Il biennio post Fiorentina della bandiera Giancarlo Antognoni al Losanna

Giancarlo Antognoni Losanna

La bandiera della Fiorentina, Giancarlo Antognoni, chiuse la sua carriera militando per due stagioni in Svizzera, con la maglia del Losanna. Un finale diverso da come avrebbe sognato, che comprende anche un gol da avversario alla sua amata Viola!

IL PASSAGGIO SOFFERTO DI GIANCARLO ANTOGNONI AL LOSANNA

Un dramma iniziato quel maledetto 22 novembre del 1981. Un terribile scontro col portiere del Genoa, Silvano Martina, che gli costò una frattura delle ossa craniche ma, soprattutto, un arresto cardiaco. Giancarlo Antognoni superò a fatica il tremendo periodo, riuscendo addirittura a prendere parte al Mondiale in Spagna, poi vinto dagli Azzurri. Tre anni dopo, il destino bussa di nuovo beffardamente alla porta di Giancarlo. Il dieci viola, dopo un micidiale intervento del difensore della Sampdoria, Luca Pellegrini, riporta la frattura scomposta di tibia e perone e resta fuori per oltre un anno. Da quel momento, il capitano Viola non tornerà più il meraviglioso calciatore che tutta Italia conosceva.

Un rientro a fatica e altre due stagioni complicate anche per la squadra, prima sotto la guida tecnica di Agroppi e poi di Bersellini, nonostante i gol di Ramon Diaz. Difficoltà che portarono la società a cambiare progetto ed affidarsi ad un allenatore emergente come lo svedese Sven Goran Eriksson, reduce da alti e bassi alla guida della Roma. Il tecnico, in quegli anni, portava avanti delle idee tattiche piuttosto innovative, basato su un calcio a zona e piuttosto offensivo. Un credo che poi, gradualmente, ridimensionerà in futuro, diventando meno integralista. Come già accaduto nella Capitale, Eriksson espresse subito il suo disappunto verso gli elementi della rosa a lui non graditi. Tra questi, il capitano Antognoni.

Già in giallorosso, lo svedese aveva spinto all’addio diversi baluardi dell’era Liedholm, ritenendoli non adatti al suo calcio, tra cui il grande Agostino Di Bartolomei. Così, nell’estate del 1987, Giancarlo si vide costretto a cercare una nuova sistemazione. Approfittando del regolamento dell’epoca, che permetteva lo svincolo ai calciatori più anziani in seguito al pagamento di un indennizzo, si accasò in Svizzera. Fu il Losanna a pagare i 200 milioni di lire per assicurarsi le prestazioni di Giancarlo Antognoni. Il centrocampista, d’altronde, innamorato com’era della sua Viola, non avrebbe potuto giocare per nessun’altra squadra italiana.

UN BIENNIO SENZA TROPPE SODDISFAZIONI

Antognoni, ormai trentaseienne, ebbe modo di confrontarsi con un campionato di caratura e ritmo minore. In questo modo poteva esprimere ancora lampi del suo talento nonostante il fisico non fosse più quello di un tempo. Nello stesso anno, curiosamente, anche un altro eroe del Mondiale ’82, Marco Tardelli si accasò in terra elvetica, firmando con il San Gallo. Anche il tedesco Rummenigge finì nel medesimo torneo, in forza al Servette mentre Lele Oriali declinò le offerte e preferì ritirarsi. Giancarlo Antognoni, invece, si assicurò un vantaggioso contratto da 650 milioni a stagione con il suo Losanna.

Per potersi permettere un simile ingaggio, il club svizzero si avvalse di una sorta di autotassazione di alcuni imprenditori locali. D’altronde, avere un calciatore del suo calibro, seppur a fine carriera, nella propria squadra era un motivo di grande orgoglio per tutto il movimento elvetico. L’atteso esordio era datato 8 agosto 1987, nella sfida tra il Losanna e lo Zurigo. Un’avventura che partì subito benissimo, con la bella vittoria per 3-1 e il sigillo personale direttamente su calcio di punizione, una delle specialità dell’ex 10 della Fiorentina. Tuttavia, il proseguo dell’esperienza al Losanna non conobbe moltissimi momenti di gioia.

La squadra, diretta dal mister Umberto Barberis, era piuttosto modesta. Lo stesso Antognoni diede dimostrazione di aver speso i suoi migliori anni nella sua lunga militanza alla Fiorentina. In entrambe le stagioni, il club elvetico chiuse nei bassifondi della classifica, riuscendosi a salvare ma deludendo, nel complesso, le aspettative. Giancarlo Antognoni totalizzò 51 presenze, impreziosite da 7 reti. In tutta la sua esperienza in Svizzera, il 10 diede la sensazione di avvertire un forte senso di malinconia, probabilmente per un finale di carriera che aveva sempre sognato differente.

IL GOL CONTRO LA SUA FIORENTINA

Durante la sua avventura al Losanna, Giancarlo Antognoni ebbe anche modo di vivere una giornata surreale. Era il 21 febbraio del 1988 e in programma, allo stadio Comunale di Campo di Marte di Firenze, andò in scena un’amichevole alquanto suggestiva tra la Viola e il club svizzero. Una gara che faceva parte dell’accordo per il trasferimento del centrocampista al Losanna. Ad attendere il ritorno a casa della loro bandiera, c’erano ben 15 mila spettatori. Un vero lusso per quel periodo, visto che la Fiorentina stava navigando in pessime acque. La cura Eriksson non aveva funzionato e la squadra rischiava la retrocessione. Nelle ultime settimane, la tifoseria era in aperta contestazione nei confronti della società del presidente Pontello.

Già da qualche gara, gran parte dei sostenitori viola avevano iniziato a disertare lo stadio. Il culmine era arrivato con gli avvilenti 700 spettatori nella precedente amichevole contro la Steaua Bucarest. Ma quella domenica mattina non sarebbero mai potuti mancare. La partita iniziò in un clima surreale. Se Antognoni riceveva continui applausi e cori, lo stesso non poteva dirsi per la Fiorentina, sonoramente fischiata dai tifosi. I Viola, tuttavia, passarono in vantaggio nel corso del primo tempo Davide Pellegrini, schierato, per l’occasione, proprio con la 10 che fu di Antognoni. Nella ripresa ci fu anche modo di assistere all’ingresso in campo del giovane fuoriclasse Roberto Baggio, colui che nella mente di dirigenti e tifosi viola avrebbe dovuto diventare la nuova bandiera.

Nel corso dei secondi 45 minuti, il Losanna prese più coraggio e cercò a più riprese di pervenire al pareggio. Vi riuscì a cinque minuti dal termine, guarda caso proprio con Giancarlo Antognoni. Dalla Curva Fiesole, quella dei tifosi della Fiorentina, si levò un autentico boato. Fu, probabilmente, la prima volta che allo stadio di Firenze si esultava per un gol subito dalla squadra. Al fischio finale, il tecnico del Losanna, Barberis, dichiarò: “Incredibile. Neppure per Paolo Rossi o per Tardelli sarebbe possibile una festa così. Antognoni è un mito. Sapevamo che a Firenze gli volevano bene, ma qui è successo il finimondo”. Un’esplosione di affetto che, sicuramente, il formidabile centrocampista avrebbe sognato di ricevere indossando quella maglia che per 343 partite era stata come una seconda pelle!

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