La devastante stagione da “Pichichi” di Bobo Vieri all’Atletico Madrid!

Bobo Vieri Atletico Madrid

Nella stagione 96-97, il centravanti Christian “Bobo” Vieri vestì la maglia dell’Atletico Madrid. Arrivato in Spagna tra lo scetticismo generale, fece presto cambiare idea a tutti, laureandosi Pichichi della Liga.

IL PASSAGGIO DI BOBO VIERI ALL’ATLETICO MADRID

Il 6 aprile del 1997 la Juventus di Marcello Lippi demoliva a San Siro il Milan di Arrigo Sacchi. Un epocale 6-1, in una gara che non aveva mai avuto storia. Più che una dimostrazione di forza bianconera, fu l’ennesimo segnale di un ciclo rossonero ormai giunto al termine. Un segnale, peraltro, nemmeno recepito dalla dirigenza che l’anno seguente riuscì a fare quasi peggio affidandosi ad un improbabile ritorno di Fabio Capello. Cosa c’entra la vittoria juventina a Milano con il passaggio di Bobo Vieri all’Atletico Madrid? Semplice, quel giorno, al Meazza, tra gli spettatori presenti, c’era anche Radomir Antic, tecnico dei Colchoneros in quegli anni.

Il serbo rimase letteralmente stregato da quel centravanti, ancora molto acerbo e a tratti sgraziato tecnicamente ma che aveva fatto a fettine la datata difesa rossonera. Una doppietta ma, più in generale, un’enorme dimostrazione di forza fisica e di cattiveria agonistica. Qualità che avevano portato Antic a dire, addirittura, che avrebbe reso di più un Vieri morto che cento attaccanti vivi.  Trascorsi un paio di mesi, l’Atletico Madrid bussò alla porta juventina per chiedere informazioni sull’attaccante. Agnelli non aveva alcuna intenzione di privarsene, stravedeva per quel ragazzone cresciuto in Australia e ne aveva ammirato l’enorme crescita durante l’anno. Neanche Marcello Lippi avrebbe voluto rinunciare al proprio centravanti. Partito come riserva, era stato bravissimo ad approfittare degli infortuni ciclici degli altri attaccanti per prendersi il posto.

I gol stagionali erano stati 14. Non tantissimi ma sufficienti a far pensare che i margini di crescita fossero enormi. Dello stesso avviso, però, non era la famosa triade. Nella fattispecie, Luciano Moggi era rimasto molto deluso dai comportamenti fuori dal campo di Vieri. Troppi gli avvistamenti nelle varie discoteche, un atteggiamento totalmente contrario al noto codice etico juventino. Il DG bianconero era consapevole dell’enorme plusvalenza che avrebbe realizzato. Pagato 6 miliardi, riuscì a venderlo a ben 34. Inoltre, Moggi si era ormai da tempo accaparrato il sostituto, Super Pippo Inzaghi, preso dall’Atalanta e ritenuto più finalizzatore.

L’ARRIVO IN SPAGNA E LO SCETTICISMO

Bobo Vieri, negli ultimi tempi, aveva avvertito la scarsa fiducia nei suoi confronti da parte della dirigenza bianconera. Una sensazione che lo aveva portato a schierarsi apertamente a favore del buon esisto della trattativa. Che non fosse un periodo di grande stima, Vieri se ne accorse anche durante il suo compleanno. Tra gli invitati vi era anche Pippo Inzaghi, l’uomo designato a prenderne il posto alla Juventus. La torta raffigurava 24 palloni, di cui 8 infilati dentro ad una porta da calcio. Inzaghi, scherzando, gli fece presente che, date le sue scarse doti tecniche, infilare 8 palloni su 24 in porta era eccessivo. Questo per comprendere quale fosse la considerazione generale della quale godeva Bobo in quel periodo.

In Spagna, intanto, la gente e soprattutto la stampa non riuscivano proprio a capacitarsi del suo acquisto. Negli stessi giorni, l’Inter aveva prelevato Luis Nazario da Lima Ronaldo dal Barcellona per 48. Un extrarrestre, reduce da una stagione pazzesca con tanto di titolo di Pichichi e Pallone d’Oro ipotecato. Poteva Vieri valere solo 14 miliardi in meno? Per gli spagnoli era un mistero inconcepibile. All’arrivo, gli attribuirono immediatamente il soprannome di “El Mudo“. Questo perchè non lo videro mai parlare, né tanto meno sorridere. In ogni caso, pur tra lo scetticismo, si trovò circondato da migliaia di tifosi ad accoglierlo. Le pressioni erano enormi, alimentate anche dalle parole del presidente Gil, che lo definì un diamante. Ora stava a Bobo Vieri dimostrare all’Atletico Madrid e a tutta la Spagna di valere quei soldi…

UN INIZIO COMPLICATO

Tra Bobo Vieri e l’Atletico Madrid non furono subito rose e fiori. L’inizio non fu dei migliori e nelle prime gare l’italiano stentò. L’esordio fu alquanto affascinante, un derby contro il Real Madrid. La partita terminò 1-1 con i Colchoneros che sbloccarono  la gara con Juninho ma furono ripresi da Clarence Seedorf. La prova di Vieri fu alquanto negativa. Il centravanti nato in Australia fallì clamorosamente almeno 3 occasioni. Emblematica quella procurata per via di un incredibile liscio di Karanka. Con un’autostrada da percorrere per arrivare davanti al portiere Illgner, Vieri “litigò” nella corsa con il pallone, finendo per farsi fermare. Steccata anche la seconda partita contro il Valladolid (a secco nonostante il 5-0 dei suoi), Vieri si sbloccò alla terza.

