Paolo Villaggio e quell’amore tipicamente genovese per la sua Sampdoria

L’attore ligure era un noto sostenitore dei blucerchiati. In 3 suoi film interpretò il ruolo del tifoso doriano.

Paolo Villaggio Sampdoria

Paolo Villaggio, celebre attore ligure, era un noto tifoso della Sampdoria. Una passione nata in gioventù ma che, per via del suo particolare carattere, lo portò anche ad avere scontri a distanza con la tifoseria doriana. Nonostante tutto, in ben 3 dei suoi film, il comico citò la sua squadra del cuore!

PAOLO VILLAGGIO E QUELL’AMORE “LIGURE” PER LA SAMPDORIA

Il compianto Paolo Villaggio è stato uno degli attori comici più apprezzati nella storia del cinema italiano. Merito soprattutto del suo personaggio più iconico, il mitico ragionier Ugo Fantozzi, che più volte abbiamo visto alle prese con questioni “calcistiche”. Il buffo e sfortunato impiegato della Megaditta era uno sfegatato tifoso del Milan, tanto da scatenarsi letteralmente davanti alla tv durante una partita di Coppa Campioni. In altre circostanze, lo abbiamo ammirato mentre sosteneva ferocemente la Nazionale italiana. Nella realtà, però, il noto comico genovese era un grande tifoso della Sampdoria, tanto da riportare la sua fede anche in altri suoi film.

Una passione per i blucerchiati, che, però, rifletteva quello che era il vero carattere di Villaggio, ben diverso da quello dei suoi personaggi cinematografici. Un uomo in perenne conflitto con se stesso, per certi versi snob, indisponente, dissacrante, arrogante, bastian contrario. Anche l’amore di Paolo Villaggio per la Sampdoria era così, quasi come il rapporto tra un padre severo e avaro di smancerie e accortezze verso il proprio figlio. Un amore tipicamente ligure, fatto di lamentele, provocazioni, mugugni, critiche ma probabilmente vero. La scintilla nacque quando l’attore era soltanto un ragazzino di 14 anni e si recò allo stadio assieme ad un suo amico parrucchiere nel lontano ’46.

Quel giorno, la Sampdoria distrusse con un perentorio 6-1 il malcapitato Bari e il grande protagonista fu Adriano Bassetto, mezzala veneta autore di 3 reti. Ciò nonostante, negli anni seguenti, a più riprese, l’attore si lasciò andare a dichiarazioni sgradite alla tifoseria blucerchiata. Critico soprattutto negli anni difficili della Serie B, si disse schifato dalla squadra e affermò di non guardarla neanche più. Per questo, fu accusato di essere il classico occasionale da “abbiamo vinto, avete perso“. Inoltre, gli fu “dedicato” un terribile striscione. Pur tra le polemiche che si sono susseguite negli anni, Villaggio ha dedicato una vita intera ai colori sampdoriani, trasportando anche la passione in alcuni suoi film.

A TU PER TU (1984)

Nel 1984, periodo d’oro dell’attività cinematografica di Villaggio, l’attore recitò assieme a Johnny Dorelli nel film “A tu per tu”, sotto la regia di Sergio Corbucci. Il popolare comico impersonificava il goffo Gino Sciaccaluga, un tassista con uno spiccato accento genovese e una clamorosa propensione per cacciarsi nei guai. L’ingenuo uomo, durante una giornata di lavoro che sta volgendo al termine, incontra Emanuele Sansone, interpretato da Dorelli. Costui, imprenditore e presidente della Samp, è braccato dalla Finanza e, tramite la promessa di un pagamento di un milione di lire, convince il tassista a portarlo prima a Milano e poi in giro per l’Europa.

Proprio quando il buon Gino lo riconoscerà, inizierà a fidarsi ciecamente del miliardario, ringraziandolo per quanto fatto per i colori blucerchiati. Celebre è la frase con cui Paolo Villaggio afferma che grazie all’acquisto di due presunti fuoriclasse inglesi, la Sampdoria potrà finalmente scalzare l’egemonia della Juventus. Nelle successive fasi del film, il tassista finirà al centro di numerose disavventure, con Finanza e alcuni delinquenti alle calcagna. Questa pellicola rappresenta una delle prime in cui Villaggio esprime chiaramente la sua fede blucerchiata, staccandosi dalla figura del tifoso milanista vista in Fantozzi.

