Quando Pippo Maniero, a 33 anni, si trasferì ai Glasgow Rangers in Scozia

Pippo Maniero Glasgow Rangers

Nell’estate del 2005, rimasto svincolato dopo il fallimento del Torino, Pippo Maniero decise di firmare per i Glasgow Rangers. Il centravanti, tuttavia, tra condizione precaria e rapporti non idilliaci con il tecnico McLeish, non fu mai convocato. Dopo 40 giorni, salutò la compagnia e tornò in Italia.

PIPPO MANIERO E IL PASSAGGIO AI GLASGOW RANGERS

Pippo Maniero è uno dei centravanti iconici della nostra Serie A di fine anni 90 ed inizio nuovo secolo. Il classico bomber di provincia, di quelli che, in una corsa per la salvezza, possono essere determinanti. Tanta gavetta, poi la A finalmente assaggiata con il “suo” Padova. Poi un’esperienza alla Sampdoria, che  lo strappò alla Roma, costringendo i giallorossi a ripiegare su Marco Branca. E ancora Verona, Parma, la grande chance al Milan di Capello e il ritorno in provincia. Gli anni migliori li spende a Venezia, sotto la gestione di Novellino. In coppia con Recoba, il primo anno, contribuì ad una salvezza miracolosa. Dopo 4 stagioni, culminata con una retrocessione dei veneti, nonostante i suoi 18 gol, decide di cambiare casacca.

Finisce all’ambizioso Palermo in B, siglando 15 reti stagionali. Va meno bene a Brescia in A e quindi torna in cadetteria con il compito di riportare in massima serie il Torino. L’impresa riesce ma il suo contributo non è indimenticabile. Solo 5 reti e diversi guai fisici, che fanno pensare che l’ormai 32enne sia in fase calante nella sua carriera. In estate, però, accade un fatto importante: i granata annunciano il fallimento societario. Tutti i calciatori della rosa si ritrovano senza contratto. Maniero, non sentendosi più  in condizione, inizia a meditare il ritiro. I giorni passano, qualche offerta arriva ma niente di così interessante da fargli cambiare idea. Poi, proprio a fine mercato, Pippo Maniero riceve una chiamata dai Glasgow Rangers.

I RANGERS DEL MANAGER ALEX MCLEISH

I Gers sono reduci dall’ottima stagione 2004-2005, che li ha visti vincere sia il campionato che la Coppa di Lega. Il tecnico è l’ex gloria del calcio scozzese, Alex McLeish. Subentrò nel 2001-2002 all’esonerato Advocaat e da quel momento ha preso pieno possesso della gloriosa panchina dei Rangers, a suon di successi. La sua è una squadra forte, attrezzata per ripetere l’impresa in patria e per fare anche un buon cammino europeo. Tra i pali c’è il tedesco Stefan Klos, ex numero 1 del Borussia Dortmund campione d’Europa. In difesa, sulla destra gioca il compianto olandese Ricksen mentre al centro ecco il greco Kyrgiakos. In mediana, spiccano il capitano Barry Ferguson e il belga Buffel. Davanti, sull’esterno fa la differenza il danese Lovenkrands; lo spagnolo Nacho Novo è chiamato a dare qualità, mentre il ruolo di centravanti è un’incognita, al di là di Dado Prsò.

Ci sarebbe il giovane Kris Boyd, ma la sua tenuta a livello europeo è del tutto da scoprire. Le alternative non convincono in pieno, così McLeish, proprio sul dong di chiusura del mercato, decide di aggiungere un ulteriore tassello. Pippo Maniero sembra davvero ciò che manca al suo Glasgow Rangers. Una squadra, peraltro, con un passato importante per ciò che riguarda i calciatori italiani. Lorenzo Amoruso è stato addirittura capitano e bandiera. Gattuso, Porrini e Riccio sono passati da queste parti, così come Vanoli nella stagione precedente. Ma, parlando di centravanti, a qualsiasi tifoso Gers, viene subito in mente Marco Negri. Il bomber italiano, prima dell’infortunio, stava viaggiando a medie completamente pazzesche, con 23 gol nelle prime 10 partite. All’annuncio dell’acquisto di Maniero, la speranza dei tifosi è proprio che possa ripetere queste gesta.

