Saul Lisazo e quell’infortunio che lo fece diventare una star delle telenovele

Saul Lisazo

Saul Lisazo era un attaccante argentino dalle buone qualità. Ebbe una discreta carriera, militando anche in Brasile e in Belgio. Un brutto infortunio ne compromise il proseguo, nonostante un tentativo di giocare nel Barcellona di Maradona. Dopo l’addio al calcio, è diventato un famoso attore di telenovele latine. Viene paragonato a George Clooney.

SAUL LISAZO, IL PROMETTENTE 9 E MEZZO DEL CALCIO ARGENTINO

I suoi amici di infanzia non avevano alcun dubbio. “Tu diventerai un calciatore professionista e giocherai in Europa“. Perchè Saul Lisazo, da un punto di vista tecnico, era semplicemente troppo più bravo di loro. Era un attaccante, ma piuttosto atipico. Aveva doti da centravanti, come il colpo di testa, la freddezza, il tiro potente e preciso ma del 9 non possedeva il passo e la capacità di attaccare la profondità. Viceversa, aveva un ottimo piede e amava ricevere palla “addosso” per cercare il compagno meglio piazzato, come un vero 10. Un ottimo assist man, una sorta di precursore dell’attuale falso 9. Con il passare degli anni, iniziò a convincersi anche lui di poter davvero diventare qualcuno. Così, pur essendo figlio di una preside di scuola, a 17 anni decise di lasciare gli studi e tentare il tutto per tutto nel mondo del calcio.

Dopo gli inizi nel Viamonte, club non troppo distante da Buenos Aires, si guadagnò il passaggio all’Atlante. Tanta gavetta nelle categorie inferiori, passando dalla quinta serie alla terza con la sensazione che la strada da fare stesse diventando troppo tortuosa. Così, quella promessa di diventare un calciatore in Europa rischiava di diventare utopistica se non che Saul si fidanzò con una ragazza brasiliana. Grazie alle conoscenze della famiglia di lei, riuscì a farsi ingaggiare dalla Juventus di San Paolo. Un passo fondamentale per la sua carriera, anche perché in Brasile l’attaccante trovò quella continuità che prima gli era mancata. Veniva impiegato sia da 9 che da 10 e in entrambi i casi con buoni risultati. Le sue buone prestazioni non passarono inosservate, tant’è che un giorno, ad assistere ad un suo match, c’era anche un imprenditore portoghese, che rimase colpito dalle sue doti.

IL TRASFERIMENTO IN BELGIO E IL BRUTTO INFORTUNIO

Quell’uomo d’affari, infatti, aveva particolari legami con il Beveren, club del massimo campionato belga. Fu così che, così come gli avevano più volte predetto i suoi amici, il buon Lisazo partì alla volta dell’Europa per sostenere quello che era, a tutti gli effetti, un provino. Un test match contro una compagine spagnola, l’Hercules di Alicante. Nella partita in questione, l’attaccante argentino segnò due gol e si mosse benissimo, confermando quanto di buono si diceva sul suo conto. L’ottima prestazione gli permise di strappare un contratto, diventando anche compagno di squadra del formidabile portiere Pfaff. La sua vita belga si divise sostanzialmente in due differenti poli. Dal punto di vista calcistico, le cose andarono alla grande, con la conquista di una Coppa di Belgio e tre ottime stagioni nel club.

Durante la Coppa delle Coppe 78-79, il Beveren si rese protagonista di un grandissimo cammino, eliminando anche l’Inter ai quarti. Il miracoloso percorso dei belgi fu interrotto soltanto dal Barcellona in semifinale! L’anno seguente, Saul Lisazo si guadagnò il passaggio all’ambizioso Mechelen. Viceversa, invece, il ragazzo argentino non si adattò mai allo stile di vita belga. In un’epoca ancora priva di internet, non riuscì a trovare una maniera per restare in costante contatto con il suo Paese. La lontananza dai suoi cari iniziava a pesare anche perchè non trovava davvero nulla che riuscisse a stimolarlo nel tempo libero. Un clima troppo tetro, una città quasi priva di vizi e una routine quotidiana che iniziava a stancarlo. A tutto ciò, tra l’altro, si aggiunse un grottesco infortunio. Durante un allenamento, scandito da un violento temporale, Lisazo si presentò dal dischetto per battere un calcio di rigore ma al momento del tiro si strappò il quadricipite della gamba destra.

