Quini, il centravanti del Barcellona che fu vittima di un rapimento!

Quini rapimento

Cinque volte Pichichi della Liga, il forte attaccante del Barcellona, Quini, fu vittima di un rapimento nel marzo del 1981. Il clamoroso episodio sconvolse tutta la Spagna. Fu rilasciato 25 giorni dopo.

IL RAPIMENTO DI QUINI

E’ il 1° marzo del 1981 e il Barcellona ha appena chiuso la sua fatica domenicale battendo l’Hercules. Un 6-0 netto, al termine di una prestazione di squadra sensazionale.  Due delle reti in questione, tra l’altro, portano proprio la firma di Quini e questa non è una novità. E’ un attaccante fenomenale, uno dei più forti che la Spagna abbia mai prodotto. Coraggioso e generoso, in barba all’egoismo di tanti colleghi. Ma, allo stesso tempo, anche estremamente tecnico e assai letale sotto porta. Un dato supportato dai numeri, visto che è ancora oggi tra i 10 cannonieri di tutti i tempi della Liga. La doppietta all’Hercules porta El Brujo (lo Stregone) ancor più saldamente in vetta alla classifica dei cannonieri a 18 gol.

Per il Barcellona è una vittoria molto importante, visto che permette alla squadra di arrivare nelle migliori condizioni allo scontro al vertice con l’Atletico Madrid, davanti a +2. La squadra di Helenio Herrera (già, proprio lui, il Mago) vi arriva con l’entusiasmo a mille e, soprattutto, con la micidiale arma rappresentata da Quini. Nessuno può immaginare ciò che sta per accadere. Alle 19:30 circa, il bomber lascia gli spogliatoi del Camp Nou. E’ diretto verso l’aeroporto per accogliere la sua famiglia, arrivata da Oviedo e pronta a supportarlo nella settimana che precede la sfida all’Atletico. A quell’appuntamento, però, Quini non arriverà mai perchè alle 21, mezz’ora prima dell’arrivo dell’aereo, è vittima di un clamoroso rapimento.

I DETTAGLI DELLO SCONVOLGENTE EPISODIO

Solo pochi minuti prima del rapimento, Quini parla per telefono con il suocero. Poco dopo, un vicino dichiara di averlo visto in compagnia di 3 persone. Per ore non si sa nulla, il centravanti è sparito. La sua auto viene ritrovata il giorno dopo a 200 metri dalla sua abitazione. Vi sono ancora le chiavi nel cruscotto, chiaro segnale che qualcosa di brutto è accaduto. Solo in serata si viene a scoprire la verità ed è agghiacciante. Membri di estrema destra (il Battaglione catalano spagnolo) affermano di averlo rapito. A loro dire, il giocatore verrà liberato soltanto dopo la sfida contro l’Atletico. Loro, infatti, accusano il Barcellona di essere una squadra “separatista” e non vogliono che vinca lo scudetto. A confondere ancor più le acque, nella notte arriva un’altra rivendicazione.

Un membro del movimento Pre dichiara di aver rapito il centravanti e di volere 4 miliardi di lire dal Barcellona per rilasciarlo. Notizie più concrete sullo stato di salute di Quini arrivano il giorno seguente. Lo stesso attaccante, infatti, telefona alla moglie su concessione dei rapitori. Dichiara di stare bene e di non preoccuparsi. Intanto, la sfida con l’Atletico Madrid si avvicina e i Colchoneros si rendono protagonisti di un bel gesto. Telefonano ai rivali del Barcellona e propongono il rinvio della partita. L’ipotesi, seppur gradita, viene però rigettata da Helenio Herrera, che dichiara di voler dedicare la vittoria a Quini. Segretamente, intanto, il Barcellona stesso avvia delle trattative con i rapitori per la liberazione del loro centravanti. Nella loro mente inizia a balenare l’idea che i rapitori non siano gruppi estremisti, bensì comuni criminali.

IL RILASCIO DI QUINI DAL RAPIMENTO

Il rapimento di Quini, oltre che sconvolgere la Spagna intera, tarpa totalmente le ali al Barcellona di Herrera. Nonostante i propositi di HH di dedicare le partite seguenti al proprio attaccante, le cose andranno diversamente. Senza il bomber principe della squadra, i Blaugrana entrano in un vortice nero. Perdono 1-0 lo scontro diretto con l’Atletico Madrid. Successivamente, dicono addio alle speranze di rimonta fermandosi anche contro Salamanca (sconfitta 2-1) e Saragozza (0-0). Intanto, però, Quini continua a rimanere in mano ai propri rapitori. Si arriva alla sosta delle Nazionali. La Spagna, che si prepara a ospitare il seguente Mondiale, è ospite dell’Inghilterra a Wembley. Un tempio dove la Roja non è mai riuscita a vincere. Seppur priva del proprio centravanti, la selezione iberica compie l’impresa e si impone 2-1.

