Quando il Sutton United vinse la Coppa Anglo-Italiana ’79 contro il Chieti

IL SUTTON UNITED E QUELLA FINALE CONTRO IL CHIETI DI COPPA ANGLO-ITALIANA

Tra le tante competizioni che la storia del calcio ha inglobato nel corso della propria storia, la Coppa Anglo-Italiana è, molto probabilmente, una delle meno conosciute. Non solo perché durò appena 26 anni, ma perchè di prestigioso aveva ben poco da trasmettere. L’idea di crearla venne da un italiano che viveva in Inghilterra. Lo Swindon Town aveva vinto la Coppa di Lega inglese nella stagione 68-69, ma non aveva diritto ad iscriversi a nessuna competizione europea perchè non militava nella massima serie. A risolvere la questione fu Gigi Peronace, un occhio di falco col mirino verso i campioni non ancora fioriti, visto che fu lui a portare in Italia calciatori del calibro di Jimmy Greaves, John Charles e Denis Law. Prendendo spunto da questa migrazione di britannici, Gigi decise di inventare un trofeo: la Coppa Anglo Italiana.

La prima edizione venne giocata nel 1970 e prevedeva il confronto tra sei squadre italiane (tutte di Serie A) e sei squadre inglesi (quattro di First Division, una di Second Division e lo Swindon Town di Third Division). La complessa formula del torneo prevedeva tre gruppi composti da squadre di entrambe le nazioni (ma non si affrontavano le squadre dello stesso Paese), mentre i risultati conseguiti erano inseriti in due classifiche distinte, una per le italiane e una per le inglesi. La migliore squadra italiana e la migliore squadra inglese si affrontavano in finale sul campo della compagine, tra le due, che aveva fatto più punti nella prima fase.

IL CAMBIO DI REGOLAMENTO

Per quanto concerne il regolamento, nelle prime tre edizioni del torneo veniva assegnato un punto per ogni gol segnato; dalla terza edizione il regolamento prevedeva una regola del fuorigioco leggermente modificata per rendere le partite più spettacolari (riduzione della zona di fuorigioco agli ultimi 16 metri del campo). Nella quarta edizione del 1973 ci furono delle modifiche; le squadre per nazione divennero otto anziché sei e i gironi diventarono due (sempre con partite e classifiche distinte per nazionalità). In semifinale si affrontavano in gare di andata e ritorno le squadre della stessa nazionalità per qualificare alla finalissima una formazione per ognuno dei due Paesi. Il Newcastle vinse in finale la Coppa Anglo-Italiana 1973 2-1 a Firenze contro la Fiorentina.

LA PARTICOLARE EDIZIONE DEL 1979

Il torneo nel 1974 non si disputò per lasciare spazio ai Campionati del Mondo in Germania, mentre nel 1975 non si svolse per problemi organizzativi. Col lungo andare, sembrava scontato che la manifestazione venisse soppressa, sia per questioni di visibilità, sia per questioni burocratiche. Per non farla naufragare quasi subito, si optò per riproporre la Coppa Anglo-Italiana come un confronto tra compagini semiprofessionistiche. Quindi sei squadre di Serie C italiana e sei delle leghe dilettantistiche inglesi. La prima fase veniva giocata nel Regno Unito, mentre la seconda nello Stivale, con conseguente finale. Altra novità furono i 3 punti a vittoria. Particolare fu l’edizione del 1979, dove a parteciparvi furono: Sutton Unite; Barnet; Matlock Town e Nuneaton Town da una parte e Chieti, Cremonese, Pisa e Junior Casale dall’altra.

I londinesi del Sutton United, che dominavano in patria in National League, si qualificarono dopo aver battuto Pisa e Cremonese, pareggiando con la Junior Casale e perdendo contro il Chieti. Gli abruzzesi dimostrarono tutta la loro forza, vincendo tutte e quattro le partite, staccando il pass per la finale. Di contro c’era il Sutton, che aveva racimolato più punti. Gli italiani erano favoritissimi per la vittoria finale, anche perchè avrebbero giocato in casa. Ben 7 furono i tifosi ospiti ad andare in trasferta in quel 25 aprile 1979. Incredibilmente, gli inglesi vinsero 2-1 grazie ai gol di Southan e Rains, il capitano. Per il Chieri non servì a niente il gol di Antignani.

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