Quando Passarella entrò a gamba tesa sul raccattapalle sedicenne

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Daniel Passarella, l’eleganza del Caudillo

Daniel Passarella ha dato eccome al calcio. Gesti di eleganza, interpretazione del ruolo di libero, una leadership che lo ha portato ad essere il primo ed unico argentino ad aver vinto i due mondiali (78 e 86). E’ stato anche un ottimo battitore di punizioni e rigori. Pensate che tra Fiorentina e Inter ha realizzato 50 reti spaccate. Numeri non da poco se si considera che il suo mestiere era quello di difendere. Passarella era il Caudillo, il generale come lo chiamavano in Spagna, il Gran Capitan. Rappresentava quella foga agonistica sul campo che in pochi riuscivano ad emularlo. Ma ciò che impressionava di più è che gli allenatori cercavano di costruire le squadre intorno a lui.

Specialmente Luis Menotti e l’Argentina 1978. Una formazione tosta, tutt’altro che perfetta, e pronta a dare battaglia fino all’ultimo secondo sul campo. 8 anni dopo visse la famosa “Maledizione di Montezuma” (delle forti coliche) che impediranno all’Argentino di essere protagonista alla coppa del mondo.

Quell’episodio alla ‘Cantona’

Dopo 4 buone stagioni alla Fiorentina, va a Milano. L’Inter di Trapattoni è pronta ad accoglierlo. In due anni, prima della rivoluzione con Matthaus e Brehme, regala ottime prestazioni registrando 73 presenze e 15 gol. l’8 marzo 1987 l’Inter va a Marassi per sfidare la Sampdoria. E’ una partita tesissima, i nerazzurri stanno perdendo 3-1 e hanno un uomo in meno complice l’espulsione di Bergomi. La palla arriva a bordo campo e Passarella in fretta e furia cerca di riconquistarla più veloce che può per velocizzare i tempi. La sfera rotonda ce l’ha un raccattapalle, Maurizio Piana. Un sedicenne che la stava trattenendo per perdere tempo. Passarella non si fa scrupoli: entra a gamba tesa sul ragazzino. Da calcio argentino puro com’è.

Il ragazzino è praticamente in lacrime, un male atroce. Il referto medico dirà: ferita escoriata alla faccia anteriore della gamba destra e prognosi di 10 giorni. Forse un intervento meno irruento rispetto a quello di Cantona a Selhurst Park. Un gesto che gli costò 6 giornate di squalifica poi ridotte a 5. Poi le scuse da parte della società Inter che gli donò 5 milioni di lire. Sicuramente Daniel sarà ricordato nel calcio per tante altre cose, un intervento in cui ha decisamente perso la testa non può capovolgere tutto ciò che ha fatto.

QUI I GOL E L’EPISODIO DI PASSARELLA IN SAMPDORIA-INTER 3-1

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