IO NO SPIK INGLISH (1995)

Undici anni dopo aver vestito i panni del tassista doriano Sciaccaluga, Villaggio ha recitato nella commedia di Carlo Vanzina, “Io no spik inglish“. La trama del film è semplice. L’attore ligure interpreta il ruolo dell’assicuratore Sergio Colombo, minacciato di licenziamento dalla sua ditta per via del suo pessimo inglese. Al fine di mantenere il posto di lavoro, il goffo impiegato decide di recarsi in Inghilterra per frequentare un corso accelerato di lingua. Per via di un simpatico equivoco, sbaglierà ad effettuare l’iscrizione e si troverà in una scuola frequentata da bambini italiani.

Dopo un periodo iniziale di scarso feeling, Colombo stringerà un forte rapporto di amicizia con i suoi compagni di corso. Proprio durante una libera uscita concessa dalla scuola, decide di portare i bambini allo stadio per assistere alla mitica semifinale di andata della Coppa delle Coppe tra l’Arsenal e la Samp. Infiltrati tra i tifosi inglesi, i simpatici studenti si faranno presto scoprire, costringendo Colombo ad un eroico intervento per salvare i giovani amici dal pestaggio. Curiosamente, la sfida europea della Sampdoria della quale narra Paolo Villaggio nel film è andata realmente in scena e ha visto la squadra italiana arrendersi soltanto ai rigori, nella sfida di ritorno a Marassi.

BANZAI (1997)

Appena due anni dopo, Villaggio torna a vestire i panni dell’assicuratore Sergio Colombo nel film Banzai, nuovamente alle prese con peripezie lavorative. L’uomo, stavolta, si ritrova per errore a Bangkok anziché in Canada, dopo aver clamorosamente sbagliato volo all’aeroporto di Fiumicino. In terra thailandese prima e giapponese poi, si troverà nel bel mezzo di un pasticcio, tra narcotrafficanti che lo inseguono e truffatori che lo perseguitano. In questa pellicola, più che una vera e propria scena sul calcio, assistiamo ad un chiaro omaggio di Paolo Villaggio nei confronti della sua Sampdoria.

Colombo, infatti, mentre assiste ad uno spogliarello, sente in sottofondo l’inno della sua squadra del cuore e si commuove. Banzai rappresenta, tra l’altro, uno degli ultimi film da protagonista dell’attore genovese. In Fantozzi 2000 – La Clonazione, Villaggio farà anche la sua ultima escursione nel mondo del calcio, nella mitica scena della finalissima dei Mondiali persa a causa della signorina Silvani. (Clicca QUI per leggere l’articolo).

L’OMAGGIO DELLA SAMPDORIA DOPO LA MORTE DI PAOLO VILLAGGIO

Il rapporto tra Paolo Villaggio e la tifoseria della Sampdoria si complicò qualche anno dopo l’uscita dell’ultimo film della saga di Fantozzi. L’attore genovese, infatti, fu molto critico nei confronti della squadra dopo la retrocessione in B. Anziché mostrare la propria vicinanza al club in un periodo molto difficile della propria storia, il volto del mitico Fantozzi affermò di non seguire più la Samp poiché schifato dal misero spettacolo. Disse anche preferire altre squadre in quel periodo, soprattutto la Roma di Capello, che lottava per il titolo. Un’uscita sicuramente infelice e che i tifosi blucerchiati si legarono al dito. A più riprese, a Marassi fu esposto uno striscione molto forte e piuttosto offensivo.

Villaggio, che come detto era conosciuto, al di fuori del cinema, anche per il suo pessimo carattere, rispose per le rime. Dichiarò di non volere alcuna sciarpa della Samp sulla bara dopo la sua morte. Nonostante col passare degli anni la sua passione per i colori si fosse chiaramente intorpidita, al momento della morte, la Sampdoria non fece mancare il proprio appoggio. La società ligure pubblicò un bel messaggio di cordoglio per l’attore, scomparso a 84 anni. Anche il Genoa, storico rivale dei doriani, dedicò un pensiero al celebre attore. Anche i tifosi stessi, con il tempo, deposero l’ascia di guerra, riconoscendo quello che forse era un amore un po’ contorto ma comunque di lungo corso per la loro Sampdoria!

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