L’iconica maglia insanguinata di Zé Maria, il Super Zé del Corinthians

Zé Maria

Zé Maria, il poderoso terzino del Corinthians e del Brasile Campione del Mondo nel 1970

Ci sono calciatori abituati a dare tutto in campo, mettendo a rischio anche la propria incolumità. Come José Maria Rodrigues Alves, meglio conosciuto come Zé Maria. Poderoso terzino sinistro brasiliano, Super Zé, come veniva soprannominato, ha legato la sua carriera in particolare al Corinthians e alla nazionale brasiliana. In particolare con il club paulista, diventerà famoso per un curioso episodio che lo vide protagonista e che mostrò la sua estrema dedizione alla causa.

Gli inizi, il titolo di Campione del Mondo col Brasile e il Corinthians

Classe 1949, Zé Maria iniziò la sua carriera con la Ferroviária Botucatu, squadra della sua città di origine. Nel 1967 passò al Portuguesa. Qui ebbe modo di mettersi in mostra come un esplosivo difensore di fascia, dotato di grande forza fisica. Soprattutto, ebbe la grande opportunità di giocare nella nazionale del suo paese. La maglia della Seleçao è la più ambita da qualsiasi calciatore brasiliano e Zé Maria ebbe la possibilità di giocare i Mondiali del 1970 con una delle squadre più forti di tutti i tempi: l’ultimo Brasile di Pelè e del “quadrilatero magico”, una squadra con quattro numeri dieci in campo. Ovviamente la spedizione messicana si concluse per Zé e per i suoi compagni di squadra con il titolo di Campioni del Mondo. In quella stessa estate per il terzino sinistro arrivò un’altro grande salto. Ad assicurarsi la sua prestanza fisica fu uno dei club più blasonati del calcio brasiliano, il Corinthians. E furono tredici anni di grande amore.

Zé Maria e quell’iconica maglia insanguinata diventata una reliquia per i tifosi del Timão

Con il Timão Zé Maria giocò per ben tredici stagioni, dal 1970 al 1983, diventando Super Zé per la sua potenza fisica. Una lunga esperienza condita da tanti trionfi. Per quattro volte ha vinto il campionato Paulista e una Coppa d’indipendenza Brasiliana. Soprattutto, fu una delle colonne della Democracia Corinthiana, il formidabile Corinthians guidato da Socrates che realizzò una rivoluzione attraverso il calcio in un paese che da quasi due decenni viveva sotto una dittatura. Ci fu però un episodio che rese Super Zé un’icona per i tifosi del club paulista. Era il 1979 e il Corinthians si giocava la possibilità di vincere il suo secondo campionato Paulista. Nel corso di una partita decisiva, il terzino sinistro si fece male ad un sopracciglio e fu costretto ad uscire momentaneamente dal campo. Il medico della squadra voleva farlo uscire definitivamente ma Zé Maria insistette per continuare a giocare. Così il giocatore rientrò in campo con la maglia sporca di sangue, portando a termine la partita tra le ovazioni dei suoi tifosi. Quella maglia insanguinata divenne da quel momento quasi un oggetto sacro della torcida corinthiana. Tant’è che recentemente il club ne ha fatto una riproduzione e l’ha raffigurata in una statua. Un esempio di dedizione e attaccamento alla maglia.

È uscito il libro di Football Story “Frammenti di Calcio”! clicca QUI per farti un bel regalo di Natale!

Leggi anche: George Robledo e quel gol sulla copertina di un album di John Lennon