Ma la notizia più bella, per tutto il popolo spagnolo, arriva all’intervallo della partita Quini è stato finalmente liberato. Nello spogliatoio si tira un vero e proprio sospiro di sollievo. Al termine della gara, la festa e doppia e stavolta si che il successo si può dedicare al centravanti. El Brujo viene ritrovato in un’officina a Saragozza, al numero 13 della calle Geronimo Vicent. Era chiuso in uno scantinato, mantenuto con panini e acqua per tutta la durata della reclusione. Con lui, c’è uno dei tre malviventi che lo hanno rapito e, ovviamente, viene subito arrestato. Malviventi che si dimostrano decisamente poco “preparati” dato che la polizia risale al luogo grazie alle numerose intercettazioni telefoniche a loro carico.

IL RITORNO IN CAMPO

Le immagini della liberazione di Quini dal rapimento fanno il giro del mondo. Il ragazzo, però, ha grande voglia di tornare in campo e già il mattino seguente si mette a disposizione del Mago HH. Prende anche parte all’amichevole infrasettimanale, siglando due gol. L’allenatore, tuttavia, decide di non schierarlo la domenica seguente al Bernabeu nel Clasico contro il Real Madrid di mister Boskov. Inoltre, dopo aver rifiutato i precedenti rinvii, Herrera prova a chiedere di far ripetere le partite giocate senza Quini. Una richiesta che, ovviamente, non verrà neanche presa in considerazione. A Madrid, per i Blaugrana, sarà una disfatta totale. Un 3-0 senza attenuanti che segnerà la definitiva resa dei catalani nella corsa scudetto. Nella quale, invece, torna prepotentemente il Real, con l’Atletico che inizia a perdere pericolosamente colpi.

Il ritorno ufficiale in campo di Quini avviene il 5 aprile nel corso della gara interna contro il Valladolid. El Brujo entra nei 10 minuti finali, col Barcellona che vince la partita per 2-1. Si dimostra ancora lontano da una condizione ottimale e al termine dell’incontro, con grande professionalità, si scusa con i tifosi. Quini, tuttavia, torna a fare ciò che gli riesce meglio (il gol) nel finale di campionato. Segna due reti nelle ultime tre partite ma non servono al Barcellona per sovvertire una classifica che si è fatta difficile. I blaugrana sono addirittura quindi. Quarto termina il Valencia, terzo l’Atletico (dopo aver condotto a lungo la Liga) e secondo il Real Madrid. Lo scudetto, clamorosamente, va alla Real Sociedad. Curiosamente, i baschi vinceranno il titolo a 30 secondi dal termine con un gol di Zamora contro lo Sporting Gijon, società della quale Quini è stato una vera leggenda!

IL RITIRO E LA MORTE

Il Barcellona di Herrera, tuttavia, riesce a salvare parzialmente la stagione con la Coppa del Re. La finalissima, giocata proprio contro lo Sporting Gijon, vede i Blaugrana vincere per 3-1. Quini segna le prime due reti contro la sua vecchia squadra, di cui è tutt’oggi miglior realizzatore della storia con ben 272 gol. Il centravanti gioca altre 6 stagioni, prendendo parte anche all’amaro Mondiale 82 per la sua Spagna. Qui, non riuscirà mai a entrare in condizione e vedrà il campo solo per 3 spezzoni di gara. Dopo la competizione, tra l’altro, dirà addio alla Seleccion, con cui ha giocato 35 partite e segnato 8 gol.  Nel 1984 lascia il Barcellona e fa ritorno al suo Sporting Gijon. Ormai, però, è solo il lontano parente del grande attaccante che fu. Gioca altri 3 anni, senza riuscire mai ad avvicinarsi ai livelli del passato.

Chiude al termine della stagione 86-87, giocando la sua ultima gara proprio contro il Barcellona (vinta per 1-0). Si ritira a 35 anni, con ben 5 titoli di Pichichi (capocannoniere della Liga) vinti in carriera. Un onore toccato a pochissimi altri illustri colleghi nella storia del calcio spagnolo. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, lega il proseguo della sua vita al club che ha amato di più: lo Sporting Gijon. Ne diviene dirigente, consigliere e anche ambasciatore per molti anni. Se ne va tragicamente il 27 febbraio del 2018 mentre è alla guida della sua auto. Viene colto da un’infarto per le vie di Gijon, all’età di 68 anni. (Clicca QUI per vedere l’omaggio del pubblico dello Sporting allo stadio). Quini è stato un grandissimo centravanti, anche se, purtroppo, l’episodio che ha fatto più clamore nel corso della sua carriera resta quel maledetto rapimento del 1° marzo 1981…

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