Quando Maradona fu vicinissimo a vestire la maglia dello Sheffield United!

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MARADONA E QUEL POSSIBILE PASSAGGIO ALLO SHEFFIELD UNITED

Il calciomercato è bello perchè imprevedibile e impronosticabile. All’apparenza può sembrare troppo facile da comprendere, ma la realtà delle cose è che dietro a esso ci sono mondi intrecciati, soldi che girano a destra e manca, e voli già prenotati per i giocatori. Niente è mai fermo, anzi, è tutto velocizzato dietro le quinte. Quando c’è la classica delle più classiche “opportunità” di mercato, la squadra che arriva prima meglio alloggia. Negli anni abbiamo assistito a innumerevoli trattative saltate all’ultimo secondo, tanto da far spezzare la speranza a quei tifosi che ci speravano fino alla fine. Dal mancato passaggio di Van Basten alla Fiorentina, a quello di Baggio al Parma, il salto è breve. Chissà cosa avranno pensato i supporters dello Sheffield United quando un giovanissimo Diego Armando Maradona era pronto per firmare.

Nel 1978 l’argentino stava continuando la sua giovinezza all’Argentinos Juniors, ma già a 17 anni stava facendo vedere cose che nessuno aveva mai visto prima. Nel dicembre di quell’anno, l’allenatore dello Sheffield United, Harry Haslam, andò in Argentina per una missione di scouting e il suo intento fu quello di portare in Inghilterra quel piccolo fenomeno che stava incantando il paese. Il suo obiettivo era quello di cercare di risollevare le sorti del club dopo la retrocessione in First Division nel 1976. Così, il tecnico inglese incominciò a mettersi in contatto con Antonio Rattin, agente di giocatori ed ex capitano della nazionale albiceleste.

I suoi assistiti erano perlopiù giocatori giovani e ancora sconosciuti a livelli internazionali, ma El Pelusa (soprannome dato a Maradona a quei tempi) aveva un qualcosa di particolare. Lo si vedeva, non era solo forte. Aveva già la stigma del fenomeno a due anni dal debutto assoluto col club di Buenos Aires. Già nell’estate in cui l’Argentina sollevava al cielo la sua prima coppa del mondo, Diego era il tormentone di varie squadrette locali. Haslam lo vide giocare in una partita dell’Argentinos Juniors rimanendo folgorato dalle sue gesta sul campo: basta, doveva comprarlo.

LA TRATTATIVA POI SFUMATA

Il tecnico delle Blades andò a Mar del Plata per conoscere Jorge Cyterszpiler, procuratore nonché grande amico del giovane Maradona. Più che una questione economica, la trattativa per il trasferimento tirò in ballo anche la sfera politica, legata tantissimo al calcio e ai movimenti dei calciatori verso l’estero. Il regime militare seguì con attenzione ogni dettaglio, mantenendo la quasi assoluta segretezza. Haslam venne a sapere che per portare Maradona a Sheffield bisognava farlo di nascosto, in modo da evitare lo scoppio di un caso Nazionale. Un’impresa che però non scoraggiò l’allenatore, già innamorato del Pibe.

Fondamentale fu la volontà del giocatore, elettrizzato dall’idea di andare a giocare in Inghilterra per un club di grande tradizione, seppur non stesse vivendo un grande momento. L’unità d’intenti era raggiunta, le carte erano pronte ma mancava da discutere la parte più importante: quanti soldi? Haslam propose 200.000 sterline per accaparrarsi il giovane Diego, che aveva già un sorriso bianco stampato in faccia. La cifra soddisfò anche il presidente dell’Argentinos, Settimio Aloisio, che con quei proventi della cessione avrebbe risanato i conti del club. Chi non si trovava d’accordo era il consiglio d’amministrazione della società, che propose una controfferta ben più superiore alla cifra stabilita inizialmente.

Lo Sheffield United non poteva permettersi di spendere un centesimo in più di quanto avesse proposto Haslam, anche perchè avrebbe dovuto pagare un’ulteriore somma per rendere “legale” a livello politico il trasferimento. In qualche modo la vicenda diplomatica si poteva aggirare, ma comunque era tutto pronto per il versamento nelle casse dell’Argentinos Juniors. Fino a quando, incredibilmente, la dirigenza dello Sheffield fermò tutto. Quei soldi destinati a comprare un ragazzino nemmeno maggiorenne erano troppi.

ALEX SABELLA, IL RINCALZO DI MARADONA ALLO SHEFFIELD UNITED

La trattativa saltò definitivamente. L’allenatore delle Blades tornò a casa senza il suo pupillo ma con un connazionale: Alex Sabella, buon centrocampista del River Plate. Sapete quanto risparmiò lo Sheffield per comprarlo? 40.000 sterline. Esatto, per quei soldi Maradona fu scartato dalla società, che preferì spenderne 160.000 per un giocatore di 24 anni ma che non aveva nulla a che fare con il talento di Diego. Insomma, non immaginiamo neanche cosa abbia provato Haslam quando vide il Pibe de Oro prendersi la scena del calcio mondiale. Chissà con quale coraggio poteva vedere le sue prestazioni con le maglie di Barcellona, Napoli e Boca Juniors.

E pensare che poteva coccolarselo durante gli allenamenti e nelle partite. Poteva essere suo quel ragazzino che lui stesso aveva cercato e trovato. Magari avrebbe reso grande lo Sheffield, dirompendo qualche record qua e là in quell’Inghilterra a cui aveva fatto male con la mano. E invece no, per quel poco risparmio fatto dal club Haslam dovette abbandonare Maradona. Una trattativa da sliding doors che rischiò di diventare una delle più clamorose della storia. Ma se l’argentino è stato ciò che è stato, noi possiamo dire solo una cosa: era giusto che andasse così.

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