Era l’esordio della squadra in Coppa Uefa e Christian mise a segno una rete nel 2-1 al Leicester. Ancora a digiuno nella terza partita in Liga, trovò una doppietta alla 4° giornata contro il Celta Vigo. Nonostante i primi gol, le critiche continuarono a piovere. Veniva ammirata la sua dirompente forza fisica, capace di rompere qualsiasi difesa. Quello che invece faceva difetto, continuava a essere la qualità e la finalizzazione. Erano sempre troppi gli stop sbagliati, gli appoggi approssimativi e le occasioni gettate nel cestino. Se ne accorse anche Antic, il suo assoluto mentore, che decise di sottoporlo, al termine di ogni allenamento, a lunghissime sedute di lavoro tecnico e di tiri in porta. Una “fatica extra” che portò subito i frutti.

L’ESPLOSIONE DI BOBO VIERI ALL’ATLETICO MADRID

I primi effetti delle nuove cure di Antic, si videro già dalla trasferta di Oviedo, vinta per 2-0. Lanciato in campo aperto, Vieri mostrò tutta la sua devastante progressione ma riuscì a mantenere la freddezza dinanzi al portiere. Nella seguente settimana, riservata agli impegni delle Nazionali, Bobone ebbe un malore in un ristorante, al termine della partita contro l’Inghilterra. Dimesso poche ore prima dell’impegno contro il Merida, tornò in Spagna, giocò e fece nuovamente gol. Quattro giorni dopo fece addirittura tripletta contro il Saragozza. Ormai L’Atletico Madrid era ai piedi del suo bomber, Bobo Vieri. Le medie su cui viaggiava l’attaccante erano devastanti. In Liga si viaggiava al passo di un gol a partita.

Tuttavia, la partita simbolo della stagione fu la seguente, in Coppa Uefa. I Colchoneros sfidarono il Paok di Salonicco nel secondo turno della competizione. Vieri fece ancora una volta tripletta, la seconda di fila. Ma fu il terzo gol quello a entrare nella storia. Sotto una pioggia battente, Vieri si ritrovò a inseguire un pallone apparentemente imprendibile, reso ancor più veloce dal terreno bagnato. Il portiere Michopoulos, approfittando dell’apparente ritardo dell’attaccante italiano, decise di lasciare la sua porta e di proteggere la scontata uscita della sfera in rimessa dal fondo. Quando la palla stava per varcare la linea, il greco, convinto del fatto suo, fece una sorta di finta di corpo e la lasciò sfilare.

Vieri si inserì, controllò la sfera di interno piede e dalla linea di fondo, in una rotazione del tutto innaturale, calciò verso la porta. Sembrava un gol impossibile da realizzare ma la traiettoria magica terminò la corsa all’interno della porta del Paok. Il Calderon impazzì letteralmente di gioia per il suo centravanti. Lo stesso “Mudo“, per la prima volta da quando vestiva biancorosso, decise finalmente di esultare. Il gol venne presto definito, nonostante fossimo solo a ottobre, come il più bello dell’anno. Chi prima lo criticava, iniziò a lodarne le prestazioni e a definirlo il miglior acquisto di tutta la Liga. (Clicca QUI per vedere lo splendido gol siglato al Paok).

MEDIE REALIZZATIVE PAZZESCHE

Il binomio d’attacco con Kiko continuò a funzionare a meraviglia. Nelle gare successive, Vieri continuò a timbrare il cartellino con disarmante regolarità ma iniziarono a circolare delle voci sul suo ambientamento. Sembrava, infatti, che il centravanti non si fosse adattato per il meglio allo stile di vita spagnola e che avesse grossa nostalgia dell’Italia. In questo clima, si inserì subito l’avvocato Agnelli, che non si era mai perdonato di aver ceduto un suo pupillo. Le chiamate tra i due si fecero sempre più frequenti e il presidente della Juventus promise di riportarlo in Italia al termine della stagione. Inzaghi lo stava sostituendo bene ma lui sognava già una coppia atomica tra i due, magari illuminata anche da Del Piero.

A interrompere il periodo d’oro sul campo, arrivarono i soliti infortuni. Una componente purtroppo abituale della carriera del bomber. Mentre viaggiava alla media di un gol ogni 75 minuti, fu colpito da una fortissima fitta alla coscia ad inizio partita con il Compostela. Uno stiramento che lo tenne fuori per 45 giorni. In questo periodo, privo della verve realizzativa di Bobo Vieri, l’Atletico Madrid incappò in un tunnel buio di risultati che compromisero definitivamente i sogni di gloria nella Liga. Ricevuto il via libera dei medici, il bomber azzurro riprese ad allenarsi ma non si sentiva sicuro. Una sorta di blocco psicologico che lo frenò a più riprese. Solo in vista del derby con il Real, prima di ritorno, fu praticamente costretto a giocare da Gil e Antic.

