Mario Maggi, lo stregone dietro i successi del Barone Nils Liedholm

Mario Maggi, il mago influenzò il Barone Nils Liedholm.

Mario Maggi Nils Liedholm

Mario Maggi, uno stregone per il Barone Nils Liedholm

Nils Liedholm è stato uno degli allenatori più titolati del nostro calcio. Forse però una parte del suo successo la si deve anche ad un oscuro personaggio chiamato Mario Maggi. Una sorta di mago che entrò nella vita del Barone negli anni Settanta, influenzandone non poco le scelte tecniche dell’allenatore svedese nel corso della sua lunga carriera. Spesso e volentieri attraverso profezie che poi si rivelavano veritiere.

Il mago e il Barone: un’amicizia nata ai tempi del Milan

Il legame particolare tra tale Mario Maggi e Liedholm iniziò quando lo svedese allenava il Milan, mentre a Busto Arsizio, non lontano da Milanello, lavorava un astrologo che corrispondeva appunto a Maggi. Iniziò una conoscenza molto profonda tra i due, forse favorita anche dal fatto che Liddas aveva la capacità di prevedere le cose in campo. Così l’astrologo iniziò ad entrare profondamente nella vita e nelle scelte del tecnico. Il primo a farne le spese fu il centrocampista rossonero Giorgio Biasolo. Dopo oltre 200 presenze con la maglia del Milan, Biasolo fu misteriosamente scaricato dall’allenatore e tempo dopo si scoprì che dietro questa decisione c’era proprio lo stregone Maggi, il che causò un’enorme dispiacere al giocatore. Fu da quel momento che l’influenza di quel misterioso astrologo sull’allenatore divenne sempre più pesante e si dimostrò anche in altre occasioni. Anche quando l’allenatore era lontano da Milano, in particolare ai tempi della Roma, non perdeva occasione per andare a far visita a quel suo amico stregone.

Mario Maggi: dall’esclusione di Rivera in un derby, alla tetra profezia su una tournée argentina fino al declino con Liedholm

Nel novembre 1978 il “mago” Mario Maggi fece un’altra rivelazione. In occasione di un derby contro l’Inter dal sapore di scudetto impose al suo amico Liedholm di escludere il capitano Gianni Rivera preferendogli Giovanni Sartori. Anche stavolta il Barone ascoltò il suggerimento con una clamorosa e rumorosa esclusione che venne silenziata dalla vittoria dei rossoneri per 1-0, con l’Inter rimasta in dieci per l’espulsione di Altobelli. Una vittoria che sarebbe stata fondamentale per lo scudetto della prima stella, celebrato con una tournée in Argentina. Una tournée alla quale però l’allenatore svedese non partecipò. Questa volta il mago Maggi gli aveva suggerito di non andare in Sudamerica predicendogli che “un allenatore della squadra sarebbe morto tragicamente”. E così fu purtroppo. Il destino si portò via Alvaro Gasparini, vice di Liedholm, stroncato da un infarto proprio in Argentina. Proprio in quell’estate Liddas si trasferì alla Roma, dove predisse un grande futuro per Carlo Ancelotti e così fu per la Roma e anche per il Milan. Un’avventura, quella in giallorosso, culminata con lo storico scudetto del 1983 e con la finale di Coppa Campioni persa l’anno dopo, anche stavolta dopo la profezia di Maggi. Dopo quella delusione, il Barone lasciò Roma per tornare al Milan. Nel 1987 iniziò anche il declino del suo “stregone”, il quale predisse il flop di Arrigo Sacchi che aveva preso il posto proprio di Liedholm. Una profezia rivelatasi fallimentare e che segnò anche l’inizio del declino della carriera da allenatore di Liedholm, terminata con un ultimo ballo all’ombra del Colosseo.

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