L’arbitro brasiliano che uccise un giocatore e fu decapitato in campo

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Una vera e propria tragedia quella che si è consumato in Brasile nel 2013 quando un giovane arbitro ha accoltellato un giocatore, uccidendolo, ma venendo poi decapitato dai tifosi locali.

L’ORRORE DELL’ARBITRO DECAPITATO

Era una semplice partita tra dilettanti da disputarsi a Pio XII. Purtroppo si è trasformata in un vero e proprio film dell’orrore, con l’arbitro dell’incontro addirittura decapitato in campo. Ci troviamo nello Stato di Maranhao, nord-est del Brasile. Una delle zone più povere e malfamate dell’intero Paese. Ma anche qui, come in ogni parte del mondo, il pallone rotola e appassiona centinaia di migliaia di persone, forse fin troppo. Un giovane arbitro, Otavio Jordão da Silva de Cantanhed si reca a dirigere un incontro dei dilettanti. Lo fa portandosi dietro un coltello, cosa abbastanza frequente da queste parti. Dovrebbe essere un metodo, alquanto discutibile, di tutelarsi in caso di aggressioni. Il problema è che il giovane direttore di gara, appena ventenne, decide di portarsi quell’arma bianca anche in campo, durante la partita.

Nel corso della sfida, un calciatore della squadra locale, il 31enne Abreu ha pensato bene di eccedere nelle proteste. Non si è fermato alle aggressioni verbali ma ha colpito Otavio con due calci. Quest’ultimo, senza pensarci troppo ha tirato fuori il coltello. Dal suo braccio sono partiti due fendenti, che hanno ferito mortalmente Abreu. Il trasporto in ospedale è stato inutile, perchè poco dopo il 31enne calciatore è morto per i gravissimi danni subiti. Ma quello che è accaduto allo stadio, subito dopo l’episodio, è stato ancor più agghiacciante. Già piuttosto indispettiti dalla direzione arbitrale di Otavio, i supporter locali hanno deciso di invadere il terreno di gioco. Da lì in poi si è assistiti all’inferno assoluto.

LA BRUTALE AGGRESSIONE

Doveva essere una semplice partita tra dilettanti, già. E invece è accaduto quanto più terrificante si sia mai visto su un campo di calcio. Decine di tifosi hanno assalito il direttore di gara. Non hanno avuto alcune difficoltà nel catturarlo. Successivamente, per il ventenne arbitro non c’è stato più nulla da fare. E’ stato legato ad un palo e torturato. Otavio è stato lapidato, squartato. Infine,  l’arbitro è stato decapitato e la sua testa esposta su un palo vicino ad una delle due porte. Agghiacciante anche ciò che è accaduto tutt’attorno, con dozzine di persone a riprendere le orride scene con i cellulari.

Proprio grazie ai vari filmati, la polizia locale è riuscita a risalire ad alcuni degli aggressori. Uno di loro, Luis Moraes de Sousa, 27 anni, si è invece costituito di spontanea volontà poche ore dopo il fatto. Ha ammesso di aver partecipato al linciaggio ma di non essere stato lui a decapitare Otavio Catanhead. Nella sua versione dei fatti, a macchiarsi di questo orrendo crimine sarebbero stati due suoi amici: Francisco Edson Moraes de Sousa e de Sousa Josimar. Doveva essere una semplice partita tra dilettanti, non lo è stata…

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