Quando Damiano Tommasi si improvvisò portiere per la Roma

Quella volta in cui Damiano Tommasi si improvvisò portiere della Roma

Damiano Tommasi

Damiano Tommasi, l’uomo ovunque in campo

Damiano Tommasi è stato sempre apprezzato da calciatore per le sue doti di generosità e duttilità in campo. Dal Verona alla Roma passando per l’azzurro della Nazionale, l’ex centrocampista di Negrar ha sempre ricevuto elogi da tutti gli allenatori per le sue qualità. Qualità calcistiche e umane ammirate soprattutto nella sua lunga esperienza nella sponda giallorossa della Capitale. E per la Roma arrivò addirittura ad improvvisarsi portiere.

Quando l’anima candida del centrocampo giallorosso indossò i guantoni da portiere

Il 12 gennaio 1997 la Roma affrontava all’Olimpico il Perugia. Una partita che sembrava incanalata su un binario decisamente ottimale con un netto 4-1 per i giallorossi. Ad un certo punto, però, accadde che il portiere Cervone fu espulso per una parata fuori area. L’allenatore Carlos Bianchi aveva effettuato la terza sostituzione un minuto prima, dunque il secondo portiere Sterchele non poteva entrare. Così, dopo un lungo tergiversare, fu proprio Damiano Tommasi a prendersi l’arduo compito di difendere la porta della sua squadra. Il giovane centrocampista si mise i guantoni e, protetto dallo svedese Thern, si esibì anche in una splendida parata su una punizione di Max Allegri. Alla fine il giocatore, che non aveva fatto una buona gara nel suo ruolo naturale, riuscì a non subire gol, uscendo dal campo con un sorriso a trentadue denti.

Damiano Tommasi, l’idolo della tifoseria giallorossa

Quella con il Perugia fu forse la partita della consacrazione con la Roma per Damiano Tommasi. Quel giorno il centrocampista giallorosso diede saggio della sua abnegazione per la causa della sua squadra. Qualità che lo ha reso, insieme ad altre, una colonna della squadra capitolina fino alla conquista del terzo scudetto nel 2001. In quell’anno l’allenatore Fabio Capello arrivò a considerare Tommasi persino più importante di Montella Batistuta. E con queste qualità si meritò anche il Mondiale del 2002 con la Nazionale.

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