Bolton-West Ham, la famosa finale di Fa Cup decisa da un cavallo bianco!

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BOLTON-WEST HAM 1923, LA PARTITA PASSATA ALLA STORIA PER UN CAVALLO

Il 28 aprile 1923 è una data storica per il football inglese. Quel giorno venne inaugurato uno dei tempi più sacri del calcio mondiale, Wembley. Uno stadio dalle mille occasioni che ha ospitato innumerevoli partite che hanno fatto la storia. Per esempio la finale di Fa Cup del 1923, tra il Bolton Wanderers e il West Ham. Una partita che si trasformò in un incubo vero e proprio. Ma andiamo con ordine. I lavori per la creazione del nuovo impianto erano terminati diversi mesi in anticipo rispetto a quanto ci si aspettava. L’apertura stimata ricadeva almeno nel 1924, e questo non poté che alzare dubbi sulla fattibilità di adoperare lo stadio così tanto tempo prima.

La Football Association contava sul fatto che nelle altre tre finali post guerra non si era arrivati ad un tutto esaurito, dunque non temeva che per l’inaugurazione di Wembley ci potessero essere 125mila anime. Così, arrivò la decisione che la finale di Fa Cup del 1923 avrebbe fatto conoscere al mondo l’Empire Stadium, lo Stadio dell’Impero, così battezzato dall’architettura civile britannica. La finale del campionato di calcio più antico del mondo avrebbe di per sè attratto tanto, ma nessuno poteva immaginare che Wembley fosse tutto esaurito. E la dose di rischio non era certo bassa. Finire una struttura così grande quasi un anno prima dalla data prestabilita non poteva di certo lasciare tranquilli gli addetti ai lavori.

Piccola curiosità, per celebrare il nuovo impianto, Re Giorgio V avrebbe avuto il compito di consegnare il trofeo alla squadra vincitrice. A due giorni dal calcio d’inizio, i giornali inglesi dissero che per la finale sarebbero stati presenti all’incirca 115mila spettatori, non di più. Peccato che le indiscrezioni dei vari tabloid britannici non ci azzeccarono per niente.

IL CAMMINO DELLE DUE SQUADRE E I VARI DISORDINI

Il West Ham militava in Second Division ed era in corsa per uno dei due posti che avrebbero garantito la promozione in First. Era una squadra che giocava un calcio prettamente britannico, quindi veloce, fisico e talvolta irruento. Il cammino in Fa Cup era iniziato con una vittoria per 3-2 sul campo dell’Hull City per poi continuare con le vittorie ai danni di Brighton, Plymouth, Southampton e Derby Country. Il Bolton Wanderers rappresentava, invece, una squadra di estrema caratura, visto che fino a quel momento era solita a lottare per le vette della First Division. Era una squadra più pragmatica, amalgamata bene ma che sfruttava più la dote del singolo che del collettivo.

Il cammino verso Wembley fu pressoché perfetto: Leeds United, Huddersfield Town, Charlton e Sheffield United furono le vittime che buttò fuori dal torneo. Il 28 aprile, il giorno della partita, in un clima primaverile, le tifoserie delle due fazioni circondarono con un certo impeto lo stadio. Il governo inglese aveva disposto una serie di trasporti pubblici molto efficienti in modo da garantire accessi facili per evitare sovraffollamenti e intoppi. I cancelli aprirono tre ore e mezza prima del fischio d’inizio (15) e fino alle 13 tutto era sotto controllo. La gente, però, continuava ad arrivare e anche le forze dell’ordine rimasero sorprese dalla quantità di tifosi. Così, alle 13.45 vennero chiusi i cancelli.

Diverse testimonianze raccontarono di quanto le strade ribollissero di ultras: la situazione stava precipitando. Un giornalista del Daily Mail scrisse che la sorveglianza era “inutile”, e i funzionari dentro e fuori dallo stadio “sembravano non sapere cosa fare”. Venne sollecitata ogni stazione di polizia di Londra in modo tale da contenere la quantità di persone ma il problema non si risolse. Era un vero e proprio formicaio, con i tifosi che si erano dispersi in tutto il perimetro esterno di Wembley.

L’INTERVENTO DI BILLIE, IL CAVALLO BIANCO, IN BOLTON-WEST HAM

Alle 14.15 la situazione degenerò in maniera definitiva, con la varie folle che abbatterono le barriere per entrare in maniera veemente nello stadio. Gli spettatori delle tribune basse dovettero arrampicarsi sulle recinzioni per non essere schiacciati, mentre molta altra gente era già finita ad invadere il terreno di gioco. Insomma, Wembley era stato inaugurato, ma dai tifosi. Bisognava trovare una soluzione per allontanare tutta quella massa e alla fine intervenne l’agente George Scorey con Billie, un cavallo bianco che divenne l’immagine simbolo di quella finale. Per l’intervento dell’animale, l’orario venne posticipato.

Non si vedeva più un filo d’erba per la quantità di tifosi che assiepavano Wembley. Le strade al di fuori dell’impianto erano tutte bloccate e i giocatori del Bolton furono costretti ad abbandonare il loro pullman per fare a piedi quel miglio che li separava dallo stadio. I dati ufficiali parlarono di 126.047 spettatori ma la stima totale fu di almeno 250.000. Stiamo parlando del doppio della capienza massima, quindi potete capire come la situazione fosse ingestibile. Si incominciò a parlare di rinvio ma la federazione fu contraria alla proposta. Con l’arrivo di Geroge V la situazione cambiò e la folla incominciò a collaborare con le autorità.

Raggiunto un ordine degno, la partita iniziò con un’ora di ritardo. Dopo appena 2 minuti, un giocatore degli Hammers, Jack Tresadern, rimase intrappolato tra la folla dopo una rimessa laterale non riuscendo più a recuperare la posizione in campo. Questo permise a David Jack di siglare la rete del vantaggio Bolton. Il tiro fu talmente forte che colpì anche uno spettatore, ammassato contro la rete e che perse i sensi. Passarono 10 minuti e i tifosi aumentarono sempre di più invadendo il campo. Partita sospesa. Dovette essere chiamata in causa nuovamente la polizia a cavallo e il buon Billie allontanò buona parte della folla; il suo intervento era risultato decisivo.

L’EPILOGO

La partita riprese e il West Ham alzò il ritmo per cercare un disperato pareggio. Il Bolton si difese con le unghie e con i denti, conservando il vantaggio anche per l’intervallo. I giocatori rimasero in campo perchè la via per gli spogliatoi era completamente intasata da spettatori. Così, la pausa durò solamente 5 minuti. Al 53′ il Bolton segnò il secondo in maniera rocambolesca. Ted Vizard passò la sfera a Jack Smith, che si liberò di un difensore per poi segnare. L’arbitro Asson convalidò la rete tra le proteste degli Hammers, i quali sostenevano che la palla non fosse entrata ma avesse colpito il palo. Inoltre, varie testimonianze parlarono del fatto che l’assist vincente per Smith fosse partito dai piedi di un tifoso del Bolton, che praticamente era in campo.

Il Bolton vinse per 2-0 quella partita che passerà alla storia come “White Horse Final”, la finale del cavallo bianco, risultato decisivo al fine di svolgere la gara. Il giorno dopo, gli eventi del pre-partita furono oggetto di discussione della Camera dei Comuni, che introdusse delle nuove e severe misure di sicurezza per le partite future. Le immagini di quel 28 aprile rimangono ancora oggi negli annali del calcio inglese, perchè sì, anche un cavallo può essere utile in certi casi. Bravo Billie!

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