Boca Juniors-River Plate: la leggendaria finale di Copa Libertadores!

Boca Juniors River Plate

11 novembre 2018. Una giornata storica per molti argentini, una di quelle giornate che restano in eterno nel cuore e nei ricordi di chi le ha vissute. E’ la prima volta nella storia che in finale di Copa Libertadores si affrontano Boca Juniors e River Plate. E’ il Superclasico più importante di sempre.

BOCA JUNIORS-RIVER PLATE: LA STORIA DEL CALCIO ARGENTINO

Ma prima bisogna fare un passo indietro. Un passo lungo circa sette anni. E’ il 26 giugno del 2011 e il River Plate gioca contro il Belgrano lo spareggio salvezza per evitare la retrocessione. La gara finisce 1-1, ma non basta a salvare “El màs grande”, sconfitto per 2-0 nella gara d’andata. E’ la prima retrocessione nella storia del club. Il punto più basso mai toccato dal River Plate. La dirigenza decide di cambiare l’allenatore sulla panchina e ad arrivare è Marcelo Gallardo, ex giocatore del River e autore di uno storico goal contro l’Independiente. Da qui la storia cambia e in soli sette anni da reietto del calcio argentino, macchiatosi del peccato della retrocessione, il River Plate torna a giocare la partita più importante di tutto il calcio sudamericano, contro l’avversario di sempre: il Boca Juniors.

IL MATCH D’ANDATA IN CASA DEL BOCA JUNIORS

La gara d’andata si gioca l’11 novembre a Buenos Aires, in casa del Boca. Davanti ai 50’000 presenti all’Estadio Alberto J. Armando ha inizio una sfida già destinata alla leggenda per il solo fatto di essere esistita. Il goal del vantaggio arriva al 34′ grazie a Ramòn Ábila che manda in delirio i tifosi di casa. Ma a mozzare gli entusiasmi dopo solo 90 secondi è Lucas Pratto, che riporta la situazione in parità. Nel recupero del primo tempo torna in vantaggio il Boca, grazie alla rete di Dario Benedetto, entrato dalla panchina. Ma al 61′ della ripresa il River ritrova il pareggio con l’autogoal di Carlos Izquierdoz, chiudendo sul 2-2 la gara d’andata.

LE RISSE, I RINVII E LA GARA AL BERNABEU

Il ritorno si sarebbe dovuto dunque disputare la settimana seguente, il 24 novembre. Durante l’arrivo dell’autobus del Boca Juniors, però, alcuni tifosi del River si scagliano contro la vettura rompendo i finestrini e lanciando spray al peperoncino all’interno di questo, ferendo lievemente alcuni giocatori. La partita viene quindi ritardata inizialmente di un’ora, poi due, fino ad essere rinviata al giorno seguente. Ma la dirigenza del Boca, rabbiosa per quanto accaduto, chiede che la gara si disputi a parità di condizioni. La richiesta viene accettata dal CONMEBOL, che decide che il match si disputerà in Spagna, allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, il 9 dicembre 2018, per garantire la totale parità di condizioni ad entrambe le squadre. Prima della gara d’andata le squadre di comune accordo avevano deciso per motivi di sicurezza di vietare l’ingresso ai tifosi in trasferta, accordo modificato in seguito al trasferimento della partita di ritorno. Vengono assegnati 5’000 biglietti a squadra, oltre ai 25’000 venduti dal Real Madrid ai tifosi residenti in Spagna.

“EL MAS GRANDE” RIVER PLATE SULLA VETTA DEL CALCIO SUDAMERICANO

Finalmente il secondo atto del Superclasico può avere inizio. Davanti a 72’000 persone si gioca il ritorno fra Boca e River, in una cornice del tutto insolita. Il goal del vantaggio lo segna Benedetto, autore di una rete anche all’andata, al 44′ del primo tempo. A pareggiare è il solito Lucas Pratto, che al 68′ riporta in parità la sfida. Non bastano i tempi regolamentari a decidere chi deve portarsi in patria la coppa. E ai supplementari si decide la storia di un club. Wilmar Barrios del Boca Juniors viene espulso a solo due minuti dall’inizio dei suppelementari, lasciando ila squadra in dieci uomini. Arriva allora la rete del River grazie a Juan Quintero, che approfitta del momento di schock dei giocatori del Boca. E come se già non bastasse, a dare la mazzata finale al Boca è l’infortunio di Fernando Gago al 116′, che lascia in nove la squadra. Ma il River non si impietosisce e chiude definitivamente i conti al 122′ con la rete di Gonzalo Martinèz che a 60 giorni dall’inizio della sfida chiude definitivamente i conti. Cala così il sipario su uno dei paragrafi più belli e affascinanti della storia del calcio sudamericano, con la gloria per il River Plate, rinato come la fenice dalle ceneri di quella indimenticabile retrocessione accaduta soli sette anni prima della grande vittoria.

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