Agli albori di un fuoriclasse: Robert Lewandowski bomber del Lech Poznan

Robert Lewandowski Lech Poznan

Un appena 20enne Robert Lewandowski, reduce da due ottime stagioni nelle divisioni inferiori polacche, fu acquistato dal Lech Poznan. Pur non venendo schierato costantemente da titolare o dovendosi talvolta sacrificare fuori ruolo, il centravanti riuscì presto a imporsi. Dopo due anni, ricchi di gol e assist, firmò per il Borussia Dortmund. Da lì, ebbe inizio la sua straordinaria carriera internazionale!

ROBERT LEWANDOWSKI, LE DIFFICOLTA’ PRIMA DEL LECH POZNAN

Nei primi anni del 2000, Robert Lewandowski è un giovane adolescente che tifa veracemente il Legia Varsavia e sogna di difenderne i colori. Con un padre calciatore e judoka e una padre pallavolista, lo sport entra immediatamente nel suo sangue. Mostra doti atletiche importanti ma, soprattutto, con il pallone sembra davvero saperci fare. Gioca da centravanti ma, essendo anche abbastanza veloce, sa disimpegnarsi anche negli altri ruoli. Tesserato con il Delta Varsavia, piccola società della capitale polacca, fa tutta la trafila nelle giovanili, fino a debuttare in prima squadra a soli 16 anni. Tanto bastano per mostrarsi già pronto e mettere a referto 4 gol. Un bottino che, evidentemente, attira l’attenzione della sua squadra del cuore, il Legia, che a fine anno lo preleva.

E’ il sogno che si realizza, anche se il percorso sembra essere appena iniziato. Ovviamente, data la giovane età e la feroce concorrenza, Lewa viene aggregato alla squadra riserve. Dopo poche partite e un paio di reti segnate, subisce un bruttissimo infortunio che fa temere addirittura per la sua carriera. Lotta per rientrare ma, suo malgrado, scopre che il Legia, in definitiva, non crede più in un suo pieno recupero e lo svincola senza pudore. Rimasto libero, il giovane attaccante accetta l’offerta dello Znicz Pruszków, un piccolo club di Terza Divisione. Ha soltanto 18 anni ma mostra una crescita disarmante fin dalle prime uscite e si rivela determinante per le sorti della squadra. Nella prima stagione ne fa 15 e aiuta i suoi a guadagnare la promozione in Seconda Divisione. Qui, è addirittura devastante e segna ben 21 gol.

IL GRANDE SALTO E LA CONCORRENZA

Al di là dei numeri, appare evidente che quel ragazzo abbia talento. E’ completo, sa giocare per la squadra, fornire assist, fare la lotta con i difensori ma anche regalare giocate di qualità e fare gol. Certo, è reduce da ottime stagioni ma giocate nelle divisioni inferiori polacche, però i mezzi ci sono e per i top club polacchi è quasi d’obbligo manifestare interesse nei suoi confronti. Così, nell’estate del 2008, si scatena una vera e propria asta per assicurarsi le prestazioni di Robert. Inizialmente, la società che più si avvicina ad acquistarlo è il Legia Varsavia. I bianco-verdi, avendo capito la sciocchezza fatta appena due stagioni prima, lo trattano a lungo ma non sembrano intenzionati a spendere grosse cifre. Inoltre, lo Znicz, avendo fiutato la situazione, gioca intelligentemente al rialzo e la mossa spazientisce i dirigenti del Legia. A tirar fuori il club capitolino dalla bagarre per acquistare il centravanti, ci pensa direttamente il DS Mirosław Trzeciak.

Costui, in un’intervista diventata celebre in Polonia, afferma che in squadra c’è già Arruabarrena e che la sua presenza renderebbe inutile l’acquisto del giovane Lewa. Detto e fatto, perché il Legia, forse per strategia o forse perché davvero convinta dall’analisi del suo direttore, si defila e lascia spazio ad una storia rivale. Il Lech Poznan acquista Robert Lewandowski e lo mette a disposizione del tecnico Franciszek Smuda. Costui, un vero e proprio santone del calcio polacco, decide di centellinarne inizialmente l’impiego per non bruciarlo e farlo adattare al meglio alla nuova realtà. Nel ruolo di centravanti, gli preferisce molto spesso Hernan Rengifo, un peruviano dal buon fiuto del gol. Lewa, pertanto, si sdoppia nel ruolo di attaccante di scorta o di punta esterna quando viene invece mandato in campo dall’inizio.

