Dal rock al calcio: la curiosa storia del Pink Floyd Football Club

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IL PINK FLOYD FOOTBALL CLUB, UNA PASSIONE TRA MUSICA E CALCIO

Il rapporto tra musica e calcio è sempre stato molto stretto fin dagli albori di questo sport. Il fenomeno della globalizzazione e lo sviluppo di internet, poi, ha fatto sì che i due termini diventassero sempre più legati. Si pensi ai cori e ai canti del pubblico sudamericano tutt’oggi, che sono diventati praticamente degli spettacoli veri e propri. Chiaramente, ciascuna tifoseria attinge al proprio tifo una serie di canzoni o stornelli, generalmente per dare un’ulteriore spinta alla propria squadra. E il calcio senza tifosi, lo abbiamo visto, perde qualsiasi tipo di componente: spettacolare, attrattiva, scenografica. Oggi, però, non ci concentriamo tanto su cori o canzoni, ma su band. Il periodo britannico che va dagli anni ’60 ai ’90, venne “dominato” dai Pink Floyd, storico gruppo musicale rock che è riuscito a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca.

La fondazione band, formatasi a Londra nel 1965, si deve al cantante e chitarrista Syd Barrett, al bassista Roger Waters, al batterista Nick Mason e al tastierista Richard Wright. Nel Natale del 1973, sull’onda del capolavoro chiamato “The Dark Side of the Moon”, venne fondata una squadra di calcio pinkfloydiana, denominata “First Eleven”. Storm Thorgerson, famoso grafico del gruppo inglese, immortalò l’undici della rock band (quella che vedete in copertina), inserendola nella copertina di A Nice Pair, un disco che la Emi mise in vendita proprio nel ’73. La foto risalì ad un incontro in cui il Pink Floyd Football Club perse per 4-0 contro una squadra di marxisti della parte settentrionale di Londra. Thorgerson pensò in un primo momento di fotografare il pugile Floyd Patterson, campione del mondo dei pesi massimi tra il 1956 e il 1962, ritratto in guantoni e calzoncini rosa.

Alla fine l’operazione fallì completamente per via delle richieste di Patterson, il quale pretese ben 5.000 dollari. Somma ritenuta offensiva nei confronti della band, che mandò a quel paese il pugile. Oltre alla musica, i 4 Floyd erano follemente appassionati di calcio. Nelle lunghe giornate passate on the road, fra una tappa e l’altra, scappava qualche partitella a pallone. Ecco, da qui nacque tutto.

I RUOLI DEI PROTAGONISTI

“C’era sempre un pallone con noi, non mancava mai nelle nostre tournée in giro per il mondo”, disse il leggendario bassista Roger Waters, tifosissimo dell’Arsenal. A Padova, nel luglio 2013, il membro della band lasciò il suo autografo sulla seconda maglia della squadra veneta, simile a quella usata dai Gunners. Calcisticamente parlando, lui difendeva i pali della squadra più psichedelica che abbia mai calcato i campi da gioco. Coraggioso nelle uscite ma non esente da svarioni. Insomma, portiere più che discreto. In difesa, come terzino destro agiva Wright, dotato di buona tecnica e corsa che lo rendevano più che affidabile. L’ala destra era David Gilmour, che poteva vantare di un repertorio molto raro: estro, fantasia, tecnica e velocità.

Tutte caratteristiche perfette per ricalcare quel tipo di ruolo all’epoca. Davanti alla difesa, invece, c’era Nick Mason, un tuttofare del centrocampo che garantiva tempi alla manovra ma anche tanto dinamismo, tipico da football inglese.

A completare la formazione ci furono: Storm Thorgerson, regista dai piedi buoni, Peter Watts, tecnico del suono e manager della band che trovò impiego come centrocampista centrale, Arthur Max, tecnico delle luci nonché grande ala sinistra e Chris Adamson, road manager del gruppo che si rivelò un più che valido terzino sinistro. Il difensore centrale, invece, lo faceva Steve O’Rourke, ultimo baluardo davanti al portiere. Il bomber era Tony Howard, agente musicale dei Pink Floyd che fece intravedere un’ottima capacità di realizzazione. Per far capire il legame tra musica e calcio che ha dato vita al Pink Floyd Football Club, si può scorgere nella numerosa discografia pinkfloydiana un brano dove emerge questo collegamento: si tratta di Fearless, traccia inserita nell’album Meedle del 1971.

Scritta nel 1971 da David Gilmour e Roger Waters, il sottofondo della canzone è costantemente accompagnato da “You’ll Never Walk Alone”, storico coro del Liverpool cantato dalla Kop. (“Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta, tieni bene la testa in alto e non aver paura del buio alla fine della tempesta … cammina nel vento, cammina nella pioggia, anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati, va avanti, va avanti con la speranza nel tuo cuore…”). Quel coro fu registrato durante un derby tra i Reds e l’Everton. Ciò nonostante, si percepisce nel disco un “Everton, Everton” sommerso dai fischi dei tifosi avversari.

ALTRI ESEMPI DEL BINOMIO ROCK-CALCIO

Al First Eleven non mancavano di certo le tifose, che erano cinque bellissime cheerleaders. La storia del Pink Floyd Football Club, però, non è l’unica che mischia il rock col calcio. Elton John, per esempio, fu presidente del Watford e dedicò un brano al fenomeno rumeno Hagi (I’m stille standing). In una fotografia del 1976, John venne ritratto a Città del Messico all’interno dello stadio Azteca per calciare un rigore sotto lo sguardo di George Best. Rod Stewart è ancora oggi un super tifoso del Celtic Glasgow. I Primal Scream scrissero “The Man and the Scream Team Meet the Barney Army” in onore della nazionale scozzese; oppure i Super Furry Animals dedicarono “The Man Don’t Give a Fuck” a Robin Friday, genio e sregolatezza del calcio inglese che nessuno ha mai visto giocare. Da non dimenticare anche il tributo dei Kinks a George Best con Delicate Follower of Fashion”.

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