La favola di Roy Essandoh: dall’annuncio su televideo al gol in FA Cup

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ROY ESSANDOH, DA TELEVIDEO AL GOL STORICO IN FA CUP

Quando parliamo di FA Cup parliamo di storia di calcio inglese. Un paese che con la sua coppa più antica al mondo ha saputo regalarci valangate di storie, curiosità e aneddoti. Quella che vi stiamo per raccontare, più che una storia, è una favola, un sogno, un miracolo, a voi la scelta. Passare dall’essere “nessuno” a idolo dei tifosi inglesi in 16 minuti sembrerà impossibile e invece Roy Essandoh ha reso ogni forma di illazione in realtà. Essandoh è un ex giocatore nord irlandese che vanta pochissime presenze tra i professionisti visto che ha passato la maggior parte del tempo in Scozia e in Finlandia ma tra i Dilettanti. Era un buon attaccante per la categoria ma non riuscì mai a fare uno step qualitativo per approdare stabilmente tra i professionisti. Tanto fumo e poco arrosto, in pratica.

In Inghilterra, ogni 10 marzo , si festeggia il “Roy Essandoh day”, ovvero il giorno in cui un attaccante sconosciuto, comprato grazie ad un annuncio su televideo, spedì il Wycombe Wanderers (club di 4° serie inglese) in semifinale di FA Cup. Una qualificazione ottenuta al 92′ contro il Leicester, all’epoca sesto in Premier League. Senza esperienza, condizione fisica e qualità tecniche, Roy riuscì a guadagnarsi un posto nelle menti dei tifosi britannici, incidendo con lo scalpello una favola nella storia della competizione. Ma riavvolgiamo il nastro, ecco come divenne il calciatore più famoso d’Inghilterra per un giorno.

STAGIONE 2000-2001

La stagione era quella 2000-2001 e il Wycombe Wanderers arrancava a metà classifica in League One. Nonostante una serie di prestazioni altalenanti in campionato, ciò che colpiva era il cammino in FA Cup. Contro qualsiasi tipo di pronostico, la squadra eliminò Millwall e Wolverhampton raggiungendo i quarti di finale. Davanti c’era l’ostico Leicester City, club che in quegli anni era stabilmente in Premier League. Sebbene i primi due avversari erano sì forti ma non imbattibili, le Foxes rappresentavano un Everest da scalare, sia per blasone che per qualità organiche. A rendere tutto più difficile fu il fatto che si giocò a Filber Street, vecchio stadio del Leicester. La qualificazione si giocava in 90 minuti e le scommesse giovarono a favore dei padroni di casa.

Lawrie Sanchez, tecnico del Wycombe, prima della partita, costrinse la società a correre ai ripari vista la quantità di infortuni che aveva subito la squadra. Praticamente faticava ad arrivare a 13/14 giocatori. I dirigenti si affidarono ad un metodo abbastanza inusuale, ovvero il televideo, in modo da raccattare qualche giocatore e non farsi trovare a corto di sostituzioni. All’inizio fecero fatica e dovettero ricorrere ai giornali e alla tv per mettere sotto contratto un attaccante prima della partita contro il Leicester. Il solo George Clegg come punta non poteva bastare per tentare un’impresa. Sanchez provò in tutti i modi a prendere Gianluca Vialli e Ian Wright ma non ci riuscì.

Fu così che ad un annuncio della BBC (si chiamava Ceefax) rispose un ragazzo di 26 anni nordirlandese chiamato Roy Essandoh. In quel momento era svincolato e se ne stava tutto il giorno sul divano della sua bella casa a Northampton, 38 miglia da Filbert Street, guarda caso lo stadio dove si sarebbe dovuta giocare la partita. Stava aspettando da mesi una chiamata di un club ma, grazie all’intermediazione del suo agente, rispose a quell’annuncio e il giorno dopo si presentò per fare il provino che superò di conseguenza venendo aggregato alla squadra.

LA PARTITA

La partita iniziò in un’atmosfera bollente, tipica da FA Cup. I padroni di casa giocarono meglio ma a passare in vantaggio fu il Wycombe Wanderers con McCarthy che di testa beffò il portiere. Il settore ospiti della piccola squadretta esplose dalla gioia ma pochi minuti più tardi tornarono sulla terra con il gol di Izzet, valido per l’1-1. Fino al 74′ il risultato rimase invariato e Sanchez si giocò la carta Essandoh al post del titolare Clegg. In 16 minuti, l’attaccante nordirlandese scrisse la storia. Minuto 92, ultima offensiva degli ospiti: cross dalla trequarti di Bulman, sponda di testa di Cousins e incornata vincente di Essandoh che batté Simon Ryce.

L’Wycombe passò in vantaggio con i tifosi che non potevano credere a ciò che stavano guardando. Ma soprattutto non potevano credere che il gol decisivo venisse realizzato da uno che fino al giorno prima non era nessuno e passava le giornate stravaccato sul divano. Quel pomeriggio del 10 marzo gli inglesi lo ricorderanno proprio come “il giorno di Roy Essandoh”. In semifinale poi il Wycombe perderà 2-1 contro il Liverpool, che andrà a vincere la coppa ai rigori contro l’West Ham. I titoli di giornale saranno tutti per quel ragazzotto docile che si conquistò il calcio inglese in un quarto d’ora.

Forse una favola migliore di questa non esiste. D’altronde, è la magia della FA Cup.

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