L’esperienza francese di Carlos Alberto Valderrama al Montpellier!

Carlos Valderrama Montpellier

Il trequartista colombiano Carlos Alberto Valderrama, nella sua lunga carriera, ha avuto due esperienze europee, la prima delle quali al Montpellier. Fu un triennio importante per El Hombre Vertical, inserito addirittura nella Top 11 di tutti i tempi del club.

IL PASSAGGIO DI CARLOS ALBERTO VALDERRAMA

Carlos Valderrama, anche a distanza di anni dal suo ritiro, è uno di quei calciatori che farà sempre discutere. Per molti, forse troppi, è più un’icona per via del suo improbabile quanto famosissimo look piuttosto che un giocatore di alto livello. Eppure stiamo parlando di un centrocampista che vanta 111 presenze in Nazionale, che ha una lunga bacheca di riconoscimenti personali e di squadra e di un mito assoluto del calcio colombiano. Lento, totalmente allergico alla fase difensiva, poco propenso a mettere la gamba quando andava a contrasto.

Ma, allo stesso tempo, anche capace di trovare dei corridoi impensabili con i suoi fantasmagorici filtranti. Una visione di gioco unica che gli è valso il soprannome di Hombre Vertical, in contrapposizione con quello di Statua, ben meno gratificante e riferito ai suoi difetti. Erroneamente, inoltre, si tende a dire che in Europa il colombiano abbia fallito nelle due esperienze avute. Se la parentesi al Valladolid è stata indubbiamente negativa, quella di Carlos Valderrama al Montpellier, come vedremo, è andata in maniera differente. Fin dai primi anni di carriera, spesi in patria, Valderrama si impone come uno dei centrocampisti offensivi più interessanti del Sud America.

Tra Millionarios e Deportivo Calì si guadagna una certa reputazione, arrivando in Nazionale a 24 anni e diventandone un fulcro assoluto per anni e anni. Nella fattispecie, la stagione 86-87 è una delle migliori della sua vita.  Il colombiano gioca con una continuità mai avuta prima e vince il premio 1987 come miglior calciatore del continente sudamericano.  E’ un riconoscimento importantissimo, considerando i numerosi fuoriclasse di Brasile o Argentina. Inevitabilmente, il suo nome inizia a farsi largo anche sul mercato. Sono una quindicina i club interessati a portarlo in Europa, tra cui anche le italiane Lazio, Sampdoria e Juventus, che pensano di farne il nuovo Platini.

LE DIFFICOLTA’ INIZIALI

Poco prima dell’ormai ovvia cessione in Europa, Carlos Valderrama regala una prestazione spaziale con la maglia della sua Colombia. Il teatro è dei più affascinanti, ossia il mitico impianto di Wembley. Nell’amichevole contro gli inglesi, terminata 1-1, Valderrama gioca una partita strepitosa, tanto che i tabloit britannici lo lodano a 360 gradi. Alla fine, ormai ritenuto maturo per il grande salto a 27 anni, Carlos Valderrama accetta la corte del Montpellier. Non un club di primissima fascia ma comunque una società ambiziosa che sta costruendo, tassello dopo tassello, una formazione in grado di competere.  Appena un anno prima, i francesi hanno pescato dal Brasile il forte difensore centrale Julio Cesar, un mastino che poi si consacrerà con Dortmund e Juventus.

In rosa, inoltre, ci sono elementi come Laurent Blanc, Eric Cantona, Roger Milla, Jean Claude Lemoult e Jean Francois Larios. Il colombiano si presenta in Francia in una forma fisica disastrosa. E’ abituato ai canoni di allenamento del suo Paese e non sa che in Europa occorre allenarsi anche durante il periodo di vacanza per non trovarsi indietro rispetto ai compagni. Le nuove metodologie di preparazione atletica lo mettono in difficoltà fin da subito, così come la lingua.  La società è costretta ad affiancarli un interprete e la scelta ricade sull’ex attaccante franco-argentino (anche del Milan) Nestor Combin. Proprio la sua figura, aiuterà tantissimo Valderrama nei primi tempi.

Pur in uno stato fisico approssimativo, il colombiano fa subito innamorare i tifosi con una prestazione eccezionale in un’amichevole con il Partizan, dove fa doppietta. Segue un ottimo inizio di campionato. Al Velodrome di Marsiglia, Valderrama aiuta i suoi nell’ottimo 1-1 esterno. Poi fa una gran partita contro il Nizza e poco altro. Sembra un lampo di luce nell’oscurità. Il ragazzo fatica ad ambientarsi e fa parlare di sè più per il look che per il rendimento. E’ solito scendere in campo, oltre che con l’inseparabile pettinatura e i folti baffi, anche con il suo set di braccialetti e collanine. Fino a dicembre, il rendimento è piuttosto discutibile con un solo gol realizzato contro il Caen, per giunta di testa.

L’ESPLOSIONE

Il Montpellier, tuttavia, ha la pazienza di aspettare Carlos Valderrama e non ha alcuna intenzione di perdere l’investimento fatto. Dopo una prima stagione di alti e bassi, ma comunque chiusa in crescendo, già dal secondo anno il colombiano si presenta con un altro spirito al ritiro precampionato. La prestanza fisica non sarà mai una sua arma, ma quantomeno non è a pezzi come un anno prima. Ha tutta l’intenzione di trovare quella continuità di rendimento che è mancata nella stagione precedente, chiusa con 24 presenze e quel solo gol al Caen. E gli effetti si vedono immediatamente. E’ un Valderrama diverso, molto più inserito nelle dinamiche del gruppo, con più padronanza della lingua e dei costumi europei.

Il suo rendimento cresce notevolmente e il centrocampista risulta determinante soprattutto nel cammino in Coppa di Francia. Guida i suoi fino alla finalissima, segnando anche un gol (non sarà mai una sua specialità) nel 2-0 al Nantes. Purtroppo, nel corso della semifinale col Saint Etienne, prende un giallo che, data la diffida, gli impedisce di giocare l’ultima partita. Anche senza El Hombre Vertical, il Montpellier si aggiudica il trofeo, battendo 2-1 il Racing Club. Proprio durante questa sua seconda annata europea, alcuni giornalisti lo iniziano a definire il Gullit Bianco. Un paragone che, al di là del look, calza davvero poco vista la ben poca dominanza fisica e mobilità del colombiano rispetto a quella dell’olandese. Intanto, però, forte delle ottime partite giocate e dell’esperienza accumulata, Valderrama è tra i convocati della Colombia per Italia ’90.

Un cammino importante quello dei sudamericani e interrotto solo dalla follia di Higuita nel corso della sfida contro il Camerun del compagno di club Roger Milla. Il terzo anno del colombiano in Francia, successivamente, serve a confermare quanto di buono mostrato precedentemente. Per i tifosi è un vero idolo e lui aiuta il club a chiudere 7° in campionato (con un mitico 4-0 al PSG) e a giungere ai quarti di finale della Coppa delle Coppe, dove viene eliminato dallo United. Lascia la Francia per approdare al Valladolid in Spagna, raggiungendo il suo mentore Maturana. Una decisione, col senno del poi, decisamente sbagliata. A distanza di molti anni, Valderrama è stato inserito nella Top 11 di sempre del Montpellier, a testimonianza del grande ricordo che il club francese ha di lui. Ecco la formazione scelta dall’Equipe:

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