La triste avventura scozzese di George Best con la maglia dell’Hibernian!

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Ormai da anni avviato verso il declino, l’ex stella dello United, George Best, transitò anche nel campionato scozzese, firmando con l’Hibernian nella stagione 79-80. Un contratto a gettone che la funambolica ala seppe onorare solo parzialmente. Qualche giocata delle sue, alcuni gol ma anche tanti problemi con l’alcool che lo portano ad un inevitabile addio alla squadra di Edimburgo.

GEORGE BEST E IL CONTRATTO A GETTONE CON L’HIBERNIAN

George Best: uno dei più grandi calciatori della storia del calcio. Un talento purissimo, capace di far innamorare milioni di appassionati e di entrare nella leggenda di questo sport. Un’ala formidabile, con un dribbling travolgente, una tecnica sublime e quella tipica follia del giocatore di talento superiore. Una follia che, però, Best ha spesso trasportato anche nella vita privata, diventando uno dei più famosi “Maverick” di sempre del calcio. I noti problemi di alcolismo, la vita poco professionale e il carattere particolare hanno fatto si che la sua carriera si avviasse verso il declino già a 27 anni. Dopo annate di faville con la maglia del Manchester United, imponendosi come uno dei migliori al mondo, Best era l’ombra di se stesso.

I Red Devils, intuendo la mal parata e stanchi dei suoi eccessi, lo misero alla porta. Da quel momento in poi, il fenomenale nordirlandese ha racimolato diversi contratti a gettoni in giro per il mondo, riuscendo a totalizzare manciate di partite per poi venire allontanato praticamente ogni volta. Stockport County, Cork Celtic, L.A. Aztecs, Fulham e Lauderdale Strikers i club che, solo saltuariamente, riuscirono a godersi le sue giocate. Poi, a 33 anni, la mitica ala si trovò nuovamente libero da accordi. Nel novembre del 1979, a campionato scozzese già iniziato da mesi, gli arrivò una chiamata. Un contratto a gettone, offerto dall’Hibernian, che George Best decise di accettare nonostante l’ultimo posto in graduatoria del club.

UN ACCORDO CONVENIENTE AL FRONTE DI UNA CONDIZIONE FISICA APPROSSIMATIVA

A Edimburgo si respirava una cattiva aria. La squadra era ancorata sul fondo della classifica e il pubblico iniziava a contestare l’andamento dei ragazzi di mister Eddie Turnbull. Proprio costui, quando il Presidente Tom Hart gli paventò l’ipotesi di tesserare Best, si rivelò alquanto scettico. Per lui, l’ingaggio del nordirlandese, nelle condizioni in cui era, altro non sarebbe stato che un aggravamento della già difficile situazione. Ma Hart era disposto a qualunque mossa pur di provare a salvare gli Hibs e decise di fare di testa sua. Trattò in segreto col fenomenale calciatore, riuscendo a strappare un accordo particolare. Best avrebbe vissuto a Londra, volando a Edimburgo a metà settimana per sostenere gli ultimi due allenamenti e disputare la partita nel week end. L’ingaggio, invece, sarebbe stato a gettone e anche piuttosto faraonico.

George Best, infatti, ad ogni presenza con l’Hibernian avrebbe guadagnato la considerevole cifra di 2 mila Sterline. Rapportato alle 100 che, in media, avrebbero preso i suoi compagni, era davvero uno stipendio importante. La notizia della trattativa, intanto, venne fuori e arrivò anche dalle parti di Glasgow. La stampa della città dell’Old Firm iniziò subito a ironizzare, definendo impossibile un buon esisto dell’affare. Per la loro incredulità, invece, l’ex Manchester United firmò davvero il contratto. Si garantì la maglia numero 11 e la possibilità di giocare nella posizione e nel modo che più preferiva, senza compiti tattici. Tutto o quasi alle spalle del tecnico Turnbull, che si ritrovò un calciatore che non voleva e col diktat presidenziale di farlo giocare sempre e comunque. Insomma, non certo le migliori premesse per iniziare una storia d’amore.

L’EUFORIA INIZIALE AL FRONTE DELLE DIFFICOLTA’ DEGLI HIBS

Quando l’ex Pallone d’Oro ’68 arrivò a Edimburgo, dimostrava ben di più dei suoi 33 anni. Sovrappeso, stanco, fuori forma. Non il modo ideale per presentarsi al nuovo club. Tuttavia, il suo avvento portò una ventata contagiosa di entusiasmo. La stampa locale era praticamente impazzita e cercava di carpire qualsiasi informazione, scatto o particolare del nordirlandese. I tifosi non potevano credere che un simile campione avrebbe vestito la maglia dell’Hibs. I compagni, invece, seppur onorati dal giocare insieme a lui, furono piuttosto scossi dalle notizie sul presunto ingaggio a gettone di Best. Pare che molti di loro, per essere tenuti buoni, riuscirono a strappare accordi per dei buoni extra in caso di vittorie e di salvezza a fine anno. Alla conferenza di presentazione, George giurò di sentirsi in buona forma ma di essere consapevole di dover giocare diversamente rispetto a quando era diciottenne.

