Quando l’Eintracht Braunschweig rifilò tre gol nel primo tempo alla Juve

Quando la Juve prese tre gol in quarantacinque minuti dall’Eintracht Braunschweig in Coppa Campioni.

Eintracht Braunschweig-Juventus 1968

L’Eintracht Braunschweig e quella epica tripla sfida di Coppa dei Campioni contro la Juventus all’insegna del 3

Prima del Benfica ci fu una squadra che fece passare un brutto quarto d’ora, o meglio dei brutti quarantacinque minuti nientepopodimeno che alla Juventus. Si tratta dell’Eintracht Braunschweig, squadra tedesca attualmente militante nella Zweite Bundesliga che, nella lontana stagione 1967/68 disputò la Coppa dei Campioni da vincitrice del campionato tedesco. Nel suo cammino europeo la formazione della Sassonia si imbatté proprio contro la Vecchia Signora in una partita che sarebbe stata giocata per ben tre volte e che rimase alla storia soprattutto per la gara di andata.

I tre gol in soli quarantacinque minuti rifilati alla Vecchia Signora nella gara di andata

Il 31 gennaio 1968 andò in scena il primo atto dei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1967/68 tra Eintracht Braunschweig e Juventus. Che non sarebbe stata una partita come le altre lo si capì fin dalle prime battute. Iniziò bene per i bianconeri che passarono in vantaggio dopo 12 minuti grazie all’autorete di Peter Kaack. Trascorse poco più di un quarto d’ora e fu proprio lo stesso Kaack a pareggiare i conti e l’Eintracht venne fuori. Al 37′ la squadra teutonica ribaltò il risultato con il gol di Dulz. Un minuto dopo, arrivò il tris grazie a Horst Berg che fissò il punteggio sul 3-1 con il quale si andò al riposo a fine primo tempo. Fu il peggior numero di reti subite in un tempo dalla Juve in Coppa dei Campioni. Le zebre riuscirono a riaprire il match solo al minuto 81′ grazie alla rete di Giovanni Sacco dopo una bella azione rifinita con l’assist di Del Sol. C’era da giocare la gara di ritorno a Torino e tutto restava ancora aperto.

Eintracht-Braunschweig-Juventus, la partita giocata tre volte

La gara di ritorno si giocò il 20 febbraio al Comunale di Torino. A deciderla fu un rigore trasformato da Bercellino che tuttavia non bastò a decretare la squadra qualificata al turno successivo. All’epoca non ancora c’erano i tempi supplementari e tantomeno la regola dei gol in trasferta, perciò data la situazione di perfetta parità di gol tra le due squadre, si dovette giocare uno spareggio. Teatro della sfida il campo neutro di Berna in Svizzera. Nel primo tempo ci fu un vero e proprio assalto dei Leoni di Sassonia che misero a dura prova la resistenza juventina. La musica cambiò nella ripresa e i bianconeri riuscirono a sbloccare il punteggio al 12′ grazie ad una splendida azione personale dello svedese Magnusson, servito da Cinesinho. Un gol decisivo per l’attaccante costretto a giocare soltanto nelle partite di coppa. La Juve passò così il turno, ma dovette arrendersi in semifinale al Benfica di Eusebio.

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