Sergio Brio e l’esordio in bianconero: rimandato per il sopracciglio

sergio brio

Sergio Brio, lo stopper della Juventus anni 80′

Sergio Brio è stato uno dei difensori-stopper più forti nella storia del calcio. Perno fondamentale in quella Juventus stellare degli anni 80′ insieme a Platini, Scirea, Cabrini, Paolo Rossi e cosi via. Ciò che colpiva del numero 5 bianconero era la sua professionalità, mai una parola fuori posto e sempre agli ordini di Trapattoni. Un esempio. Il suo compito una volta arrivato a Torino non era del tutto semplice: prendere l’eredità di un altro grande, Francesco Morini. Venne soprannominato ‘Acciaio’ per il suo carattere – ruvido ma efficace – e per il suo stile tecnico. Storici i suoi sganciamenti sui calci piazzati che trasformava quasi sempre in gol.

Come di storico furono le sue marcature su Roberto Pruzzo, visto anche la grande rivalità tra Juventus e Roma in quegli anni. Un esempio lo scudetto 80/81, un annata compromessa anche dal Totonero e che vide Juventus, Roma e anche Napoli darsi battaglia fino alla fine. A spuntarla saranno i bianconeri che vinceranno il loro 19° scudetto.

Quando Furino gli spaccò il sopracciglio

Brio venne intravisto dal Presidente Boniperti durante uno stage delle nazionali juniores e venne acquistato nel 1974 dal Lecce. Arrivò alla Juventus, la squadra di cui faceva il tifo fin da bambino. Dopo una stagione di apprendistato nelle giovanili venne girato in prestito alla Pistoiese, dove rimase per 3 stagioni totalizzando 59 presenze e 5 gol nelle prime due annate di C e contribuì in maniera sostanziosa alla vittoria del campionato 76/77 che garantì il ritorno dei toscani in cadetteria dopo quasi 30 anni. Nell’estate del 78′ fece ritorno nel capoluogo Piemontese, inizialmente come rincalzo di Morini che però se ne andò al Toronto per chiudere la carriera. Il debutto di Brio sarà rimandato settimane dopo, al 18 marzo 1979 in un Juventus-Napoli finito 1-0.

In pochi sanno il perchè. Sergione d’acciaio doveva esordire contro il Bologna 2 settimane prima. Trapattoni non vedeva l’ora di farlo giocare, stravedeva per lui. Ma nella partitella settimanale, per un eccesso di irruenza da parte di un compagno di squadra il colosso leccese finì dritto dritto in infermeria. Un gesto causato dall’indomabile Beppe Furino e la sua voracità. In pratica spintonò l’incolpevole Koetting che di conseguenza finì addosso a Brio spaccandogli l’arcata sopraccigliare. Gli misero una serie di punti che di fatto causarono lo slittamento del suo debutto. Per fortuna fu un piccolo infortunio che non ostacolò la sua immensa carriera Juventina.

LEGGI ANCHE: GIOVANNI KOETTING E IL SUO UNICO GOL SEGNATO SULLA SCENA DI ZICO E PLATINI