La battaglia di Canne e la nascita del contropiede

Battaglia di Canne contropiede

Il contropiede nella storia: un’invenzione dei cartaginesi contro i romani

Il contropiede è uno dei principi più famosi del calcio, tanto da diventare un concetto utilizzato anche in tante situazioni della vita quotidiana. Si tratta però di un principio che affonda le proprie radici a tanti secoli prima della nascita del pallone. Infatti non fummo noi italiani e nemmeno gli svizzeri (ideatori del Verrou negli anni Trenta, da cui poi nacque il nostro catenaccio), bensì i cartaginesi ad applicarlo per primi. Accadde nella famosa battaglia di Canne, celebre episodio delle Guerre puniche, tornate in auge in questi giorni.

La battaglia di Canne: il primo esempio di contropiede nella storia

Era il 2 agosto 216 a.C., quando nella città di Canne, sita nell’attuale Puglia in una località oggi chiamata Canne della Battaglia, si svolse una delle più celebri battaglie della storia antica e in particolare delle Guerre Puniche. Di fronte i cartaginesi e i romani che da decenni, ormai erano divisi da un odio profondo e da due anni avevano ripreso a combattersi nella seconda guerra Punica. Dopo due tentativi a vuoto (Battaglia della Trebbia e battaglia del Lago Trasimeno) i romani decisero di affrontare i nemici nella città pugliese. I cartaginesi erano guidati del temuto condottiero Annibale che anche in quell’occasione escogitò una mossa che si rivelerà geniale, dopo il celebre attraversamento delle Alpi con gli elefanti. L’esercito romano era numericamente superiore a quello cartaginese. Eppure, sul campo, i pronostici furono ribaltati.

La geniale mossa di Annibale che rovesciò le sorti della battaglia campale

I romani decisero di attaccare frontalmente il nemico e su questo Annibale ebbe l’intuizione geniale. Schierò le truppe alleate galliche e iberiche a formare un arco. In questo modo attirò le truppe nemiche al centro, in quello che era l’apparente punto debole dei cartaginesi. Contemporaneamente, però, questo schieramento consentiva ai cartaginesi di ripiegare in maniera abbastanza agevole reggendo l’urto degli attacchi frontali e non disgregandosi. Indietreggiando, i cartaginesi attirarono i soldati italici in un imbuto chiuso ai lati dai veterani africani. Una trappola mortale per l’esercito romano. Infine fu la cavalleria cartaginese ad assestare il colpo del k.o. caricando alle spalle l’esercito romano. La battaglia di Canne si concluse con una vera e propria carneficina e passò alla storia come il primo esempio di aggiramento o “manovra a tenaglia” nel gergo della strategia militare. Se fosse stata una partita di calcio, sarebbe stata invece la prima partita vinta da una squadra in contropiede. È certamente però  la dimostrazione che chi capisce solo di calcio non sa niente di calcio”. Parola del condottiero romanista José Mourinho.

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