La situazione di classifica dell’Hibernian era però disperata. I biancoverdi, in 14 partite giocate, avevano colto soltanto una vittoria e tre pareggi, al fronte di 10 sconfitte. Un ultimo posto che lasciava grossi dubbi sul proseguo della stagione. L’esordio era previsto per il 10 novembre tra le mura amiche, contro il Kilmarnock. George Best, ancora in ritardo di condizione, partì dalla panchina e fu spedito in campo solo nella ripresa, con l’Hibernian sotto nel punteggio. Nonostante la ventata di entusiasmo che il suo ingresso portò, col pubblico in visibilio, il punteggio non cambiò. Gli Hibs collezionarono l’ennesimo passo falso del loro campionato. Il fine settimana seguente, nella trasferta col St.Mirren, Best partì titolare, attirando una folla di ben 13 mila spettatori, incuriositi dalla sua presenza. La sua prestazione fu tutto sommato positiva, con tanto di gol nella sconfitta per 2-1. Nel finale, il nordirlandese, pur affaticato, sfiorò anche il 2-2.

GEORGE BEST E L’ANEDDOTO DELLA BIRRA NELLA SFIDA TRA HIBERNIAN E RANGERS

Il manager Eddie Turnbull, chiamato a giudicare la prima da titolare di George Best con la maglia dell’Hibernian, fu piuttosto critico. Pur ammettendo di essere rimasto sorpreso dalla prestazione del nordirlandese, puntò il dito sulla sua condizione atletica, affermando che era evidente come nella ripresa giocasse da fermo. La settimana dopo, gli Hibs avrebbero ospitato i gloriosi Glasgow Rangers, una sfida dai contenuti notevoli. Oltre al blasone dell’avversario, infatti, c’era anche la componente religiosa ad aumentare la rivalità tra i club. Così come nel caso del Celtic, anche i tifosi dell’Hibs sono notoriamente cattolici. Di contro, i Rangers rappresentano la componente protestante di Glasgow. Curiosamente, una simile contrapposizione c’è anche nella stessa Edimburgo, con gli Hearts principalmente cattolici.

Lo stadio “Easter Road” era gremito, con ben 20 mila spettatori in spasmodica attesa per la prima casalinga da titolare di Best.  Il nordirlandese rispose al grande entusiasmo scendendo in campo assai ispirato, in una versione molto vicina a quella dei bei tempi. Pur meno mobile di qualche anno prima, fece letteralmente impazzire gli avversari con numeri di alta scuola. La partita si concluse con una clamorosa e inaspettata vittoria degli Hibs per 2-1 ma fu un aneddoto a rimanere nella memoria collettiva dei presenti. Nei primi minuti di gioco, George Best si avvicinò per battere un calcio d’angolo nei pressi del settore occupato dai sostenitori Gers. Dalla curva ospite fu lanciata una lattina di birra, chiara provocazione per i suoi noti problemi di alcolismo. Senza scomporsi, Best la raccolse, finse di berla e mandò in delirio l’intero stadio, compresi gli stessi tifosi dei Rangers!

I TANTI, TROPPI ECCESSI CHE NE COMPROMISERO PRESTO L’AVVENTURA

La gara contro i Rangers aveva davvero illuso tutti che l’arrivo di George Best avrebbe davvero potuto salvare l’Hibernian dal baratro. Il nordirlandese era stato sublime, regalando entrambi gli assist per i gol di Tony Higgins e Colin Campbell. Tre giorni dopo, Best giocò un’altra magnifica partita in Coppa di Scozia, andando in gol nell’1-1 contro il Celtic. Un altro risultato di spessore contro una big ottenuto grazie alle magie dell’ex Pallone d’Oro. Tuttavia, la favola termina presto, dimostrandosi soltanto un fuoco di paglia. Dopo aver tentato di comportarsi al meglio delle sue possibilità, George Best si fece trascinare dall’entusiasmo che si respirava in città per il suo rendimento. Il nordirlandese iniziò a concedersi sempre più visite ai pub della città, facendo anche peggio quando invece si trovava a Londra. A dicembre, Best combinò la prima vera frittata della sua avventura a Edimburgo.

In partenza da Londra, anzichè salire sull’aereo diretto verso la capitale scozzese, si diresse a Manchester per una visita ai suoi vecchi amici di bevute. Passò due giorni di sbornie colossali, bevendo fino al mattino. Giunse a Edimburgo soltanto il giorno stesso della partita e in condizioni chiaramente improponibili. In questo caso, la dirigenza dell’Hibs decise di difenderlo agli occhi della stampa e della piazza. Seppur all’insegna della discontinuità, per un certo periodo Best continuò a regalare prestazioni di un certo livello. Basti pensare che perfino Turnbull, da sempre scettico sul suo conto, sembrò ricredersi. Dopo un’altra ottima prestazione contro il Celtic a Gennaio (con tanto di gol su rigore), il tecnico dichiarò che se Best fosse arrivato un mese prima, gli Hibs sarebbero già salvi. Peccato che non passarono che poche settimane prima del patatrac.