UN’ESPERIENZA FLOP

Quando Pippo Maniero arriva in Scozia, il campionato è già iniziato da 5 giornate e le cose non è che stiano andando poi benissimo per i Glasgow Rangers. Pur avendo vinto l’Old Firm con il Celtic per 3-1, i Gers hanno già perso due partite. Sono caduti ad Aberdeen ma, soprattutto, nell’ultimo turno sono stati travolti 3-0 in casa dall’Hibernian. Il centravanti italiano si mostra subito in netto ritardo di condizione, cosa comunque da mettere in conto visto che meditava il ritiro. Per sua fortuna, c’è la sosta delle nazionali e questo gli permette di lavorare per una decina di giorni per recuperare il terreno perso. Nella successiva partita, la trasferta con il Falkirk, finisce prevedibilmente fuori dall’elenco dei convocati.

Inizia a vedere il campo con la squadra riserve, ma di convocazioni in prima squadra nemmeno l’ombra. Anni dopo, Maniero dirà di non essere mai stato bene fisicamente e di aver preso una decisione avventata nel firmare. Frequenti acciacchi ne frenano il recupero atletico e il centravanti italiano rimane costantemente fuori dalle dinamiche del club. Un raggio di luce sembra accendersi il 28 settembre, quando viene convocato per la trasferta di Champions contro l’Inter. E’ la possibilità di tornare in uno stadio in cui ha giocato con la maglia del Milan, trovando non molto spazio e segnando 3 gol. Filippo si aspetta di finire almeno in panchina, mentre per sua sorpresa, McLeish lo spedisce in tribuna.

L’ADDIO DI PIPPO MANIERO AI GLASGOW RANGERS

Ormai, sembra evidente che anche il rapporto con il tecnico non sia mai del tutto esploso. Portarlo a Milano per mandarlo in tribuna assomiglia molto ad un’umiliazione gratuita per un centravanti che ha comunque 33 anni e meriterebbe altri trattamenti. Nelle successive gare, Filippo Maniero continua a restare fuori dai convocati. McLeish non lo prende mai in considerazione nonostante il cammino dei suoi, nella Premier scozzese, sia tutt’altro che esaltante. A questo punto, dopo 40 giorni di tribune, allenamenti differenziati e qualche apparizione nella squadra riserve, il bomber veneto prende una decisione, condivisa dalla famiglia. Al momento della firma, aveva fatto apporre una clausola per potersi svincolare in qualunque momento nel caso in cui le cose non fossero andate bene. Così, Pippo Maniero chiede e ottiene di essere liberato dalla dirigenza e lascia i Glasgow Rangers.

Nel suo mese e mezzo in Scozia non è riuscito neanche a sedere una volta in panchina. Ritorna in Italia ma, dopo aver fatto sacrifici per 40 giorni, non se la sente di ritirarsi. Riparte dalla Piovese, club della provincia di Padova che milita in Eccellenza. Grazie ai suoi gol, la squadra ottiene la promozione in Serie D. Segue un biennio alla Legnarese, società del suo Paese, poi l’ultima esperienza al Casalserugo prima di dire basta a 38 anni. Dopo il ritiro, Pippo Maniera ha iniziato la carriera da allenatore e, di pari passo, si è appassionato al beach soccer, militando in una rappresentativa nazionale che partecipa a tornei estivi. Per chi lo ricorda al massimo della sua forma, soprattutto negli anni di Venezia, è triste pensare che in Scozia non sia riuscito a imporsi. In un campionato del genere, le sue caratteristiche sembravano fatte a pennello. Un po’ la condizione atletica e un po’ (soprattutto) Alex McLeish non l’hanno permesso, peccato…

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