Quando Mondonico si fece espellere per andare a vedere i Rolling Stones!

Mondonico Rolling Stones

Il compianto Emiliano Mondonico, prima di intraprendere la sua carriera da allenatore, si rese protagonista di un simpatico aneddoto, facendosi squalificare per poter andare al concerto dei Rolling Stones nel 1967!

EMILIANO MONDONICO E IL CONCERTO DEI ROLLING STONES

Emiliano Mondonico è stato uno degli allenatori più amati del calcio italiano. Merito del suo aspetto bonario e dei suoi modi semplici ma anche della grande passione che ha sempre messo in carriera. Indimenticabile la protesta per l’arbitraggio durante la finale di Coppa Uefa tra l’Ajax e il suo Torino. In quell’occasione, il baffuto tecnico agitò in aria una sedia come simbolo di dissenso verso ciò che stava accadendo in campo. Molto simpatici, negli ultimi anni di vita, anche i litigi con Gene Gnocchi alla Domenica Sportiva, trasmissione nella quale era frequentemente ospite. Ma tornando molto indietro nel tempo, a quando Mondonico era ancora calciatore, c’è un iconico episodio che lo riguarda.

Siamo nel 1967 e l’allora ventenne attaccante milita nella Cremonese,  in serie D. Il ragazzo viene a conoscenza di un evento, a cui tiene davvero troppo. I mitici Rolling Stones, infatti, faranno un concerto l’8 di aprile al Palalido di Milano e Emiliano Mondonico non vuole assolutamente mancare. Ma c’è un problema, e neanche di poco conto. La sua Cremonese, per quel fine settimana, ha in programma una trasferta a Mestre, di domenica. Il concerto dei Rolling Stones è il sabato sera ma la squadra ha intenzione di partire nel pomeriggio. Per poter ottenere il via libera, ha bisogno di inventarsi qualcosa!

LA SQUALIFICA E IL CONCERTO DI MILANO

La domenica precedente la sua Cremonese gioca in casa. Per Emiliano Mondonico è l’occasione giusta per attuare il suo piano, che poi è anche piuttosto semplice. Intende farsi squalificare, in modo tale da poter tranquillamente andare al suo concerto. Da un punto di vista fisico, il giovane Emiliano non è molto prestante e sa che difficilmente può riuscire a ottenere il suo scopo facendo falli. Per cui, poco dopo il fischio iniziale, inizia a insultare continuamente l’arbitro. Nella sua mente però, non c’è sicuramente l’intenzione di lasciare troppo a lungo i suoi compagni in 10. Pertanto, ogni qual volta il direttore di gara si gira per capire chi lo sta offendendo, Mondonico fa lo stesso, mostrandosi innocente.

Soltanto sul finire di gara, il futuro tecnico di Torino e Atalanta si fa volutamente identificare. L’arbitro gli si avvicina e domanda se sia lui a insultarlo da inizio partita e il giovane attaccante conferma. Viene espulso e, pertanto, si guadagna il suo weed end libero. Il sabato seguente, assieme ai suoi amici, Emiliano Mondonico parte alla volta di Milano e si reca al concerto dei Rolling Stones. La band britannica suona ben due volte, una al pomeriggio e una alla sera. In entrambe le occasioni, Mondonico è lì ad assistere all’esibizione, nascondendosi tra un evento e l’altro. Nella fattispecie è grande fan di Mick Jagger e rimane estasiato dall’esperenza. Ecco il suo racconto di quell’indimenticabile pomeriggio:

Brian Jones era seduto su una sedia di legno, simile a quella che ho alzato ad Amsterdam. Era uno spettacolo diverso da tutti. Noi eravamo abituati a Orietta Berti, a Nilla Pizzi, a Celentano. Era sconvolgente, ti prendeva. Oltre a Brian Jones, ricordo Mick Jagger, un animale da palcoscenico. Da Tony Dallara che faceva il falsetto, mi trovavo di fronte a Jagger. Eravamo abituati a Sanremo, in quel periodo erano i capelli che facevano la differenza. Noi obbligati da sempre alla sfumatura alta. La grande rivoluzione era avere i capelli lunghi, anche per contrastare i genitori!”.

LEGGI ANCHE: GIANFRANCO ZIGONI, UNA VITA TRA GOL, WHISKEY, ARMI, SIGARETTE E IL CHE