L’INEVITABILE ADDIO DI GEORGE BEST ALL’HIBERNIAN

A febbraio, infatti, Best la combinò davvero grossa. Alla vigilia di una partita contro il Morton, decise di non presentarsi agli abituali 2 allenamenti che avrebbe dovuto sostenere con la squadra. Ovviamente, non diede alcun tipo di preavviso e gli Hibs disputarono l’incontro privi del loro fenomeno. Subito dopo il match, da Londra giunsero delle foto inequivocabili, che immortalavano il nordirlandese mentre usciva da un nightclub. George Best, al suo ritorno a Edimburgo, provò a scusarsi ma ormai il dado era tratto. I noti problemi di alcolismo dell’ex Manchester avevano nuovamente preso il sopravvento, senza che il calciatore riuscisse più a gestirli. Appena una settimana dopo, la gara dell’Hibernian, inizialmente in programma per il sabato, fu posticipato di un giorno per permettere lo svolgimento di un incontro di rugby tra Scozia e Francia.

Proprio i transalpini si trovavano nello stesso hotel in cui alloggiava abitualmente Best nei giorni in cui si trovava a Edimburgo. Il nordirlandese fu avvicinato dal capitano francese Jean Pierre Ribas, che lo invitò al terzo tempo assieme a loro. George, ovviamente, accettò senza pensare minimamente al match del giorno dopo contro l’Ayr United. Fu l’ultimo a lasciare il pub, sull’orlo di un coma etilico. Quando il manager dell’Hibernian si trovò davanti George Best in quelle condizioni, non poté far altro che allontanarlo e rispedirlo in albergo. Sembrava la fine dell’avventura ma la mediazione del presidente Hart riuscì a ricomporre la situazione. Da quel momento in poi, il nordirlandese giocò soltanto sporadicamente e anche in modo piuttosto negativo.

IL RITORNO IN AMERICA E IL BREVE RITORNO

Con l’Hibs che si avviava mestamente alla retrocessione, Best perse totalmente il contatto con la realtà. John Lambie, uno dei collaboratori di Turnbull, dichiarò di averlo trovato spesso in camera, durante i ritiri, con una bottiglia di champagne. Perfino il CT dell’Irlanda del Nord, Billy Bingham, fu costretto a rinunciare alla sua presenza in Nazionale. Il selezionatore, infatti, si recò a visionarlo, con l’intenzione di richiamarlo. Quel giorno, però, dopo l’ennesima sbronza della sera prima, Best non si era presentato al campo. Lo speaker degli Hibs, prima della gara, chiese scusa a tutti i presenti per la sua assenza. Era ormai il canto del cigno. George Best accompagnò l’Hibernian in Seconda Divisione.

Prima della retrocessione, diede spettacolo con un gol e un assist contro il Dundee. Turnbull dichiarò che in quelle giornate era una benedizione per il calcio. Con  la retrocessione del club, Best salutò la Scozia per tornare negli USA. Strappò un nuovo accordo con il San José Earthquakes. Qualche mese dopo, però, fu colto da un’improvvisa nostalgia per Edimburgo e chiamò il Presidente Hart. Costui, ancora innamorato calcisticamente delle sue giocate, non riuscì a resistere e gli offrì un altro contratto. Best, in condizioni ancora più approssimative, giocò solo 4 partite di campionato e un paio in Coppa prima di vedersi rescindere il contratto. Giocò altri 3 anni prima di ritirarsi. Il Presidente degli Hibs, Hart, ha sempre dichiarato di non essersi mai pentito dell’ingaggio del nordirlandese e di aver dato una gioia a tutti gli appassionati scozzesi di calcio.

Viceversa, pur sapendo che con Best in squadra i suoi vinsero più partite rispetto al periodo precedente al suo arrivo, il manager Turnbull fu molto più critico. L’allenatore affermò che da sobrio Best era un ragazzo adorabile e vederlo giocare era un dono. Quando però beveva, e purtroppo dopo alcuni mesi divenne lo status perenne della sua esperienza scozzese, si trasformava in un calciatore ingestibile. Poco dopo il suo addio alla Scozia, emerse anche che i Glasgow Rangers, dopo averlo visto all’opera nelle prime settimane, gli avevano perfino offerto un contratto. I tifosi dell’Hibs, invece, pur avendo dovuto digerire una retrocessione in quella stagione, si sono sempre dichiarati dei privilegiati per aver avuto tra le loro fila il mitico George Best, donandogli tutto il loro amore.

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