Claudio Marchisio: l’ultima esperienza del Principino in Russia allo Zenit

Claudio Marchisio Zenit

Al termine del suo contratto con la Juventus, nell’estate del 2018, Claudio Marchisio firmò un accordo con i russi dello Zenit di San Pietroburgo. Fu l’ultima parentesi della carriera del Principino e fu caratterizzata da tantissimi problemi fisici che lo portarono al prematuro ritiro.

CLAUDIO MARCHISIO, IL PRINCIPINO DELLA JUVENTUS CHE FINI’ ALLO ZENIT

Stagione 2011-2012. La Juventus, dopo anni abbastanza bui, è tornata al vertice del calcio italiano. Merito, soprattutto, del grandissimo lavoro di Antonio Conte, che ha preso una squadra giunta settima nei due precedenti campionati e l’ha portata clamorosamente allo scudetto. Tra i migliori protagonisti di quella Juve c’è senz’altro Claudio Marchisio, in arte il Principino. Centrocampista completo, cresciuto nelle giovanili bianconere e con alle spalle un prestito all’Empoli, ha avuto una crescita spaventosa negli schemi tattici di Conte. Penalizzato, nella stagione precedente, dal 4-4-2 di Delneri, che spesso lo schierava esterno, si è invece consacrato come mezzala di inserimento, specialmente dopo il passaggio al 3-5-2.

E’ considerato, unilateralmente, come uno dei centrocampisti più interessanti del panorama europeo. Ha qualità tecniche, visione di gioco, corsa e tempi di inserimento. Inoltre, facendo leva sul suo passato da attaccante, ha anche un ottimo feeling con il gol, come dimostrano i 9 gol in campionati. Insomma, la Juventus se lo coccola e gongola anche il CT della Nazionale Prandelli, che ne fa presto un fulcro dell’Italia. Sembra andare tutto per il meglio, Marchisio si ripete nella stagione seguente ma successivamente si infortuna al ginocchio. E’ uno stop complicato, perché nel frattempo esplode il talento di Pogba e al rientro in squadra non trova più un posto da titolare.

Pur recuperando dal problema fisico, il Principino perde un po’ della mobilità che lo aveva reso micidiale negli inserimenti. Si ricicla da autentico jolly del reparto, giocando perfino da trequartista e da regista basso, specialmente dopo l’avvento di Allegri. Nel 2016, però, arriva un nuovo infortunio: salta il crociato. Dopo 6 mesi di stop, il giocatore non è più quello di prima. Fatica a riprendere una buona condizione e scivola, man mano, nelle retrovie delle gerarchie di Max Allegri. Inutile a dirlo, finisce per perdere anche il posto in Nazionale. Così, alla scadenza del contratto con la Juventus, il centrocampista si ritrova libero. Non avendo intenzione di vestire la maglia di un altro club italiano, Claudio Marchisio decide di firmare per lo Zenit.

LA COMPLICATA AVVENTURA RUSSA

Al momento della firma, dalle parti di San Pietroburgo c’è grande eccitazione. Quello che arriva, è un calciatore con un curriculum di primissimo piano e dalla notevole esperienza internazionale. Il DS del club russo, Javier Ribalta, lo convince senza neanche troppa fatica a firmare. Certo, ci sono circa 6 milioni e mezzo di buoni motivi per accordarsi con lo Zenit, ma Claudio Marchisio rimane anche affascinato dal progetto tecnico e lusingato dal fermento per il suo arrivo. Gli viene data la maglia numero 10, un investimento di notevole spessore che fa comprendere il peso mediatico del suo acquisto. Da queste parti, inoltre, con gli italiani, almeno nel passato recente, è andata piuttosto bene. Luciano Spalletti è stato sulla panchina del club fino ad un paio di anni prima ed è riuscito a vincere anche un titolo.

Proprio l’ex tecnico della Roma avrebbe sicuramente apprezzato l’arrivo di Marchisio, date le sue qualità nell’inserimento senza palla. Inoltre, anche Mimmo Criscito ha vestito a lungo la maglia dello Zenit, fornendo un contributo notevole. Marchisio, in ogni caso, è consapevole di dover recuperare una buona condizione fisica e viene affidato alle cure di Andrea Scanavino, preparatore atletico del club. Lo scopo è quello di tornare al top per aggregarsi ad una squadra estremamente forte per il livello del calcio russo. Ci sono calciatori di livello internazionale come Driussi, Hernani, Kranevitter, Noboa, Ivanovic e l’ex Roma Paredes. Poi anche elementi locali di ottimo valore, tra cui l’attuale viola Kokorin e il bomber Dzjuba. L’impatto di Marchisio, non appena viene spedito in campo, è subito buono. Il ragazzo gioca con continuità e trova anche il suo primo gol contro l’Anzhi.

I TANTI, TROPPI INFORTUNI

Tuttavia, le buone sensazioni iniziali svaniscono presto. Mentre la squadra di mister Semak si lancia subito in vetta alla classifica del campionato russo e supera senza patemi il girone di Europa League, il Principino inizia a soffrire di continui guai fisici. Prima alcuni stop muscolari, che ne limitano la presenza, poi un forte dolore al ginocchio. L’esito dei controlli porta ad un nuovo intervento chirurgico, stavolta al menisco. Non è un infortunio gravissimo come i precedenti ma, di fatto, segna anche l’anticipata conclusione della stagione di Claudio Marchisio allo Zenit. Il club vince il campionato russo con 3 giornate di anticipo, arricchendo la bacheca di trofei del Principino, ma il ragazzo non è riuscito a contribuire come avrebbe voluto.

Soltanto 9 presenze in campionato e una manciata nelle coppe: troppo poco per sentirsi ancora utile alla causa. Così, conclusa la prima stagione in Russia, Marchisio propone al club la rescissione del contratto. Non vuole essere un peso, complice anche il principesco ingaggio percepito. Ottenuto lo svincolo, il centrocampista fa ritorno in Italia, dichiarando inizialmente di voler continuare a giocare. Si allena da solo per qualche mese, alla ricerca di una forma fisica che non arriverà più. Così, nonostante i soli 32 anni, Claudio Marchisio annuncia il suo ritiro. E’ l’addio al calcio di uno dei centrocampisti più interessanti che il calcio italiano abbia prodotto nel recente passato ma che in Russia, purtroppo, non sono riusciti ad apprezzare…

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