Quando Junior tornò al Torino a 37 anni per vincere la Mitropa Cup 1991

Junior Mitropa Cup

Nel giugno del 1991, il centrocampista Junior tornò al Torino in prestito per disputare la Mitropa Cup. I granata riuscirono a imporsi nella finalissima tutta italiana contro il Pisa del presidente Antonetani.

JUNIOR E IL PRESTITO AL TORO PER DISPUTARE LA MITROPA CUP

Leo Junior e l’Italia. Una storia d’amore durata 5 stagioni e che ha visto il formidabile brasiliano vestire le maglie di Torino e Pescara. Arrivato nel 1984 dal Flamengo, il calciatore aveva posto sostanzialmente una condizione: quella di non giocare più come terzino. Un ruolo mai amato ma che in patria, soprattutto per via della tanta concorrenza, era ormai diventato una sua costante. Così, nella nostra Serie A, pur in età avanzata, fu spostato in mediana e regalò momenti di grande calcio. Intelligenza tattica, sostanza, qualità fuori dal comune e un gran tiro dalla distanza. Insomma, Junior era davvero un valore aggiunto, prima per i granata e poi per il Pescara di Galeone. In Abruzzo riuscì perfino a ottenere l’unica storia salvezza nella storia del club in massima divisione. Un rapporto talmente intenso con la città da portarlo ad acquistare una casa e tornarci praticamente ogni anno dopo l’addio.

Di ritorno al suo Flamengo, riuscì a giocare finalmente da centrocampista anche nel campionato brasiliano, disputando 2 buone stagioni e rimanendo nel giro della Selecao nonostante la carta d’identità. Poi, improvvisamente, sul finire della stagione 90-91, Leo ebbe finalmente l’occasione di ripagare l’affetto dei tifosi del Torino. I Granata, infatti, avrebbero dovuto prendere parte alla penultima edizione della storia della Mitropa Cup, che si sarebbe disputata nel mese di giugno. La competizione prevedeva la possibilità di prendere dei giocatori in prestito. Così, la società del presidente Borsano si mise al lavoro per regalare due rinforzi al tecnico Emiliano Mondonico, che furono entrambi brasiliani. Il Torino, nel tentativo di vincere la Mitropa Cup, prelevò l’attaccante del Cesena Amarildo e, per l’appunto, il grande Junior dal Flamengo!

IL FORTE TORINO DI MONDONICO

I Granata che si apprestavano a disputare l’ormai decaduto torneo, erano una compagine di alto livello. In quegli anni, vissero gli ultimi momenti veri di gloria nella nobile storia della società, con piazzamenti importanti in campionati e ottime partecipazioni alle varie coppe. Mondonico li schierava secondo il suo credo calcistico, basato soprattutto su una efficiente fase difensiva e un organizzato contropiede. Tra i pali c’era Luca Marchegiani, portiere dall’ottima tecnica individuale e che stava entrando nel giro della Nazionale. La difesa era affidata ad autentici mastini come Pasquale Bruno, Enrico Annoni e Roberto Policano, coadiuvati dalla saggezza e dall’esperienza del libero Cravero. Anche la mediana presentava elementi di notevole livello.

Basti pensare a Dino Baggio, al capitano Romano, al talentuosissimo Lentini, allo spagnolo Vasquez, a Fusi, Sordo e al giovane Cois. In avanti, invece, c’era meno abbondanza dopo la cessione, a stagione in corso, del brasiliano Muller. Restavano Giorgio Bresciani e lo slavo Skoro a garantire qualche gol e tanto lavoro oscuro. Anche per questo, l’arrivo di Amarido era quanto mai provvidenziale per poter ambire alla Mitropa Cup, soprattutto se abbinato al ritorno di Junior in cabina di regia. I due brasiliani avrebbero rappresentato la ciliegina sulla torta, garantendo classe, esperienza e blasone. La squadra di Mondonico fu inserita in un gironcino con gli austriaci del Vorwärts Steyr e gli ungheresi del Veszpremi. L’altra italiana in lizza, l’appena retrocesso Pisa, se la sarebbe vista con cechi del Bohemians Praga e con gli jugoslavi del Rad Belgrado.

LA FINALISSIMA

Le due compagini italiane riuscirono a vincere i rispettivi gironi, qualificandosi per la finale. Il Pisa lo fece grazie alla differenza reti, riuscendo a precedere il Boehmians. Per il Torino, invece, le cose furono più agevoli, con due vittorie di misura. Il brasiliano Junior debuttò nel corso della seconda sfida contro il Veszpremi, restando in campo per 70 minuti. Il finale di gara fu alquanto incandescente con diversi scontri al limite della regolarità. Gli ungheresi restarono in 10 e fu espulso anche il loro massaggiatore. Poco dopo, l’Animale Pasquale Bruno si fece buttare fuori per una folle entrata delle sue, tale da abbattere contemporaneamente due avversari. Così, in vista della finale tutta azzurra, Mondonico fu costretto a rinunciare ad uno dei suoi leader difensivi, sostituendolo con il giovane marcatore Atzori. Questi, in ogni caso, gli 11 di partenze delle due squadre:

