L’estate in cui Rui Costa fu ad un passo dal Barcellona e finì alla Fiorentina!

Rui Costa Barcellona

Nell’estate del ’94 Manuel Rui Costa fu davvero ad un passo dal vestire la maglia del Barcellona. Il fuoriclasse portoghese, ormai certo del trasferimento, si fece perfino immortalare con la casacca blaugrana. Naufragata la trattativa tra il Benfica e i catalani, il centrocampista si trasferì poi alla Fiorentina!

RUI COSTA E QUELLA TRATTATIVA INFINITA COL BARCELLONA

Manuel Rui Costa, uno dei calciatori più eleganti e tecnici degli anni ’90. Un centrocampista offensivo dal tocco di palla vellutato e dalla visione di gioco stratosferica, in grado di trovare corridoi filtranti per altri apparentemente inesistenti. All’età di 5 anni fu scoperto dal grande Eusebio, che se ne innamorò perdutamente e si elesse a suo mentore nei primi tempi al Benfica. Proprio con le Aquile arrivarono le prime soddisfazioni da professionista, con prestazioni sempre più convincenti e con i primi trofei, compreso uno scudetto. Anche con la maglia della Nazionale Rui Costa si affermò in maniera rapida, dopo aver conquistato, da protagonista, il Mondiale Under 20 nel 1991. Insomma, il portoghese era sempre più sulla rampa di lancio e un certo Johan Cruijff lo mise nel proprio radar, individuandolo come il rinforzo giusto per il Barcellona.

Nei mesi conclusivi della stagione 93-94, quella che portò il Benfica al titolo, il ragazzo fu messo sempre più sotto pressione dai blaugrana. Si racconta di telefonate a scadenza settimanale con Carles Rexach, il vice di Cruijff. Costui, oltre che a rinnovargli continuamente l’apprezzamento del club, tentava di farlo sentire fondamentale nel loro progetto futuro. Oltre che sincerarsi che il giovane portoghese non avesse cambiato idea, si raccomandava di non far trapelare con nessuno la notizia. Nonostante i silenzi del centrocampista, però, ben presto i quotidiani portoghesi e spagnoli vennero a conoscenza della trattativa. SI iniziò a parlare di affare già concluso e, effettivamente, l’aria che tirava era proprio quella. Il Benfica permise a Rui Costa di rilasciare addirittura delle interviste e di posare con la maglia del Barcellona, con il presidente Jorge de Brito che promise al calciatore di lasciarlo partire a campionato vinto.

LE COMPLICAZIONI NELL’AFFARE E L’INSERIMENTO VIOLA

I due club erano ormai d’accordo su tutto. Il Benfica, in grossa difficoltà finanziaria, aveva addirittura abbassato le pretese iniziali da 10 a 9 miliardi, pur di monetizzare. I problemi sorsero, però, qualche settimana dopo. Ormai convinti di aver chiuso l’affare, i dirigenti del Barcellona fecero l’errore di sottovalutare un importantissimo avvenimento in casa Benfica: le elezioni presidenziali. Jorge de Brito, infatti, fu scalzato dal nuovo patron Manuel Damasio, che delle promesse fatte a Rui Costa aveva intenzione di fregarsene altamente. Appena giunto nel club, il presidente sapeva di non potersi presentare con la cessione a prezzo di saldo del loro elemento di maggior talento, per cui tentò uno scaltro gioco al rialzo. L’iniziale accordo, trovato sulla base di 9 miliardi, lasciò posto ad una nuova controproposta portoghese di chiudere a 11.

Le nuove carte in tavola indispettirono oltremodo il Barcellona, che tentò di alzare l’offerta a 10 miliardi, salvo poi ritirarsi dalla corsa e rinunciare all’acquisto di Manuel Rui Costa. Il centrocampista classe ’72 non la prese poi così bene e si sentì tradito rispetto a quelle che erano le promesse iniziali. Il procuratore del calciatore, Barbosa, si affrettò immediatamente a intervenire nei panni del pompiere e spense qualsiasi possibile incendio, dicendo che Manuel aveva rinunciato al Barca per amore del club. Ovviamente si trattava soltanto di una mossa strategica per tutelare il proprio assistito nel caso di forzata rimanenza alle Aquila. Cosa che poi, invece, non si verificò, perché Vittorio Cecchi Gori si inserì con forza nella trattativa, individuandolo come il giusto rinforzo per la sua Fiorentina, appena tornata in Serie A dopo l’anno di purgatorio in cadetteria.

L’AMORE CON I COLORI VIOLA

La Fiorentina versò gli 11 miliardi richiesti dal Barcellona e si garantì le prestazioni del calciatore portoghese. Fu un colpo sensazionale per i viola, che lo affiancarono ad un certo Gabriel Omar Batistuta, il cannoniere argentino protagonista del ritorno in A. In quella stagione, illuminato dagli assist fenomenali di Rui Costa, il centravanti si laureò miglior marcatore del campionato. La storia d’amore tra Rui Costa e la Fiorentina durò ben 7 anni, periodo nel quale divenne uno degli idoli assoluti del pubblico toscano. Trascorse le stagioni d’oro della viola da autentico trascinatore, con la squadra che fece cammini importanti anche in ambito europeo. Allo stesso modo, però, fu costretto ad assistere alla forte crisi economica della società viola, che portò alla cessione di tutti i campioni, tra cui Toldo e Batistuta. Ovviamente, fece le valige anche Rui Costa, che passò al Milan, dove raccolse numerosi titoli sotto la gestione Ancelotti!

Dopo un paio di stagioni finali in cui giocò nuovamente col suo Benfica, il fuoriclasse rimase nel club portoghese nei panni di dirigente. E’ stato per un lunghissimo periodo Direttore Sportivo della società, lavorando anche al fianco di Tiago Pinto, attuale General Manager della Roma. Poi, nel luglio del 2021 è diventato addirittura il Presidente della società. Vedendo quella che poi è stata la sua carriera, Rui Costa rimarrà sempre un rimpianto enorme per Johan Cruijff e il suo Barcellona. L’olandese, infatti, non ricevette mai i rinforzi promessi in quegli anni finali trascorsi sulla panchina blaugrana. Della sua lista della spesa, che comprendeva nomi come Winter, Batistuta, Zidane o Giggs, non arrivò nessuno, a testimonianza di un ciclo (seppur vincente) che ormai si era definitivamente chiuso. Per la gioia dei tifosi della Fiorentina prima e del Milan poi, che riuscirono a godersi l’immenso talento di Manuel Rui Costa!

Frammenti di Calcio è il nostro libro, Clicca QUI per acquistarlo!

LEGGI ANCHE: QUANDO IL BLACKBURN ROVERS BOCCIO’ L’ACQUISTO DI ZINEDINE ZIDANE!

 

 

 

Freddie Mercury & Maradona

Quando il genio di Freddie Mercury incontrò quello di Maradona

Ronaldo Brasile Romania

Brasile-Romania del 2011: l’ultima gara in carriera di Ronaldo il Fenomeno!