In campo apparve come un fantasma, quasi spaventato dall’idea di farsi nuovamente male. Giocò una gara del tutto anomala tanto che, al fischio finale, chiese e ottenne altro tempo per riprendersi meglio dall’infortunio. Al rientro, un paio di settimane dopo, riprese a segnare con incredibilità continuità. La buttò dentro per ben 6 partite consecutive, anche se nel mentre l’Atletico fu costretto a rinunciare anche al brasiliano Juninho, altro asso della squadra. Il 21 marzo, Vieri siglò il primo poker della stagione al Salamanca. Un bottino che però non fu sufficiente a portare punti, vista l’incredibile sconfitta per 5-4. La reazione di Bobo fu veemente, con uno spogliatoio distrutto e una salata multa da parte della società.

IL LITIGIO CON ANTIC

Fu l’ennesimo episodio che sanciva il sempre più probabile strappo tra l’Atletico Madrid e Bobo Vieri. Ormai era evidente: l’attaccante in Spagna non voleva più stare. Non bastarono i 24 gol in altrettante partite giocate e il titolo di Pichichi vinto. Vieri voleva assolutamente tornare in Italia. Preso atto della volontà del proprio bomber, il presidente Gil lo mise sul mercato. Una scelta anche obbligatoria, visto il pessimo andamento della squadra, giunta solo al 7° posto nella Liga. Un cammino molto deludente per un club che aveva speso tantissimi soldi sul mercato e non nascondeva importanti ambizioni. Era impensabile trattenere un giocatore di livello ormai internazionale in una società che non aveva un preciso piano per il futuro. Nel finale di stagione, peraltro, si era incrinato perfino il rapporto con Antic. Vieri, dopo una sostituzione, lo aveva pesantemente insultato.

Dopo una doppietta al Barcellona nella penultima giornata, Bobo si tolse parecchi sassolini dalla scarpa. In un’intervista, sparò a zero sul suo allenatore. L’idillio iniziale tra i due, con quelle lunghe sedute personalizzate, erano ormai un lontano ricordo. Vieri accusò Antic di fare allenamenti troppo leggeri e di aver contribuito, con le sue metodologie, ai suoi infortuni. Rincarò la dose dicendo che ormai non si parlavano da tempo perchè il serbo era una persona poco intelligente. Antic si vendicò, lasciandolo fuori dai convocati per l’ultima partita e rivelando in conferenza stampa che Vieri aveva chiuso tutte le discoteche di Madrid in quei mesi nella capitale. Uno strappo ormai totale. Gil, tuttavia, sperò per un attimo di fargli cambiare idea. Dopo aver esonerato il tecnico, annunciò Arrigo Sacchi come nuovo allenatore. Un connazionale per Vieri…

L’ADDIO DI BOBO VIERI ALL’ATLETICO MADRID

In tutto erano stati 29 gol in 32 partite. Non le medie dell’anno prima di Ronaldo ma neanche così distanti. Vieri aveva tutto per poter fare la differenza nella Liga, ma non volle più saperne nulla. Iniziò ad allenarsi agli ordini di Arrigo Sacchi, ma in cuor suo ormai aveva già deciso di tornare in Italia. Il tecnico di Fusignano non sembrò neanche provare più di tanto a convincerlo. Anzi, mesi dopo, quando fu esonerato, fu accusato in Spagna di essere d’accordo col centravanti e di averlo aiutato a partire. Una verità che, forse, non si saprà mai.

Sappiamo invece, degli oltre 50 miliardi che Gil chiedeva a tutte le società che bussavano alla porta. Vieri fu cercato da quasi tutte le big del calcio europeo e italiano. Molti di questi club, appreso il prezzo, scappavano terrorizzate. Il suo ritorno alla Juventus non si concretizzò. I bianconeri furono a lungo in trattativa con l’Atletico Madrid ma non riuscirono a trovare un accordo economico con Gil. Proprio in quel contesto, si inserì l’ambiziosa Lazio di Sergio Cragnotti, che sventolò un assegno da 55 miliardi agli spagnoli. Offerta immediatamente accettata e contratto faraonico per il centravanti, da 7 miliardi a stagione.

La telenovela tra Bobo Vieri e l’Atletico Madrid era finalmente finita. Lo stesso centravanti a più riprese, in futuro, parlerà in termini poco lusinghieri della sua avventura spagnola. Svelerà di essersi allenato un paio di volte con la squadra, di aver fatto molte serate e di essersi trovato avvantaggio dal fatto che era un calcio di livello inferiore alla Serie A. A Roma, sponda bianco celeste, Christian resterà solo una stagione, contribuendo a vincere la Coppa delle Coppe. Poi, pagato a peso d’oro, si trasferirà all’Inter, dove vivrà gli anni più lunghi e belli della sua carriera. Per concludere, ecco un video con tutti i 24 gol siglati dal centravanti nella Liga:

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