Jack, il cane salva vite che ha fatto la storia dello Swansea!

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JACK, IL CANE CHE DIVENNE EROE DI SWANSEA

Ci sono giocatori e allenatori che possono entrare nella storia del calcio per vittorie o record infranti, ma al tempo stesso può capitare che degli animali rientrino nei famosi almanacchi del football. Passare da gatti a cani, il salto è breve. La celeberrima frase “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” di Giovanni Trapattoni aveva già dato un assaggio, ma la storia che vi stiamo per raccontare è unica. Sapete da dove proviene? Dall’Inghilterra, “stranamente”. Il protagonista si chiamava Jack, un cane che dal 1930 era sotto la padronanza di Taulford Davies, un vecchietto che nel giro di un anno perse l’animale, preso poi in cura da William Thomas poco tempo dopo. Swansea era lo scenario, secondo centro abitato del Galles che si affaccia sul canale di Bristol.

Thomas viveva nella zona del North Dock, un luogo circondato dall’acqua visti i moli sul mare e il fiume Tawe. Ironia della sorte, il piccolo Retriever aveva paura dell’acqua. Non era attratto dall’idea di nuotare in quel liquido trasparente che poi diventerà il suo punto di forza. Fu proprio il suo padrone ad addestrarlo, visto che lo incoraggiò più volte a tuffarsi per fare una nuotata con alcuni dei ragazzi locali. Inizialmente Jack si abituò ad aggrapparsi ai collari dei giovanotti inglesi per stare a galla, anche se, una volta appeso, trascinava volontariamente la “preda” a riva. Come se volesse salvarla. La svolta per il cane arrivò un pomeriggio di giugno, quando un ragazzino di 12 anni di nome Timmy rischiò di annegare nel fiume Tawe.

L’ADDESTRAMENTO DI THOMAS

Il piccolo Jack, in quel momento, si trovava nelle vicinanze e non appena sentì le grida disperate corse verso il fiume tuffandosi e salvando la vita al bambino. Un salvataggio eroico che però non venne reso noto in un primo momento. William Thomas rimase esterrefatto dal gesto compiuto dal suo animale, che continuò ad addestrare sia in acqua che sulla terra. Gli fece fare anche delle lezioni olfattive, in modo tale da fargli sentire qualsiasi tipo di odore.

IL SECONDO SALVATAGGIO DI JACK

Passarono diverse settimane e Jack compì il suo secondo salvataggio. Questa volta tuffandosi in mare da un molo di fronte a una folla di persone. Il secondo atto nobile del Retriever non poteva passare ancora una volta inosservato, e infatti a Swansea incominciò a fare notizia il fatto che un cane stesse salvando delle vite umane. Nel luglio del 1931, un nuotatore si stava facendo strada attraverso la foce del fiume vicino al molo di Swansea West, quando ad un certo punto apparve in difficoltà. Jack annusò il pericolo fiondandosi verso l’uomo che, come da manuale, salvò. Sembrava una partita di calcio visto che attorno alla scena ci furono diversi spettatori pronti a fare il tifo per quella bestia, simbolo di una cittadina di 170 mila abitanti.

Il giorno dopo la sua foto andò su tutti i giornali locali e il consiglio comunale gli conferì un collare d’argento. Nell’agosto 1934 il conteggio dei salvataggi ammontava a 14. La cifra finale però rimase indefinita visto che il padrone William era analfabeta, e non teneva un registro col conteggio dei soccorsi. Leggende narrano che fossero 27 le persone salvate. Jack, comunque, divenne una celebrità nel vero senso della parola, tanto che il quotidiano londinese Star lo nominò come cane più coraggioso dell’anno. L’eroe a quattro zampe divenne simbolo anche della squadra di calcio, lo Swansea City. Pensate, i calciatori, ancora oggi, sono soprannominati the Jacks in onore di quel cane. Swansea Jack sarà poi il nome definitivo affibbiatogli.

LA MORTE

L’eroica vita del nostro Jack terminò prematuramente il 2 ottobre 1937, quando ingerì del veleno per topi che gli causò la morte a soli 7 anni. La notizia della sua scomparsa fece il giro del Regno Unito, venendo riportata da quasi tutti i quotidiani britannici. Da quel momento se n’era andato un martire, un idolo di un paese che ha protratto la morte a una trentina di umani. Ad oggi è l’unico cane ad aver ricevuto due medaglie di bronzo dal National Canine Defensive League, oggi denominato Dog Trust, a cui si aggiungono ad altri innumerevoli premi. Nel 2000, invece, Swansea Jack è stato nominato “cane del secolo” dalla New Found Friend of Bristol, una scuola che addestra i cani al soccorso acquatico.

La città di Swansea non rimase indifferente alla scomparsa dell’animale che aveva dato il soprannome alla squadra di calcio. Così, grazie ad una raccolta di donazioni pubbliche, fu fatto costruire un piccolo monumento funerario in suo onore, che si trova sul lungomare, sulla Promanade vicino al campo di rugby di St.Helen. Nel giro di pochissimo tempo Swansea Jack divenne di uso comune per indicare gli abitanti della città, e anche un pub in Oystermouth Road venne ribattezzato in questo modo. Una storia affascinante e romantica che fa capire quanto è stato importante un cane per la città di Swansea e per la relativa squadra di calcio, che a quel tempo erano una sola cosa.

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