Amatori Ponziana e Triestina, due squadre per una città e due nazioni

Amatori Ponziana

L’esodo istriano-dalmata e la tragedia delle Foibe che divisero Trieste anche nel calcio

Amatori Ponziana Triestina sono le due squadre di Trieste. Una città che ha vissuto una delle più grandi tragedie collaterali della Seconda Guerra Mondiale, ovvero quella dell’Esodo giuliano-dalmata che portò al dramma delle Foibe che si commemora oggi nella Giornata del Ricordo. Una grande tragedia che ebbe ripercussioni anche nello sport e nel calcio, con protagoniste le due formazioni triestine accomunate e allo stesso tempo divise da uno strano destino in quegli anni.

La scissione dell’Amatori Ponziana tra Italia e Jugoslavia

La complicata situazione di Trieste colpì in maniera evidente la Ponziana. La squadra biancazzurra rappresentava il quartiere popolare di San Giacomo, a maggioranza slava. Nel 1946 lo scenario creatosi con la fine della guerra comportò una scissione all’interno della società: da una costola del club nacque appunto l’Amatori Ponziana. Una squadra formata prevalentemente da giocatori triestini, ma su invito del maresciallo Josip Broz, ossia il padre padrone della Jugoslavia Tito, scelse di giocare nel campionato jugoslavo. La scissione ebbe naturalmente conseguenze anche per quello che restava della squadra italiana (la Ponziana) che militava in Serie C. La formazione italiana visse un inesorabile declino. Non meno complicato fu il cammino dei “ribelli” nel campionato jugoslavo. Al primo anno l’Amatori retrocesse ma fu ripescata per la riduzione del torneo a 10 squadre. Spiccò però la clamorosa vittoria contro l’Hajduk Spalato. Nella seconda stagione invece arrivò un buon 7° posto prima del ricongiungimento con la parte italiana. Un ricongiungimento molto faticoso. I “ribelli” jugoslavi furono etichettati come “traditori della patria” e squalificati per sei mesi dalla FIGC.

La Triestina “straniera” nella nostra Serie A

Mentre l’Amatori Ponziana si misurava con giganti del calcio slavo come Stella Rossa Hajduk Spalato, non meno complicato fu il destino della Triestina, la squadra più famosa della città. Dopo la guerra la città divenne uno Stato indipendente (di fatto mai costituitosi) conosciuto come Territorio Libero di Trieste. La formazione alabardata dovette giocare lontano da Trieste (precisamente allo stadio Moretti di Udine). La situazione politica della città determinò una situazione curiosa a livello calcistico. Dal 1947 al 1954 infatti, la Triestina fu l’unica squadra della Serie A non avente formalmente in territorio italiano. Una situazione che si ripercosse inevitabilmente anche sul campo con la squadra costretta sempre a lottare per la salvezza, pur avendo in quegli anni allenatori come il triestino DOC Nereo Rocco Béla Guttmann. La Triestina tornò ad essere effettivamente italiana dopo il Memorandum di Londra del 1954 che restituì la città all’Italia. Dovette passare ancora molto tempo affinché la questione dei confini tra Italia e Jugoslavia si risolse. Rimase però il ricordo di quella drammatica situazione che vide due squadre in una città, divise da due nazioni.

FOTO: Fabio Kanidisek Facebook.

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