di 1000 sterline. È sdegno totale ma Bosnich fa spallucce, paga e torna tranquillamente alla sua vita. Rimane all’Aston Villa fino al 1999, continuando ad avere un rendimento altissimo. Sfruttando la legge Bosman, si svincola e si accasa al suo vecchio amore: il Manchester United.

IL RITORNO AI RED DEVILS

Allo United è voluto da Ferguson per sostituire una vera icona come Schmeichel. Sir Alex capisce immediatamente di aver fatto una stupidaggine. Bosnich, al di là del famoso saluto nazista, è un pessimo professionista. Mangia di continuo, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Si ingozza di panini, zuppe e soprattutto bistecche. Inoltre beve una quantità spropositata di cappuccini, anche 4-5 alla volta, uno dietro all’altro. Il rendimento, già nel precampionato, non è eccezionale e lo United corre ai ripari acquistando Massimo Taibi

A proposito, se ti interessa approfondire l’avventura del portiere italiano in Premier, leggi anche: Massimo Taibi al Manchester United, un sogno che si è infranto subito!

Tuttavia, il rendimento di Taibi è disastroso e Ferguson è costretto a riaffidare la maglia da titolare a Bosnich. Il portiere ripaga con buone prestazioni e a fine anno la squadra vince la Premier e l’Intercontinentale. Andrà decisamente meno bene nella stagione seguente. I problemi di peso di Mark iniziano a farsi consistenti, la sua forma è a dir poco approssimativa e finisce ai margini.

GLI ALTRI ECCESSI

Nella sua ultima annata allo United, avendo ormai capito che non c’era più spazio per lui, Bosnich si lascia completamente andare. Viene arrestato il giorno delle seconde nozze, quando, completamente ubriaco, picchia un paparazzo. Poi, assieme al compagno Dwight Yorke, viene coinvolto in uno scandalo a luci rosse. I due, infatti, si riprendono in un videotape mentre fanno un festino fetish con due ragazze. La sbadataggine di Yorke fa si che l’attaccante si perde il nastro per strada, che ovviamente diviene di dominio pubblico.

A fine annata si accasa a costo 0 al Chelsea come terzo portiere. Interrotto anche il secondo matrimonio, Bosnich inizia una relazione distruttiva con la modella Sophie Anderton. Succube della ragazza, diventa dipendente della cocaina. Scommette, con la modella, che per ogni striscia di coca sniffata da lei, lui sarebbe stato in grado di tirarne su il doppio. Viene trovato positivo ad un controllo doping, squalificato dalla FA e licenziato dal Chelsea. Ormai depresso, ha però un’improvvisa impennata di orgoglio e rialza la china.

LA RISALITA

Dopo aver lasciato Sophie Anderton dichiara che la ragazza gli ha distrutto la vita. Riesce a disintossicarsi e ricomincia ad allenarsi. Ce la mette tutta e torna ad un peso accettabile. La famiglia gli si riavvicina e lo aiuta nel percorso. Torna così a giocare, in patria, dopo una lunghissima inattività di 5 anni. Sono i Mariners a dargli un’occasione. L’ormai 36enne disputa una manciata di partite.

Successivamente si tessera con i Sidney Olympyc, con cui chiude la carriera al termine del 2009. Appesi i guanti al chiodo, l’australiano diventa un noto commentatore sportivo per la tv nazionale. Dichiarerà di essere stato un pazzo. Citando Martin Luther King, afferma che “La vita non è degna d’essere vissuta se non si trova qualcosa per cui vale la pena morire”. Questa la controversa carriera di Mark Bosnich, che in Inghilterra verrà sempre ricordato per quel vergognoso saluto nazista.

 

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