IL DOLOROSO ADDIO AL CALCIO DOPO IL SOGNO SFUMATO AL BARCA

Immediatamente dopo il tiro, Lisazo si ritrovò a terra, pervaso da un dolore lancinante. Per quel tipo di infortuni, al tempo, non vi erano veri e propri rimedi. Talvolta, grazie alle rudimentali fisioterapie in auge, si riusciva a far rimarginare lo strappo, anche parziamente, e si continuava a giocare stringendo i denti. Altre volte, nei casi più gravi, si era costretti al ritiro. Saul Lisazo, inoltre, ebbe un vero e proprio crollo psicologico. La lontananza dai campi di calcio esasperò all’ennesima potenza la sua ritrosia per lo stile di vita belga, non avendo più neanche l’unica valvola di sfogo della sua quotidianità. L’attaccante argentino iniziò un lungo braccio di ferro con la dirigenza del Mechelen allo scopo di tornare in Argentina. Alla fine, quasi fuggendo di forza dal Belgio, Lisazo riuscì nel suo intento e si fece concedere un prestito al Sarmiento, giocando al fianco del veterano Oscar More.

Dopo un periodo di forzato stop, riuscì gradualmente a tornare in campo, pur continuando ad avvertire un certo dolore alla gamba. Trovò una discreta continuità di prestazioni ma il suo contributo non fu sufficiente ad evitare la retrocessione dei Los Verdes. Terminato il prestito al club argentino, Saul salì nuovamente sopra un aereo e volò alla volta di Barcellona. Lì ebbe un lungo colloquio con Jorge Cyterszpiler, potente procuratore calcistico che tra le sue fila vantava niente poco di meno che Diego Armando Maradona. La richiesta dell’attaccante 26enne fu quella di poter sostenere un provino per i Blaugrana, col sogno di giocare proprio affianco al Pibe de Oro. Il Mechelen tentò in tutti i modi di ostacolare la trattativa ma alla fine concesse al ragazzo di allenarsi con il Barcellona. Tuttavia, dopo pochi giorni di allenamento, in cui comunque si era accorto di non avere più una condizione atletica adeguata, Lisazo subì un bruttissimo infortunio al ginocchio.

SAUL LISAZO E QUELLA TRASFORMAZIONE NEL GEORGE CLOONEY ARGENTINO

Il nuovo stop significava inevitabilmente il ritiro dall’attività sportiva. Una notizia drammatica che Lisazo assorbì nel peggiore dei modi. Fu colto da una forte forma di depressione e iniziò a interrogarsi sul suo futuro. Per la prima volta, dopo aver sempre puntato alla sua carriera da calciatore, si rese conto di non avere altri sbocchi. Iniziò a vedere il domani come un grande punto interrogativo. Nel tentativo di rialzare lentamente la cresta dal male oscuro che lo aveva colpito, Saul si fece tesserare per un club di calcetto spagnolo. Giocava quasi da fermo ma tanto bastò per sollevare un po’ il suo morale ma, soprattutto, per fargli conoscere Daniel Rangoni, famoso modello e fotografo iberico. La nuova amicizia gli spalancò un nuovo mondo. Rangoni lo convinse a cambiare look.

Via i folti baffi neri, nuovo taglio di capelli e vestiario completamente rinnovato. Saul Lisazo intraprese una nuova vita da modello, posando per diverse pubblicità di quegli anni. Trascorse anche tre mesi in Grecia, continuando a lavorare nel nuovo ambito fino a che non decise di iscriversi ad un corso di recitazione a Madrid. Proprio in questo periodo, iniziò il suo legame professionale con il Messico. Nel Paese centro americano, infatti, divenne il testimonial della Bacardi per ben 11 anni. Sempre in terra messicana, poi, si specializzò come attore di telenovele, affermandosi tra i volti più amati e apprezzati, anche per via di una neanche troppo velata somiglianza con George Clooney. Fu così che, quello che sembrò essere un evento drammatico della sua vita (l’addio al calcio) si trasformò, invece, nella più grande fortuna che potesse augurarsi.

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