Attilio Ferraris e quel suo discusso passaggio dalla Roma alla Lazio

Il controverso approdo di Attilio Ferraris IV dalla Roma alla Lazio.

Attilio Ferraris IV

Attilio Ferraris IV, un “core de Roma” Campione del Mondo

La storia di Roma è stata caratterizzata da guerre e divisioni. Anche nel calcio con due squadre come Roma e Lazio, divise da una antica rivalità. Una rivalità incarnata anche nella storia di Attilio Ferraris IV, difensore e centrocampista Campione del Mondo nel 1934 che ha legato la sua carriera alla squadra giallorossa fin dalle sue origini, concedendosi però un “flirt” negli anni Trenta con gli odiati rivali bianco-celesti. Un passaggio che generò inevitabilmente molte discussioni e addirittura un vero e proprio contenzioso tra le due squadre in un derby.

Un romano e romanista nella Roma testaccina

Classe 1904, Attilio Ferraris IV nacque nel 1904 nel Rione Borgo, uno dei quartieri storici della Capitale. Iniziò la sua carriera nelle file della Fortitudo, una delle società che nel 1927 si fusero per dare vita all’AS Roma, di cui Ferraris IV divenne uno dei primi calciatori. Il suo amore per la sua città gli fece rifiutare da ragazzino il passaggio ad un altro club di grande blasone del Nord Italia: nientepopodimeno che la Juventus. E ciò nonostante il club bianconero, mandò dei suoi emissari dal papà che era piemontese. Attilio però si sentiva romano al 100% e si sarebbe tatuato anche i colori della squadra per cui giocava. In breve tempo divenne un idolo della tifoseria giallorossa. Con il suo amico Fulvio Bernardini costituì una coppia formidabile sul campo di Testaccio, dove collezionò 198 presenze e 3 reti, divenendo anche il primo calciatore romanista a giocare in Nazionale. Un giocatore dotato di grande tecnica, ma poco avvezzo alla vita da atleta. Saltava diversi allenamenti ai quali preferiva spesso le belle donne, le macchine di grossa cilindrata e soprattutto il gioco d’azzardo per il quale si indebitava spesso e volentieri. Della Roma avrebbe potuto essere anche capitano ma preferì lasciare la fascia al suo amico Bernardini.

Attilio Ferraris, il Campione del Mondo che causò un contenzioso tra Roma e Lazio

L’apice della carriera di Attilio Ferraris nel 1934, quando vinse il Mondiale casalingo con l’Italia. Vittorio Pozzo scommise su un giocatore la cui carriera sembrava ormai al capolinea a soli 30 a causa della troppa indisciplina. Scommessa ampiamente ripagata quella del Commissario Unico. Proprio dopo quel Mondiale ci fu qualcun altro che decise di scommettere su Ferraris. Era Eugenio Gualdi, presidente della Lazio che arrivò ad offrirgli 150 mila lire pur di vedere l’emblema romanista vestire la casacca biancoceleste. Una cifra esorbitante per l’epoca che Ferraris non poteva evidentemente permettersi di rifiutare, anche per i suoi debiti di gioco probabilmente. Il suo trasferimento all’altra sponda del Tevere non poteva che suscitare clamore. Tant’è che sul contratto fu inserita una clausola che impediva al calciatore di giocare il Derby della Capitale, pena una multa da 25 mila lire. La stracittadina di andata andò in scena il 18 novembre 1934 e passò alla storia per un episodio clamoroso. Quel giorno, infatti, all’ultimo momento i laziali decisero di violare la clausola schierando il grande ex giallorosso dopo aver pagato la multa. Una scelta che infiammò l’atmosfera sugli spalti. I tifosi romanisti accolsero il “traditore” al grido di “venduto, venduto”, mentre i rivali biancocelesti risposero ironicamente acclamando il loro nuovo idolo al grido di “comprato, comprato”. Se l’atmosfera tra le due tifoserie era calda, in campo il risultato si congelò su un 1-1 firmato dalle reti di Guaita Piola, entrambe su rigore. Un risultato accompagnato da sospetti di “biscotto”. Ferraris giocò poi anche il derby di ritorno finito anch’esso in parità. Alla fine, però, tornò in giallorosso nel ’38 da figliuol prodigo dopo due annate biancocelesti.

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