L’ESPLOSIONE DI ROBERT LEWANDOWSKI AL LECH POZNAN

Che sia una questione di tempo, prima di vederlo titolare, è una convinzione comune. Dopo i primi mesi, passati a capire i ritmi del calcio che conta e prendere le misure con le rudi marcature dei difensori, Lewandowki inizia a mostrare il suo grande talento. In Coppa UEFA, ad esempio, è uno dei trascinatori del Lech, che compie un cammino alquanto interessante. Partito dai turni preliminari, il club polacco si spinge fino ai Sedicesimi di Finale, superando anche la fase a gironi. Robert mette a segno ben 3 gol nelle prime 4 partite, salvo poi incepparsi. Ad estromettere i polacchi dalla competizione ci pensa l’Udinese, in un doppio confronto molto equilibrato e deciso da una zampata di Di Natale nel finale della gara di ritorno. Poco male, perché il Lech Poznan ha ancora obiettivi concreti sui quali fondare la propria stagione. In campionato, il club si accontenta del terzo posto, con un finale di torneo in grande crescendo per il giovane Lewa.

Costui segna ben 14 gol nella sua prima stagione di Ekstraklasa, fornendo anche 7 gol. L’annata del Lech Poznan e del suo bomber Robert Lewandowski, trova comunque soddisfazione nella Coppa Nazionale. I Ferrovieri, soprannome del club, arrivano fino in finale, battendo per 1-0 il Ruch Chorzow. Chiamato a confermare quanto di buono mostrato, il centravanti, nel suo secondo anno al Lech, si prende completamente la scena. Ormai titolare inamovibile, mostra una crescita quasi disarmante. Spinge i suoi alla vittoria in Supercoppa, permettendo al nuovo tecnico Zielinski di mettere in bacheca il primo trofeo. Poi, pur non riuscendo a fare strada in Europa, è determinante in campionato. Ben 18 gol, che gli valgono il titolo di capocannoniere e, soprattutto, portano il club a vincere il torneo dopo ben 17 anni di digiuno. Lewandowski, a tratti micidiale nella stagione, ha sfruttato a pieno anche i rifornimenti dei compagni di reparto Sławomir Peszko e Tomasz Mikołajczak.

UN UOMO MERCATO DELL’ESTATE 2010

Il nome di Robert Lewandowski, autentico trascinatore del Lech Poznan, è ormai sulla bocca di tutti. Il sito internet imscouting.com lo inserisce tra i 10 giovani più promettenti al mondo. The Times, noto quotidiano britannico, lo pone in una lista dei 50 Under 23 più forti in circolazione. Tuttavia, c’è ovviamente da specificare che il calciatore, seppur dotato di grandi mezzi, è reduce da due campionati giocato in Polonia, non esattamente il campionato più probante d’Europa. Per questo, molti club interessati non appaiono disposti a investire grosse cifre. Molti intermediari lo propongono un po’ ovunque, riscontrando buoni feedback sul loro interessato ma poche offerte concrete. In Italia , ad esempio, Zibi Boniek ne sponsorizza caldamente l’acquisto. E’ doveroso specificare come l’ex campione di Juve e Roma sia spesso fin troppo tenero e patriottico nei giudizi verso i suoi connazionali, spesso azzardando paragoni improponibili.

Nel caso di Lewandowski, però, Boniek ci ha visto lunghissimo. La Roma è una delle prime società con cui il dirigente polacco parla. I giallorossi, nella figura del DS Pradè, affermano di apprezzare il calciatore ma avendo poca liquidità preferiscono investire su un attaccante affermato, prendendo Borriello. Dopo altri approcci italiani di vario genere, il bomber è ad un passo dal Genoa, tanto da svolgere perfino le visite mediche. E’ quasi tutto definito, con il polacco proto a mettersi a disposizione di Gasperini e affiancare Palacio ma, proprio all’ultimo, i due club non trovano l’accordo. Lewa fa ritorno al Lech Poznan, aspettando di conoscere il futuro. Assiste alla trattative frenetiche con Blackburn Rovers e Shaktar Donetsk ma alla fine finisce in Germania, all’ambizioso Borussia Dortmund di Jurgen Klopp. Un anno di apprendistato alle spalle del bomber paraguiano Barros, prima di esplodere definitivamente e diventare il magnifico centravanti che tutti conosciamo!

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