Torino: Di Fusco, Annoni, Atzori, Fusi, Junior, Carillo, Venturin, Francesco Romano, Amarildo, Martin Vazquez, Policano

Pisa: Simoni, Chamot, Taccola, Boccafresca, Dondo, Bosco, Fiorentini, Cristallini, Ferrante, Marini, Polidori

Seppur finale di un torneo che ormai aveva perso fascino e seguito da anni, restava comunque un trofeo in palio che avrebbe potuto dare un senso differente alla stagione delle due squadre. Per il Pisa un’occasione di riscatto dopo tante delusioni e la retrocessione finale. Per il Torino, ciliegina sulla torta di un ottimo cammino in campionato e in Coppa Italia. Fu una partita molto bloccata tatticamente, con le squadre che cercarono di non scoprirsi. Tra i migliori in campo della finale di Mitropa Cup ci fu proprio Junior. Il 37enne brasiliano strappò diversi applausi al pubblico del Delle Alpi di Torino grazie alla sua infinita classe. Differente, invece, il discorso per Amarilo, che, complice anche il pochissimo tempo trascorso in squadra, non si adattò agli schemi di Mondonico.

L’ERRORE DI JUNIOR CHE NON COMPROMISE LA VITTORIA DELLA MITROPA CUP

Proprio nel finale, però, la partita sembrò prendere una svolta improvvisa. Junior, che fino a quel momento era stato perfetto, ciccò clamorosamente un pallone a centrocampo. Il suo insolito errore diede via libera a Polidori, che si involò verso la porta di Di Fusco. Il portiere napoletano, che per il torneo era stato preferito al titolare Marchegiani, tentò una vana uscita ma fu infilato. A pochi minuti dal termine, il Pisa di mister Giannini era passato in vantaggio. Poco dopo, i giochi sembrarono chiudersi del tutto quando Policano emulò lo squalificato Bruno ed entrò durissimo su Taccola. Rosso diretto e Torino sotto di un uomo e di un gol ad un paio di minuti dal fischio finale. Tutto perso? Niente affatto, perché con un colpo di cilindro Mondonico spedì nella mischia il giovane attaccante Brunetti. Il ventenne sfruttò un lancio di Romano e si presentò in area di rigore toscana.

Fu lievemente toccato da Fiorentini e si guadagnò un dubbio calcio di rigore. Un fischio arbitrale che mandò su tutte le furie Anconetani. Il presidentissimo del Pisa, infatti, nelle seguenti dichiarazioni mise in dubbio la lealtà della manifestazione con parole durissime. Dal dischetto, il fino a quel momento deludentissimo Vasquez riportò le squadre in parità. E fu a quel punto che la partita assunse un altro tocco di magia tipico di un calcio che non c’è più. La Rai, infatti, che deteneva i diritti dell’incontro, non aveva messo in conto la possibilità che la sfida potesse protrarsi ai supplementari. Così, facendo infuriare milioni di telespettatori, proseguì con la programmazione stabilita precedentemente, non trasmettendo la restante mezzora!

L’ESITO DELLA SFIDA

E per quello che si vide in campo, fu davvero un peccato che quei supplementari non raggiunsero le case di tutti gli appassionati. Le squadre, forse stanche o forse vedendo la reale possibilità di vincere il trofeo, si scrollarono di dosso le paure. Ne uscì una mezzora di puro spettacolo. Il Pisa, almeno inizialmente, aveva una marcia in più e si presentò almeno tre volte dalle parti della porta granata con estrema pericolosità. In due occasioni fu bravissimo Di Fusco mentre nella terza Tarzan Annoni salvò il gol sulla linea. Il Torino rispose con il fino a quel momento poco pimpante Amarildo, che sfiorò la traversa con un pallonetto. La bella azione individuale svegliò il brasiliano, che alla fine risulto decisivo. L’attaccante in prestito dal Cesena venne a lavorare un pallone sulla trequarti e lo smistò con classe a Junior.

Il regista, con destrezza, liberò Carillo in area di rigore, abile a trasformare la chance nel 2-1 finale. il Torino, così, vinse la penultima edizione della storia della Mitropa Cup. La domenica seguente, a Bibiana, assieme ad alcuni club di tifosi e a qualche vecchia gloria, il gruppo granata festeggiò la conquista del trofeo e la qualificazione alla Coppa Uefa ottenuta in campionato. Fu l’antipasto per le due stagioni seguenti, le più belle della storia moderna del Torino. Prima la storica finale di Coppa UEFA persa, poi la conquista della Coppa Italia 92-93. Inoltre, quella Mitropa Cup fu anche l’ultima occasione di vedere un fuoriclasse come Junior militare nel nostro Paese. Un ritorno per due sole partite ma che i tifosi del Toro non dimenticheranno facilmente! A seguire, ecco il video con la sintesi della finale tra i Granata e il Pisa:

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