La Toyota Cup, la coppa nata tra calcio, auto e diritti TV!

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La Toyota Cup, più semplicemente Coppa Intercontinentale

Tutti la conoscono come Coppa Intercontinentale, storico trofeo nato nel 1960 e abolito nel 2004 che metteva difronte il vincitore della Champions League e quello della Coppa Libertadores. Fino al 1979 la Coppa veniva giocata in due tappe separate e l’assegnazione del trofeo si basava su una serie di punti che venivano dati con lo stesso criterio che la CONMEBOL fece nei confronti della Coppa Libertadores. A causa di questo formato però, veniva aggiunta una terza partita quando entrambe le squadre erano a pari punti. Il 28 novembre del 1980, presso l’Hotel Excelsior di Roma, si incontrarono i rappresentanti di Nottingham Forest e Nacional di Montevideo, le due squadre che si sarebbero dovute affrontare in finale. Al meeting ci furono anche i delegati UEFA, CONMEBOL, e quelli di West Nally, azienda che si occupava di marketing sportivo in Inghilterra.

Il tema della discussione fu quello di cercare di modernizzare la Coppa Intercontinentale che era sull’orlo del collasso visti i tanti rifiuti e ritiri dei club nel giocarla. L’obiettivo era quello di innescare qualche innovazione che potesse attirare l’interesse. Ad arrivare in soccorso ci fu il progetto della casa automobilistica giapponese Toyota che volle trasformare il classico confronto andata-ritorno in un match unico da giocarsi ogni anno a Tokyo. Il trofeo in palio sarà di conseguenza chiamato Toyota Cup. Nulla di troppo creativo ecco. Un’idea che sicuramente avrebbe portato benefici economici sia dalle televisioni sia dall’impatto che una casa automobilistica come Toyota può avere sul calcio.

I diritti TV

Questa idea trasformista venne accettata subito dalla confederazione europea e sudamericana ma soprattutto dai due club in questione. La Toyota, incassando grande quantità di denaro per la cessione dei diritti TV e dei biglietti, versò alla squadra inglese e uruguaiana un corposo ingaggio che andò a ricoprire anche tutte le spese (viaggio andata e ritorno) che i due club esercitavano. La finale venne fissata per l’11 febbraio 1981, data scelta con grande anticipo in modo da organizzare tutto. Perfino l’arbitro venne scelto in principio, il signor Abraham Klein, 47enne di origine ebraica ma con passaporto israeliano. La sua storia affascina perchè da giovane emigrò per evitare il terribile Olocausto della Germania Nazista e incominciò per caso ad arbitrare.

In bacheca aveva già due mondiali arbitrati come esperienza. Lo stadio era il più classico di tutti: l’Olimpico di Tokyo, sede dei Giochi Olimpici del 1964. Nel 1981 l’Uruguay non viveva una situazione stabile: il regime instaurato dalla dittatura militare aveva messo a repentaglio un intero Paese che già negli anni 70 mostrava le prime crepe per l’instaurazione di un regime dittatoriale. Il Nacional era una squadra forte e solida con un giocatore trascinante chiamato Waldemar Victorino, punta di riferimento per l’attacco della squadra guidata da Juan Mujica. La difesa era retta da Cacho Blanco, un tuttofare di grande prestanza fisica che aveva il compito insieme a Moreira, Enriquez e Gonzalez di proteggere il portiere Rodriguez.

In mezzo al campo tantissima qualità. C’era il numero 10 di grande talento Arsenio Luzardo con affianco Victor Esparrago e Milar. Il tridente era solo poesia con Alberto Bica e Cascarilla a fare il lavoro sporco per Victorino, giocatore micidiale in area di rigore.

Il grande Nottingham di Brian Clough

Gli anni 70 e 80 per l’Inghilterra sono cruciali. Il cambiamento dovuto alla caduta del governo gestito da Margaret Thatcher aveva radicalmente trasformato lo stile di vita. Sono gli anni del programma televisivo “Match of the day”, uno dei primi ad arrivare nelle case degli appassionati di calcio. Nel 1974 ci fu anche una tragedia che ha portato alla morte di un tifoso del Bolton durante uno scontro tra gli hooligans allo stadio. Parlando di campo, il Nottingham era una squadra meravigliosa allenata da un signore che incalzava perfettamente la genialità nel trasmettere le proprie idee: Brian Clough. 

Allenatore che ebbe la capacità di accantonare l’idea di calcio inglese – e non era scontato farlo visto che quei tipi di tifoserie erano pretenziose nel vedere uno stile riconosciuto da tutti – per proporre un qualcosa di nuovo. E non vieni inserito per caso nella Hall of Fame del calcio inglese. Il suo Nottingham era una squadra che non sprigionava un gran calcio ma era efficace. Non a caso vinse due Coppe Campioni di seguito. Ricordiamo giocatori come Viv Anderson, primo giocatore di colore a vestire la maglia dell’Inghilterra, ma anche John Robertson, centrocampista scozzese sublime nel fare da frangiflutti in mezzo al campo.

La partita della Toyota Cup

La partita assumeva già un clima bollente che non poteva essere altrimenti. Prendete anche oggi una squadra sudamericana contro una inglese (con i tifosi possibilmente) e ne uscirebbe uno spettacolo. Dopo 10 minuti di gioco il tabellone dice 1-0 per il Nacional che si porta avanti grazie al solito Victorino che anticipa tutti in area e con il destro insacca. Il Forest subì per tutta la partita a discapito di un Nacional che padroneggiava la gara sul piano del palleggio. Vengono annullate anche due reti agli uruguagi prima con Luzardo poi con Bica. La squadra inglese sale di ritmo col passare dei minuti e mette sotto l’avversario per l’ultima mezz’ora abbondante per la disperata ricerca del pareggio.

Il portiere Rodriguez diventerà decisivo col passare dei minuti tenendo in vita la squadra di Mujica che alla fine trionfò e alzò al cielo la Toyota Cup. Toyota che inserì, in occasione della finale, il premio “Man of the match” che non poteva non andare a Waldemar Victorino. Il nuovo sponsor mise in palio un’autovettura che sarebbe stata regalata a fine gara all’eletto trionfatore. L’ennesima genialata di Toyota che aumentò di visibilità dal punto di vista di marketing commerciale. La Toyota Celica fu la marca dell’autovettura garantita a Victorino. Un premio di giusta consolazione che ridiede fama ad una Coppa che stava perdendo l’interesse altrui.

Il tabellino

Nacional: 1 Rodríguez, 4 Blanco, 2 Moreira, 3 Enríquez, 5 González, 16 Milar ,6 Espárrago (C), 10 Luzardo, 7 Bica, 9 Victorino, 11 Morales. (12 Pereira, 13 Molina, 14 W. Cabrera, 18 J. Cabrera, 19 Perez). All: Mujica

Nottingham Forest: 1 Shilton , 2 Anderson, 5 Lloyd, 6 Burns (C), 3 F. Gray, 7 O’Neill, 8 Ponte (12 Ward 68’), 15 S. Gray, 11 Robertson, 9 Francis, 10 Wallace. (13 Needham). All: Clough.

Arbitro: Abraham Klein

Ammoniti: Esparrago, Lloyd

Reti: Victorino (10°)

QUI il video del gol di Victorino nella finale

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