Safet Susic, il talento slavo promesso sposo bigamo di Inter e Toro

Safet Susic

Safet Susic, uno dei migliori talenti del Brasile d’Europa che sfiorò la Serie A

Safet Susic è stato uno dei calciatori più talentuosi espressi dal calcio jugoslavo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Un giocatore che ha legato la sua carriera a tre squadre: il Sarajevo, il Paris Saint-Germain e il Red Star. Agli inizi degli anni Ottanta sembrava molto vicino ad approdare nella nostra Serie A, all’epoca il campionato più bello del mondo. Ma la storia andò molto diversamente. Tra poco scopriremo perché.

Il fantasista della diabolica finta “kičma”

Classe 1955, Safet Susic, bosniaco di nascita, iniziò la sua carriera calcistica nelle file del Sarajevo, dopo un breve passaggio al Krivaja, squadra di  Zavidovići, la squadra della sua città natale. La sua esperienza con la squadra della capitale bosniaca duro quasi un decennio con un bottino personale di 600 presenze e 400 reti. A ciò si aggiunse anche un titolo di capocannoniere del campionato jugoslavo nella stagione 1979/80 con 21 gol segnati. Niente male per un giocatore abituato a giocare prettamente come trequartista, dotato di ottima tecnica. In Jugoslavia divenne famoso per una micidiale finta del suo repertorio chiamata kičma (in serbo-croato “colonna vertebrale”) con la quale spiazzava letteralmente i suoi avversari. Insomma, un talento che aveva tutte le carte in regola per sfondare anche all’estero, magari in un campionato come la Serie A. E così sembrava essere. Ma così non fu.

Quando Safet Susic sedusse e abbandonò  Inter e Torino per finire al PSG

Nel 1982, un certo Luciano Moggi, all’epoca direttore sportivo del Torino, mise gli occhi sul talento di Safet Susic. Il dirigente granata fece sul serio. Tanto che, il 29 aprile, volò a Sarajevo e dopo una trattativa annunciò di aver ingaggiato la stella della Jugoslavia. Peccato però che si scoprì poco dopo che “Pape”, come veniva soprannominato, aveva firmato anche un altro contratto in simultanea con l’Inter. Nacque un contenzioso tra le due società che però alla fine dovettero arrendersi entrambe. L’approdo in Serie A di Susic saltò definitivamente e in quell’estate di quarant’anni si trasferì invece in Francia al Paris Saint-Germain. All’ombra della Torre Eiffel il talento bosniaco diventò una colonna del club parigino giocandovi per nove anni e vincendo la Coppa di Francia e il primo campionato nella storia del PSG. Con buona pace di Inter e Toro che abboccarono alla sua micidiale finta, stavolta dietro una scrivania.

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